Segui con PdV il Meeting di Rimini. Voci e volti della quarta giornata

Ore 19 – Al Meeting dibattito su scenari Israele – Palestina (fonte Meeting e Aska news Rimini)

Nella Sala Auditorium D3 del Meeting di Rimini si è tenuto un confronto di altissimo profilo per interrogarsi sulle prospettive di pace in Medio Oriente. Sul palco si sono confrontati Olivier Roy, docente all’Istituto Universitario Europeo di Firenze, e Joseph Weiler, professore alla NYU Law School ed Senior Fellow a Harvard, introdotti dal presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz.Aprendo il dibattito, Weiler ha evidenziato come la polarizzazione del discorso pubblico sia uno dei principali ostacoli alla pace: “Se muovi una critica ai palestinesi ti danno subito del colonialista; se critichi la politica del governo israeliano ti dicono che sei antisemita”. Secondo il giurista, pur riconoscendo la gravità dei punti neri della storia recente, occorre esercitare il discernimento: “L’alternativa a un sogno è un incubo, e non vedo altra soluzione se non una che riconosca il diritto del popolo israeliano all’autodeterminazione e quello del popolo palestinese ad avere un proprio Stato”.Sul fronte geopolitico, Olivier Roy ha analizzato il mutamento radicale degli equilibri regionali, sottolineando come il tradizionale “fronte del rifiuto” si sia frammentato e come il mondo arabo si muova ormai sulla base dei propri interessi nazionali. Secondo Roy, attualmente Israele gode di una situazione in cui non vi sono oppositori strutturati in grado di fare da controaltare, mentre la popolazione civile continua a subire le conseguenze drammatiche della guerra. Ciononostante, ha evidenziato la straordinaria resilienza delle persone a Gaza e in Libano, pronte a tornare e a ricostruire anche dopo le distruzioni più violente.Avviandosi alla conclusione, i relatori hanno riflettuto su cosa possa spingere le parti verso una svolta negoziale. Oltre alla paura di una distruzione totale, Weiler ha posto l’accento sulla stanchezza profonda che attraversa la società israeliana: un logoramento dello status quo guerriero che, unito all’esigenza vitale di non perdere ulteriore umanità, può preparare il terreno politico per dire basta.L’incontro si è chiuso con un forte richiamo alla speranza e alla necessità di custodire il desiderio di costruire un bene comune, affidando alla preghiera e all’impegno comune delle comunità il compito di non rassegnarsi alla logica inesorabile del conflitto.

Ore 17 – Gelmini, “una proposta di legge per la comunità educante

Noi sappiamo che siamo in una stagione di conflittualità e di difficoltà rispetto al d”isagio giovanile. Il disagio giovanile che assume diverse sfaccettature: dall’abuso dell’utilizzo dei social ai problemi alimentari, al disagio psicologico, alla violenza. E quindi non possiamo lasciare solo sulla scuola e sulla famiglia il carico di affrontare questi temi.​ Molto importante è il bonus psicologo, che è una misura trasversale che è stata approvata nell’ultima legge di bilancio. Ma io credo molto anche al fatto di non solo vietare i social, ma dare un’alternativa ai giovani”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, intervenendo a un punto stampa durante il Meeting di Rimini.

“Questa alternativa è rappresentata dalla comunità educante. Che cos’è la comunità educante? Accanto ai patti educativi di comunità che sono nati in maniera puntiforme su tanti territori e che l’INDIRE ogni anno tiene monitorati con queste proposte, noi vogliamo avanzare una proposta di legge che renda strutturale un’offerta ricreativa e formativa che nasce dalla messa in rete, grazie agli enti locali e grazie ai comuni, di quello che nei territori già esiste: l’associazionismo, il terzo settore, il mondo dello sport, della cultura, il teatro.​Attraverso queste realtà, che in ogni comune sono presenti, noi vogliamo offrire un’opportunità ricreativa, di solidarietà, di socialità, ma anche formativa ai nostri ragazzi. Questa proposta di legge è già in Senato, in Commissione Cultura. Io mi auguro che possa essere approvata quanto prima e che, attraverso la prossima legge di bilancio, possa essere finanziata. È una proposta che con Maurizio Lupi, con Noi Moderati, portiamo avanti da tempo e pensiamo che ci siano le condizioni prima della fine della legislatura perché diventi realtà”.

