Segui con PdV il Meeting di Rimini. Voci e volti della terza giornata

Ore 20.01 – Durigon (sottosegretario min. Lavoro), formazione e crescita delle competenze (fonte Meeting e Aska news)

Nella Sala Conai A2 del Meeting di Rimini si è tenuto oggi un incontro che ha offerto l’opportunità di analizzare come il mondo del lavoro stia affrontando una necessaria fase di aggiornamento, di pari passo con le nuove tecnologie. Oggi l’accelerazione tecnologica e l’impatto dell’IA rendono indispensabili reskilling e upskilling continui, mentre il mismatch tra competenze richieste e disponibili mette in difficoltà imprese e giovani.Tra i protagonisti dell’incontro è intervenuto Claudio Durigon, sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che, incalzato dal moderatore Andrea Dellabianca, ha risposto: “Dobbiamo far forza sulla formazione che abbiamo costruito e far fede alle esigenze vere, specializzando sempre di più quella formazione per ciò che serve”.Avviandosi alla conclusione, Durigon ha sottolineato come l’apprendimento continuo sia lo strumento necessario per aiutare il lavoratore ad accrescere le proprie competenze, trasformandosi in una reale risorsa di valore. Ha quindi concluso: “Il punto di riferimento deve essere la formazione che oggettivamente serve all’accrescimento, all’arricchimento del lavoratore e dell’azienda”.

Ore 19.29 –  Beccalli (Univ. Cattolica), “Contro l’inverno demografico servono più istruzione e un patto per trattenere i talenti” (fonte Sir)

L’inverno demografico, il futuro delle università europee, la nuova sfida della “circolarità dei talenti” e la necessità di un grande piano di investimenti in istruzione. Sono questi i temi al centro dell’intervento della Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, prof.ssa Elena Beccalli, ospite oggi al Meeting 2026 nel dibattito “Per una giovane Italia. Idee ed esperienze contro lo scontento dei giovani”, animato anche dagli interventi del poeta Davide Rondoni, della scrittrice Sara Ciafardoni e dello scrittore e presidente dell’Associazione Culturale Noce Riccardo Pedicone. “Un dato allarmante ha spiegato la Rettrice – è quello dell’inverno demografico non solo per l’Italia, ma in termini più generali per tutto il continente europeo”. Guardando alle proiezioni relative alla popolazione tra zero e diciannove anni nell’Ue, Beccalli ha evidenziato come “la proiezione è di una perdita di circa trentatré milioni di giovani di qui alla fine del secolo”. Una dinamica che avrà conseguenze profonde sul tessuto sociale ed economico dell’Europa e che coinvolge direttamente anche il mondo accademico. “Questo dato ci fa toccare con mano la trasformazione epocale che stiamo vivendo, che ridisegnerà le fondamenta sociali, culturali e anche economico-finanziarie del nostro continente”, ha osservato. La diminuzione dei giovani comporta infatti un restringimento della platea dei potenziali studenti universitari e rischia di alimentare quella che Beccalli ha definito la “trappola delle iscrizioni”. “Pur di riempire le aule, gli atenei o abbassano le rette universitarie o, in maniera ancora più pericolosa, abbassano gli standard accademici. Questo naturalmente va a detrimento della reputazione del sistema universitario, un rischio che dobbiamo assolutamente contrastare”. Per la Rettrice esiste tuttavia anche un segnale incoraggiante, rappresentato dalla capacità delle università cattoliche di mantenere stabile il numero delle immatricolazioni quando sanno valorizzare la propria identità. “Le università cattoliche non possono e non devono competere secondo le logiche del mercato dell’istruzione, ma invece devono competere sul valore, sulla qualità, sui tratti distintivi dei loro percorsi formativi, fondandosi sui valori universali di cui sono portatrici”. Un altro passaggio significativo dell’intervento ha riguardato il tema della mobilità dei laureati. Pur riconoscendo il fenomeno della fuga dei cervelli, Beccalli ha invitato a considerare i più recenti dati Istat, che mostrano un cambiamento di tendenza. Tra il 2019 e il 2024, ha ricordato, 78 mila laureati italiani hanno lasciato il Paese, ma nello stesso periodo l’Italia ha attratto 88 mila laureati, registrando così un saldo positivo di 10 mila unità. “Siamo di fronte a un saldo positivo di 10mila giovani ed è un dato estremamente importante, un’inversione di tendenza appunto, che ci porta oggi a intravedere i primi segnali di quella che oggi definiamo la circolarità dei talenti, la brain circulation. Non è più solo un fenomeno di fuga, ma è anche un fenomeno di attrattività” da consolidare coinvolgendo il sistema delle imprese e operando un deciso contrasto al divario generazionale nel mercato del lavoro. Da qui l’appello finale alla politica: “Credo che una priorità dell’agenda politica sia quella di realizzare con forte convinzione un piano straordinario di investimenti in istruzione, soprattutto secondaria e terziaria”.

