Segui con PdV il Meeting di Rimini, terzo giorno. Al centro disabilità e cura della persona

Ore 10.50 – Nella serata di ieri focus sulla visita di Leone XIV con Caldeell (NewYork Times) (fonte Meeting e Aska news)

“La visita di Papa Leone ha avuto un’eco immediata al Meeting. Le sue parole sono state occasione di riflessione, neanche quattro ore dopo, nell’ambito dell’incontro “America alla prova”, moderato da Marco Bardazzi, e al quale hanno partecipato Christopher Caldwell, contributing writer The New York Times and contributing editor Claremont Review of Books; Michael Driessen, professor of Political Science and International Affairs, John Cabot University. Secondo i due ospiti, la Chiesa cattolica americana ha sempre vissuto, e oggi più che mai, le divisioni culturali e civili del Paese, che hanno portato gli Stati Uniti ad una “guerra civile” sui generis. Papa Leone, con il suo “sano realismo agostiniano”, sta cercando di rispondere alla crisi americana, dicendo che c’è bisogno di un rinnovamento spirituale. I conflitti culturali che dividono l’America, secondo i due relatori, debbono arrivare alla fine e, per questo, il pontefice lancia “la proposta di una nuova unità”, dove come presupposto non c’è la vittoria di una parte sull’altra. Driessen ha citato espressamente il discorso del pontefice di qualche ora prima. “Leone XIV ha invitato ad uscire per incontrare tutti, ad ogni latitudine. È questo il suo appello. È una sfida alla Chiesa cattolica e ai cattolici americani ma anche all’intero Paese, perché gli Stati Uniti si rigenerino e ritrovino la loro vitalità”.Quanto alla situazione politica attuale, secondo Caldwell il trumpismo è alla fine. “Con l’Iran, Trump farà la stessa fine di Bush in Iraq – ha sostenuto – Per Bush quella guerra era diventata un’ossessione, l’unico scopo del suo mandato. E dopo di lui ci furono quattro amministrazioni democratiche. Così sarà per Trump, che sta abbandonando le emergenze nazionali su cui aveva basato la sua campagna. Questo lo sta screditando agli occhi del Paese. Anche il consenso dei Maga si sta attenuando”.

Ore 10.45 – Nella serata di ieri focus su smartphone ai minori (fonte Meeting e Aska news)

Nella sala Conai A2 del Meeting di Rimini si è tenuto un incontro dal tema estremamente attuale e delicato. Ad intervenire sono stati Stefania Garassini, docente di Content Management e Digital Journalism all’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro del cda della Fondazione Patti Digitali, e Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE.”Necessitiamo di un limite per riscoprire la propria realtà”. Con questa riflessione la professoressa Garassini ha aperto il suo intervento, concentrandosi in modo specifico su come i social abbiano completamente trasformato la quotidianità in un “palcoscenico”. Garassini ha affermato: “Diventa un obbligo essere sui social. Sono mondi in cui si è giudicati sotto ogni punto di vista: dal numero di followers a quello dei like, fino alle visualizzazioni”.In un secondo passaggio, la docente ha rivolto un appello importante al pubblico presente in sala: “Sarebbe meglio aspettare di dare il telefono ai ragazzi almeno fino ai 13 anni, utilizzando quel tempo per poterli aiutare a prepararli all’uso del digitale […] accompagnandoli con curiosità e aiutandoli a scoprire cosa c’è di positivo e a poterlo seguire, come scoprire ciò che è dannoso e poterlo evitare”. Ha poi concluso citando Don Bosco: “Vorrei che gli educatori amassero ciò che piace ai ragazzi, allora i ragazzi ameranno ciò che piace agli educatori”.A tirare le fila è stato Affinita, con un richiamo generale affinché le piattaforme abbiano a cuore i più giovani, in modo da non farli cadere nelle problematiche descritte in precedenza, diventando al contrario strumenti sicuri e utili. Il direttore del MOIGE ha dichiarato: “Le piattaforme devono aiutare i ragazzi ed essere rispettose e tutelanti. Perché il servizio che offrono deve essere sicuro”.

Ore 10 – Al Meeting oggi la testimonianza di Paolo Ruffini

Paolo Ruffini è attore, conduttore televisivo, regista, autore e produttore cinematografico e teatrale. Da oltre 10 anni è impegnato nel sociale. Nel 2018 porta in teatro il progetto “Up&Down” che vede coinvolti attori con disabilità raggiungendo il risultato di oltre 250mila spettatori e ottenendo successi in numerosi ambiti, tra cui la vittoria di un Nastro D’Argento con il documentario per il cinema e 30mila copie vendute con il libro La sindrome di Up. Dall’ottobre 2024 macina sold-out in tutta Italia il sequel dello show, “Din Don Down”, e da gennaio 2025 conduce con Federico Parlanti “Radio Up&Down – la trasmissione con un cromosoma in più” su Radio24.