Ore 15.34 – Gilberto Pichetto Fratin (Min. Ambiente), “puntiamo su nucleare di terza generazione”

“La sfida è il percorso per integrare quella che è la produzione che possiamo avere da rinnovabili — idroelettrico, geotermico, fotovoltaico, eccetera — e poi l’utilizzo dell’idrogeno è un’altra cosa, perché lì utilizzerà l’energia elettrica o nucleare.​E questo fa sì che si debba assolutamente, per dare sicurezza al Paese, affiancare fonti di energia nucleare. Di nuovo nucleare: stiamo pensando a nucleare di terza generazione avanzata, i piccoli reattori, o di quarta generazione quando ci sarà”. Lo ja detto il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin.

Ore 14.52 – Sideman (Ambasciatore Israele), “qualsiasi atto di violenza è inaccettabile” (fonte Sir)

“Qualsiasi atto di violenza contro chiunque è inaccettabile e non deve essere tollerato. Episodi del genere devono essere affrontati e perseguiti secondo la legge”.

foto Sir

Lo ha detto l’ambasciatore di Israele presso la Terra Santa, Yaron Sideman, oggi al Meeting di Rimini per seguire l’incontro “Amare la Terra Santa” che ha visto gli interventi del Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, e in collegamento da Gaza, del parroco latino della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli, moderati dalla giornalista Alessandra Buzzetti. Il riferimento dell’ambasciatore era diretto al villaggio di Taybeh, l’unico interamente cristiano rimasto in Cisgiordania, da tempo al centro di violenze, aggressioni e intimidazioni da parte di coloni ebrei. “Israele – ha ribadito il diplomatico – è uno Stato di diritto e le questioni di questo tipo vengono trattate sulla base dei principi giuridici vigenti. Ogni aggressione è inaccettabile”.

Ore 14.49 – Dalle macerie alla rinascita: la mostra che racconta il centro Italia

Tanti i visitatori alla mostra “L’abisso e la carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e dalla sua rinascita (2016-2026)”, promossa dal Commissario Straordinario Guido Castelli e nata da un’idea del geologo Alessandro Fusari. Tante presenze anche alla mostra sull’Ecce homo.

Ore 14.05 – Padre Ielpo, “Gaza è tritata, l’emergenza si aggrava ogni giorno” (fonte Sir e Aska news Rimini)

“Gaza è ‘tritata’, come se fosse passato uno tsunami. L’emergenza si aggrava ogni giorno, è una catastrofe continua. Dopo il cessate il fuoco dell’ottobre scorso, la città continua ad avere bisogno di tutto. I bombardamenti si ripetono. La gente vive per strada, in mezzo alle rovine, sotto i tendoni e tutti i giorni deve lottare per le cose più indispensabili, come l’acqua”. Padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza, a mezzogiorno si è collegato dalla sua chiesa con il Meeting di Rimini che ha dato al primo incontro della giornata questo titolo: “Amare la Terra Santa”. A Gaza vivono due milioni e trecentomila persone. I cristiani, ortodossi e cattolici, sono 541. La loro comunità ha avuto sessanta vittime a causa della guerra. Sono in pochi, ma continuano ad essere una speranza e un aiuto per molti. La loro scuola, il mese prossimo, ospiterà oltre mille alunni (molti edifici scolastici della zona sono chiusi o occupati dagli sfollati). La chiesa parrocchiale è stata provvidenzialmente costruita sopra una cisterna, alimentata da una sorgente sotterranea: l’acqua pompata grazie ai generatori di corrente (vanno a nafta e il diesel costa dieci euro al litro) è per tutti: cristiani e mussulmani. Nonostante gli initi all’evacuazione, preti e religiose sono rimasti lì. “Ma non per una scelta politica – spiega padre Gabriel – ma per preservare la presenza eucaristica di Gesù e per restare con la nostra comunità”. L’altro ospite dell’incontro, coordinato dalla giornalista di TV 2000, Alessandra Buzzetti, è stato Francesco Ielpo, francescano, custode di Terra Santa. “Le opere debbono nascere da una fraternità vissuta, testimoniare un’amicizia cristiana”, ha esordito. Una fraternità che a Gaza prende il volto di padre Gabriel e delle suore che collaborano con lui a “preservare la presenza eucaristica di Gesù”, magari facendo giocare i bambini con acqua e sapone. E che a Betania, il paese di Lazzaro, Maria e Marta, si incarna in tre frati che “fanno tutto insieme, si stimano, si vogliono bene”. La loro chiesa parrocchiale, la domenica, non riesce più a contenere i fedeli. Uno di loro, che dal suo villaggio va lì per la Messa, ha detto a padre Ielpo di avervi trovato quello di cui aveva bisogno: una comunità. I due religiosi non hanno manifestato tratti politici né enfatizzato la loro opera preziosa di soccorso. Hanno richiamato continuamente la radice della loro scelta e del loro agire: “Questi luoghi sono i luoghi che Gesù ha calpestato e nascondono una promessa di bene per tutto il mondo – hanno spiegato – Dio ha pensato un destino buono per noi quì dove ci ha messi”.Frate Ielpo ha riaffermato il valore dei pellegrinaggi in Terra Santa, e non solo per una questione economica (il turismo religioso permette la sopravvivenza di intere cittadine, come ad esempio Betlemme) ma perché “servono a rinnovare il legame di chi li compie con l’Incarnazione di Cristo che qui è vissuto. E sono una grazia per i cristiani di qui che riscoprono la loro vocazione e il loro scopo nel mondo, quello di custodire e rendere vivi questi luoghi”. Infine, l’appello di padre Gabriel: “Da buon prete vi dico di essere generosi e di aiutare la Custodia di Terra Santa, che sostiene tutti noi!”.