Ore 19.27 – Suor Donatello (Cei) “Le persone con disabilità non chiedono assistenza, ma ascolto e opportunità” (fonte Sir)

“Si può fare rete solo insieme”. È la ricetta di suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale Cei per la Pastorale delle persone con disabilità. Lo dice al Meeting per l’amicizia tra in popoli in corso a Rimini da venerdì scorso. La religiosa è stata fra i relatori dell’incontro “Fare rete per la disabilità organizzato dalla Cdo Opere Sociali svoltosi oggi pomeriggio. “Ognuno – prosegue – può fare la propria parte”. Poi, ha aggiunto, sarebbe bello che il prossimo anno venissero qui le persone con disabilità a raccontare le loro storie”. Non solo servizi, ci vuole una comunità. “Comunità con il gusto del noi – incalza suor Donatello -. Dobbiamo provocare la cultura”, perché le persone di disabilità non vogliono solo assistenza, ma hanno desideri da esprimere. Allora fare rete “significa rendere il mondo più umano”. Come cerca di fare la Cei con i fondi 8xmille, “investendo dove non lo farebbe nessuno. Come a Cerreto Sannita”, un piccolo centro di poco più di tremila abitanti in provincia di Benevento, dove sono state create opportunità per giovani con disabilità grazie a laboratori (pasticceria, ceramica, musica) per sviluppare competenze, autonomia e valorizzare i talenti, o altri casi in cui le canoniche sono diventate case-famiglia. “Occorre avere il gusto del noi”, aggiunge la suora, e pensare all’inclusione di tutti, “dai primi anni di scuola fino all’ultimo tratto di vita, perché la disabilità non è solo dei bambini, ma riguarda anche gli anziani”. Il gusto del noi è quello messo in campo dalla cooperativa sociale “Amici di Gigi” sorta attorno a un desiderio: “quello di mettere la nostra vita a disposizione degli altri”, dice il direttore Stefano Noziglia, per cercare di “fronteggiare la solitudine che colpisce le famiglie con figli affetti da disturbi dello spettro autistico”. Una realtà complessa, a tratti dura, come quella che sperimentano coppie di coniugi che vengono abbandonate da amici e parenti. “La solitudine si affronta con la comunione – prosegue Noziglia -. Ti fa vedere la realtà sotto un altro punto di vista”. È in questo modo che possono nascere esperienze come la Spiaggia libera tutti, sul lungomare di Rimini, accessibile per chiunque e senza barriere. Davide De Santis, presidente della Mongolfiera, organizzazione di volontariato che si impegna nell’aiuto alle famiglie con figli con disabilità, insiste sulla centralità della persona. “Prima di un servizio, le famiglie hanno bisogno che qualcuno stia con loro per affrontare quel capita ogni giorno”. Perché, fa presente, “bisogna favorire un cambio di prospettiva, ma occorre anche prendere sulle nostre spalle la loro croce. L’amicizia si realizza in gesti concreti”.

Ore 19.24 – Il 24 agosto al Meeting tavola rotonda sulle comunità energetiche rinnovabili

Il 24 agosto, alle ore 11, al Meeting, tavola rotonda dal titolo “Umanizzare l’energia: il valore pubblico e sociale delle Comunità energetiche rinnovabili con esperti del settore.

