Le religioni ponti tra culture diverse

I tre tappeti azeri della mostra all’Anima Mundi recano i simboli dei tre grandi culti monoteisti

Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian presso la Santa Sede, in collaborazione con la Fondazione “Heydar Aliyev”, sono i promotori della mostra dal titolo Religioni Celesti, inaugurata il 29 settembre presso il Museo Etnologico “Anima Mundi” dei Musei Vaticani, e visitabile fino al 30 ottobre. Alla base dell’iniziativa c’è la volontà di lanciare un messaggio forte e chiaro: sostenere il confronto e il dialogo tra culture religiose diverse, affinché cerchino un terreno comune fondato sui valori della condivisione, della pace e della concordia. L’esposizione consta di tre preziosi tappeti, realizzati a mano da donne azere, su progetto dell’artista azerbaigiano Eldar Mikayilzada, ognuno dei quali mostra simboli, immagini e contenuti dei tre principali credi monoteisti: il Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islam. Ogni manufatto contiene oltre 1,5 milioni di nodi, e si contraddistingue per centinaia di meravigliose cromature. Questi tessuti esprimono la ricchezza e la fecondità di un’antica tradizione, che ha reso l’Azerbaigian un Paese leader nella tessitura di tappeti. Nel 2010 l’Unesco ha inserito il lavoro di produzione di drappi pregiati, nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Questi manufatti hanno solitamente trame molto dense, costituite dall’intreccio di fili di lana e di seta, presentano tante sfumature di colore e sono caratterizzati da motivi ornamentali, presi da più culture. I tre tappeti in mostra sono stati presentati, ad ottobre 2025, a papa Leone XIV dalla Prima vicepresidente dell’Azerbaigian, Mehriban Aliyeva, e ognuno di essi ha richiesto almeno 8 anni di lavoro. Il tappeto dedicato all’Ebraismo svela, in 49 scene, i racconti della Torah, partendo dalla Creazione fino alle vicende di Mosè, di Davide e di Salomone. Sulla bordura sono visibili la stella di Davide, la Menorah e i Dieci Comandamenti. La stoffa dedicata al Cristianesimo si concentra sugli eventi del Nuovo Testamento (dall’infanzia di Gesù fino alla sua morte, Resurrezione e alle successive apparizioni), che spiccano in 43 splendide scene, con tanto di croci intrecciate a motivi vegetali e decorativi musulmani sulla bordura. L’artefatto dedicato all’Islam, invece, ripercorre le vicende del profeta Maometto, dalla nascita alla prima rivelazione, al suo arrivo a Medina e fino alla conquista della Mecca. Non mancano riferimenti iconografici ai califfati e ai versetti coranici, impressi sulla bordura. Il valore di questi tappeti è unico ed è indicativo dell’identità pluri-culturale e multi-religiosa dell’Azerbaigian, che vanta uno stretto rapporto con il Vaticano, sancito nel 1992 dopo la dichiarazione di indipendenza del Paese mediorientale, che già dal 1918 si era dato un assetto repubblicano, sebbene di breve durata. Lo stato è a maggioranza musulmana, ma ha sempre avuto interesse a preservare l’eredità cristiana. Lo dimostra l’inaugurazione a Baku della Chiesa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria e la stesura, nel 2025, di un “Memorandum of Understanding” sul dialogo interreligioso tra l’Azerbaigian e il Dicastero per il dialogo interreligioso della Santa Sede. All’inaugurazione della mostra Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani, ha affermato che “costruire ponti è parte della vita di un museo”, specialmente dell’Anima Mundi, che colleziona reperti provenienti da tutti i continenti e li mette in relazione, allo scopo di favorire l’incontro tra più etnie. Ed è proprio questo lo scopo dei tre tappeti che – secondo suor Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – possono essere “ambasciatori di dialogo interreligioso”. La retrospettiva omaggia i sessant’anni della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, riguardante i rapporti della Chiesa cattolica con le religioni non cristiane.

La pellicola “Armonia” sul dialogo tra più credi

L’apertura della mostra Religioni Celesti è stata anticipata dal documentario Armonia, presentato il 28 settembre a Palazzo Brancaccio, a Roma. La pellicola si concentra sulla convivenza tra persone afferenti a culture e a religioni diverse e sul dialogo interculturale. Prodotto in collaborazione con il Comitato statale per il lavoro con le organizzazioni religiose, la Fondazione per la diffusione dei valori morali e il Centro media di Baku, per la regia di Arzu Aliyeva, Direttrice del Centro media di Baku, il film narra la storia di tre giovani donne appartenenti a credi diversi, ma accomunate dal fatto di vivere in Azerbaigian. Il messaggio che viene lanciato è che le differenze religiose non devono creare distanza, ma porre le basi per l’edificazione di una società pluri-culturale, in cui il contatto inter-raziale non sia più motivo di scandalo o di lotta, ma segno di una pace costruita insieme.