Ore 14.03 – Dal Meeting l’appello: “un nuovo patto per la sanità” (fonte Meeting e Aska news Rimini)

Il sistema sanitario pubblico regge su un equilibrio fragile: risorse limitate, domanda crescente, disparità che si allargano tra territori e fasce di popolazione. Con questa premessa è iniziato l’incontro tenutosi nella Sala Conai A2 al Meeting di Rimini, dal titolo “Criteri e Priorità per un nuovo Sistema Sanitario”. L’incontro ha visto la partecipazione di figure di spicco come Tiziano Onesti, presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il quale ha sottolineato: “Il ruolo dell’ospedale deve essere un nodo di una rete a cui partecipa attivamente”. Aggiungendo poi: “L’innovazione più urgente è affiancare i talenti che ci sono sul mercato. Se non abbiamo risorse umane, tutto il resto viene a mancare”.Rocca ha affermato: “Dobbiamo uscire dalle leve demagogiche e trovare un patto per la sanità. Noi vogliamo arrivare a una sanità che si faccia carico del cittadino”. Onesti ha poi aggiunto: “Dobbiamo far crescere e mantenere i professionisti, e per farlo servono strumenti adeguati”.Lo stesso Onesti ha concluso rivolgendo un appello alla classe politica: “Chiediamo di considerare la sanità come una vera infrastruttura, al pari di quella materiale. Va costruita con una logica di medio-lungo periodo”.

Ore 13.38 – Padre Ielpo (custode di Terra Santa), “il grido di giustizia”

Rispondendo a una domanda sui cristiani del villaggio di Taybeh, padre Ielpo ha affermato: “quando ci si avvicina a queste comunità, non solo quelle dei cristiani, perché è una fatica che non riguarda soltanto la comunità cristiana, il dolore che si prova e il senso anche di impotenza che si prova, il grido di giustizia che uno sente nascere dentro è davvero molto forte e molto grande”. Per padre Patton, “bisogna trovare soluzioni realistiche, concrete, ma anche efficaci, perché ci sia il rispetto dei diritti fondamentali di ogni uomo, di ogni popolo. E sicuramente questo, in questo momento storico, è un momento particolarmente teso, particolarmente delicato, dove ogni parola, ogni frase, ogni espressione poi può essere interpretata, strumentalizzata. Ma non possiamo, come spesso ci è stato ricordato, voltarci dall’altra parte”.

Ore 13.35 – Padre Ielpo (custode di Terra Santa), “il mondo oggi ha bisogno di speranza

La nostra presenza dura da 800 anni e che da sempre ha voluto non solo custodire i Luoghi Santi (che per la cristianità sono i luoghi principali che ci documentano la nostra fede), ma che è una presenza che in questi 800 anni ha voluto sempre anche edificare e costruire la comunità cristiana, le “pietre vive” che vivono in quei territori”. “Attraverso sfide sempre nuove, ma anche attraverso una grandezza e una comunità che, nonostante tutto, continua a testimoniare una grande speranza” – ha detto Ielpo. “Il mondo oggi ha bisogno di questa speranza” e al Meeting “abbiamo potuto raccontare di una Chiesa che è viva e che continua la sua missione”.