Ore 18.25 – Il 24 agosto al Meeting padre Romanelli (parroco di Gaza) e padre Ielpo (Custode di Terra Santa)

Padre Gabriel Romanelli è parroco dell’unica chiesa cattolica presente a Gaza e nella Striscia. Il suo intervento apre la giornata del Meeting di lunedì 24 agosto. Con lui interviene il custode di Terra Santa, Francesco Ielpo. Racconteranno le ragioni del loro continuare a vivere e operare in Terra Santa. Ecco la traccia proposta dal Meeting: Davanti al dolore innocente e all’ingiustizia, nessuna domanda ha una risposta definitiva.Tanto più se si è chiamati a guidare comunità provate. Per amare occorre essere certi di essere amati per primi da un Dio che non ci abbandona.

Ore 18.10 – Vittadini (Fondazione sussidiarietà) Antonini (vice pres. Corte Costituzionale), “le risorse dell’io oltre il singolarismo (fonte Meeting Rimini e Aska news Rimini)

“Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, il rischio che l’essere umano venga ridotto a una somma di funzioni è alto.” Con questa citazione Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, ha dato inizio all’incontro tenutosi nella sala Gruppo FS C4 al Meeting di Rimini.Il titolo “Le risorse dell’io oltre il crepuscolo dell’individuo” ha dato l’opportunità di affrontareare la crisi della soggettività e di come i singoli siano sempre più incerti della propria identità, in un contesto in cui i corpi intermedi riscontrano difficoltà crescenti nell’assolvere alla loro funzione di integrazione sociale.In veste di ospite è intervenuto il vicepresidente della Corte Costituzionale, Luca Antonini, offrendo diversi spunti di riflessione sul tema centrale. Analizzando la deriva del singolarismo, Antonini ha spiegato come l’isolamento generato da questa dinamica diventi una “solitudine cinica”, che favorisce la nascita di un’ulteriore condizione: quella delle passioni tristi.Ponendosi l’interrogativo “Come nascono queste passioni tristi?”, Antonini ha espresso il suo pensiero: “Nascono con la riduzione del desiderio; molti pensano che tutto finisca nel nulla. Se il futuro è questo, conviene rannicchiarsi nel presente dove non siamo felici.”A questo proposito ha poi incalzato: “Abbiamo la responsabilità di rilanciare le passioni positive, perché la riduzione del desiderio è la grande trappola da cui dobbiamo difenderci […] occorrono luoghi, relazioni e amicizie dove è possibile percepire in azione un desiderio non ridotto.”A conclusione dei lavori, Antonini ha consegnato al pubblico la sua visione: “Io credo che, non riducendo il desiderio, si potrà essere uomini e donne che entrano nei cantieri della storia per costruire la civiltà dell’amore nell’era digitale.”

Ore 17.58 – Weiler, “la Bibbia storia d’amore tra Dio e l’uomo” (fonte Meeting e Aska news)