Ore 13.27 – Ricerca Volocom, sui social oltre 4mila citazioni del Papa a Rimini

La partecipazione del Pontefice ha ottenuto un’ampia risonanza mediatica e social, con oltre 4mila citazioni complessive in appena 3 giorni su media giornalistici italiani e contenuti online in lingua italiana: 2.630 articoli tra stampa e web, 1.112 post social e 1.013 citazioni radio-TV. Prevale una percezione positiva, con ammirazione, gioia e curiosità tra le emozioni più ricorrenti. L’attenzione dei media giornalistici si è concentrata in modo particolare sulla figura del Pontefice: nel 69% degli articoli Papa Leone XIV rappresenta il protagonista principale del racconto, mentre nel restante 31% viene citato all’interno di contenuti più ampi dedicati al Meeting. La percezione che emerge è prevalentemente positiva sia sui media giornalistici sia sui social network. Le emozioni più frequentemente associate alla visita sono ammirazione, gioia e curiosità, alimentate soprattutto dai messaggi del Papa sulla pace, sulla centralità della persona, sul dialogo, sui giovani e sulla vicinanza ai più fragili. La componente negativa resta molto contenuta, pur risultando più visibile sui social: circa 2% dei contenuti, contro appena lo 0,2% su stampa e web. Papa Leone XIV emerge soprattutto come figura di pace, dialogo e vicinanza, al centro di uno dei momenti di maggiore risonanza dell’edizione 2026 del Meeting.

Ore 12.47 – Giansanti (pres. Confagricoltura), “l’agricoltura italiana deve continuare a crescere”

“L’agricoltura italiana ed europea è un’agricoltura forte, è un’agricoltura che deve continuare a crescere”. Lo ha detto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, nel corso del punto stampa al Meeting di Rimini. “Stiamo negoziando con l’Unione Europea il rinnovo della Politica Agricola Comune; la settimana prossima sarò a Dublino al Consiglio Informale dell’Agricoltura dove incontrerò tutti i ministri e il Commissario. Una partita che, ricordo, per gli agricoltori europei vale 400 miliardi di euro e più, e quindi dobbiamo far sì che possano arrivare queste risorse economiche necessarie per garantire la sicurezza alimentare”.

Ore 12.45 – Giansanti (pres. Confagricoltura), “i prodotti dell’agricoltura condizionano le guerre”

“Io non so quanti di voi sanno, ma l’Italia per un terzo è attività agricola, per un terzo sono boschi e foreste e per un terzo è città. I due terzi della superficie italiana sono gestite e coltivate dagli agricoltori italiani e il terzo terzo, la città, dipende totalmente, ovviamente, dalla produzione degli agricoltori. E quindi il ruolo degli agricoltori è fondamentale”. Lo ha detto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, nel corso del punto stampa al Meeting di Rimini. “I prodotti dell’agricoltura sono uno degli strumenti utilizzati per condizionare le guerre. Le guerre non sono solamente fatte con i missili, sono fatte anche attraverso la capacità di consegnare o non consegnare una nave di grano”, ha detto Ginsanti. “Ed è quello che sta accadendo oggi nel flusso ucraino, ad esempio, ma anche le pressioni che ci sono sui mercati. Oggi noi abbiamo prezzi bassissimi in Italia e in Europa sia per il prezzo del grano, per il prezzo dell’olio d’oliva, per il prezzo del riso, quindi molteplici fattori incidono in maniera significativa sui nostri ricavi, come altrettanto il cambiamento climatico o la guerra stanno significativamente impattando sui costi delle aziende”.

Ore 11.30 – Al Meeting una mostra sulla “ricostruzione” a 10 anni dal sisma in centro Italia

Dalle macerie alla rinascita: la mostra che racconta il centro Italia

Dal freddo di un abisso al calore di una carezza. È questa la sfida al centro della mostra “L’abisso e la carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e dalla sua rinascita (2016-2026)”, promossa dal Commissario Straordinario Guido Castelli e nata da un’idea del geologo Alessandro Fusari. Un percorso che supera il racconto della spaccatura che ha colpito l’Appennino per accendere una nuova luce di speranza. La realtà del terremoto che nel 2016 colpì l’Appennino centrale e che ha interessato 4 Regioni, 10 Province e 138 Comuni, ha causato una ferita geologica nel territorio italiano, e una ferita esistenziale per coloro che l’hanno vissuta in prima persona. Il racconto è fatto senza veli retorici, nella schiettezza di chi riconosce la drammaticità dell’accaduto e nutre la speranza di una rinascita. Accanto alle ferite emerge la vitalità di un patrimonio umano, culturale e spirituale rimasto intatto. Le comunità locali hanno risposto al trauma attraverso la solidarietà e l’azione concreta, dimostrando come dalla sofferenza possano nascere nuove energie per la rigenerazione dell’intero territorio.

Il racconto fotografico del sisma

Cinque mesi di scosse consecutive, dalla prima del 24 agosto 2016, sino al 30 ottobre 2016, giorno in cui si registra una scossa di magnitudo 6.5, la più forte in Italia dopo il terremoto del 1980. Ma il percorso va al di là del mero racconto statistico, rifiutando una narrazione sterile. Attraverso diversi linguaggi, come quello fotografico, infonde il desiderio di nuove prospettive. Il progetto “Nuovo Patrimonio”, della fotografa Flavia Rossi, presenta attraverso diversi scatti gli interventi e le operazioni di consolidamento provvisorio, dove i ponteggi metallici diventano elementi stessi delle architetture storiche, offrendo uno sguardo inedito sulla ricostruzione. In questi ultimi anni la forza della “carezza” ancor di più sembra prevalere sul buio dell’abisso, che spesso genera paura e desiderio di lasciare la propria terra, le proprie origini, per cercare di costruire qualcosa di nuovo altrove. La vera sfida non riguarda solo il riparare muri, ma mira a contrastare la triste realtà dello spopolamento dei borghi feriti. La risposta di una “carezza” capace di risanare e donare nuove energie risiede in quella ferita. Solo abitando le ferite si potrà ripartire, ricostruire, rimanere.

Ore 10.10 – Oggi al Meeting il focus “Israele – Palestina: esiste un’alternativa al conflitto?

Olivier Roy, docente Istituto universitario europeo di Firenze, consigliere scientifico Middle East Directions, Robert Schuman Centre for Advanced Studies; Joseph Weiler, University Professor, NYU Law School and Senior Fellow Center for European studies, Harvard. Introduce Bernhard Scholz, presidente Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS. La soluzione dei due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese sembra ormai un’illusione fuori dalla storia, e si moltiplicano geometrie politiche creative sull’assetto che renda possibile la convivenza. Ma l’ipotesi che sembra superata dalla storia merita ancora di essere presa sul serio.

Ore 09.35 – Lucia Albano (sottoseg. min. economia), “Italia primo Paes in Europa a dotarsi di Piano casa” (fonte Meeting e Aska news Rimini)

“L’Italia è il primo Paese in Europa a dotarsi di un Piano casa nazionale. È una legge che prevede investimenti complessivi stimati fino a dieci miliardi di euro in dieci anni, per realizzare o recuperare centomila alloggi in edilizia convenzionata e agevolata”. Lo ha ricordato ieri sera l’onorevole Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, intervenendo al Meeting di Rimini al convegno su “Emergenza abitativa e Piano casa”. Insieme a Mario Rotelli, presidente della Commissione Ambiente e territorio della Camera, l’esponente di governo ha sottolineato altri importanti aspetti del Piano, fra cui la collaborazione con l’Europa per il social housing, l’edilizia sociale residenziale, per sostenere la cosiddetta “fascia grigia” o ceto medio: famiglie, giovani coppie, lavoratori fuori sede e insegnanti che non rientrano nei requisiti per le case popolari ma non riescono ad acquistare o affittare a prezzi di mercato. Per il social housing sono previsti quattro miliardi di euro. La Albano ha inoltre assicurato che a settembre verranno ripartiti i primi settecento milioni di euro per l’edilizia residenziale pubblica.
Il Piano ha ricevuto il plauso degli altri ospiti presenti, che hanno offerto suggerimenti e spunti migliorativi. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha messo in guardia dal pericolo di costruire, come in passato, casermoni di case popolari che hanno finito per ghettizzare le fasce sociali più svantaggiate. Per questo e per evitare ulteriore consumo di suolo, secondo Bucci occorre “costruire sul costruito”. D’accordo con Bucci la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, alle prese con 1300 alloggi di edilizia residenziale pubblica da recuperare. Per la Proietti, nell’attuazione del Piano si dovrà semplificare la burocrazia ed evitare sovrapposizioni di competenze fra Governo e Regioni. Per la città Piacenza, il sindaco Guerra ha chiesto che il Piano favorisca una sinergia fra enti pubblici e privati e un adeguato sostegno finanziario per quanto il comune sta già facendo in materia di contrasto all’emergenza educativa: recupero di alloggi comunali, housing center, Mosaico abitativo solidale.

Ore 09.20 – Oggi al Meeting tavola rotonda su borghi e aree interne

Stamani, alle ore 11.30, al Meeting di Rimini, si terrà la tavola rotonda sul tema “Borghi e aree interne: le buone pratiche delle imprese per una nuova centralità dei territori”.

Ore 08.00 – Oggi al Meeting la testimonianza della missionaria nelle favelas Rosetta Brambilla

Una vita nelle favelas di Belo Horizonte, in Brasile. Dal 1967 la fondazione di asili, centri educativi, il lavoro con le famiglie. Opere, dice Rosetta Brambilla, che sarà presente al Meeting 2026, che non esisterebbero se non avessi incontrato don Giussani.

Le foto sono fornite dall’Ufficio stampa del Meeting