“Nella Bibbia non ho trovato una sola bella storia di amore romantico, come nei grandi romanzi della letteratura occidentale. Neanche una!”. Joseph Weiler, University Professor alla New York University e senior fellow del Center for European Studies di Harvard, ospite assiduo del Meeting da molti anni, non ha deluso le aspettative della vigilia per la sua conferenza dedicata a “Gli amori nella Bibbia”, in Sala Neri, insieme a Stefano Alberto, professore di Teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. E con dovizia di particolari ha giustificato le sue parole, salvo spiegare, subito dopo, quale lezione secondo lui si debba trarre da questa assenza. “Il messaggio che ci consegna la Bibbia, a proposito dell’amore – ha concluso – è che il vero amore, quello ricco, quello pieno, quello che dura, è solo l’amore fra uomo e Dio, fra Dio e uomo”.Weiler ha passato in rassegna le più famose coppie dell’Antico Testamento. “Adamo ed Eva? Nella Bibbia non c’è nulla che indichi una relazione amorosa fra i due”. “Poi c’è Abramo che chiede a Sara di diventare concubina del Faraone e che, alla morte della moglie, che rideva della sua virilità, ebbe altri figli. Il vero amore di Abramo era Agar e non Sara”. Quanto a Isacco, “lui era davvero innamorato di Rebecca, ma la Bibbia non riporta alcuna espressione affettuosa di colei che era la vera matriarca d’Israele”. Lo stesso, secondo Weiler, vale per Giacobbe e Rachele, nonostante l’inizio fosse stato un vero e proprio “colpo di fulmine”.Sichem, poi, chiede in sposa Dina, figlia di Giacobbe, dopo averla violentata. E Amnon, figlio di Davide, fece cacciare dalla sua stanza la sorellastra Tamar, che aveva appena stuprato. Accuse di stupro Weiler le ha lanciate anche contro Sansone, per la sua storia con Dalila. Davide ne è uscito peggio di tutti: tradì la moglie Mical, che aveva rischiato la vita per salvarlo dall’ira del padre Saul, con Betsabea, del cui marito, Uria, causò poi la morte. Ma, come detto, dall’excursus poco romantico Weiler ha tratto la sua lezione personale.In precedenza un altro brivido aveva percorso la sala, per un’altra affermazione del giurista: Gesù “non aveva citato correttamente il Libro del Levitico al dottore della legge che gli chiedeva quale fosse il più grande comandamento”. Gesù, in effetti, aveva risposto con la prima parte di un versetto del Levitico (19, 18: “amerai il tuo prossimo come te stesso”), tralasciando volutamente la seconda (“Io sono il Signore”). Perché? La spiegazione, secondo Weiler, è nel Vangelo di Giovanni (13, 34). “Qui Gesù dice: ‘amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati’. Il termine di paragone non è più l’amore a noi stessi, ma lui stesso. È una bella differenza, perché c’è gente che non sempre ama sé stessa. Gesù, allora, ci dice di amare i nostri vicini come Lui, il Signore, ama noi”.

Ore 17.20 – La gioia del Banco Alimentare per la visita del Papa

“Quella di ieri è stata una giornata davvero emozionante al Meeting Rimini.Abbiamo voluto esserci per il Santo Padre Leone XIV in un momento di incontro, festa e riflessione.Le sue parole ci hanno ricordato l’importanza di andare incontro all’altro, soprattutto a chi è più fragile, e di non restare spettatori davanti alle sfide del nostro tempo.Ai giovani ha detto: “Mettetevi in gioco!”Una responsabilità che sentiamo anche nostra che guida le nostre attività. Prenderci cura dell’altro, condividere il valore del cibo e costruire, insieme, un mondo in cui nessuno sia lasciato indietro”. È quanto si legge sulla pagina fb del Banco Alimentare.

Ore 16.35 – Circular for Kids, iniziativa per i piccoli pazienti degli ospedali pediatrici italiani

Per la prima volta Circular for Kids, il progetto promosso da Novo Nordisk nell’ambito del programma di sostenibilità Circular for Zero, arriva al Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini. Grazie all’accordo tra Novo Nordisk e il Meeting, i materiali di comunicazione utilizzati durante la manifestazione saranno recuperati e trasformati in kit didattici e ludici destinati ai bambini ricoverati negli ospedali pediatrici italiani.Un’iniziativa che rafforza ulteriormente la collaborazione fra Meeting di Rimini e Novo Nordisk che è health partner della manifestazione. Un ruolo che l’azienda interpreta come occasione per promuovere prevenzione, cultura della salute e iniziative capaci di generare valore per la comunità, con particolare attenzione alle malattie croniche, all’obesità e al rischio metabolico.

Ore 15.45 – Al Meeting oggi “riconoscere ciò che è umano per difenderlo” con l’esperto padre Paolo Benanti

Oggi al Meeting di Rimini l’evento “Riconoscere ciò che è umano per difenderlo”. Paolo Benanti, francescano, professore di Filosofia Morale ed Etica della Tecnologia, Luiss Guido Carli, ricercatore nel campo della tecno-etica e Artificial Intelligence, neuro-etica e post-umano; Andrea Moro, professore di Linguistica Generale e Neurolinguistica, Scuola Normale di Pisa e IUSS di Pavia, Accademico dei Lincei. Modera Marco Aluigi, vicedirettore Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS. Scambiare il calcolo per pensiero è il riduzionismo più insidioso del nostro tempo. Chi ha oggi il potere di decidere sulle nuove tecnologie ha il dovere di comprenderne e dichiarare prima di tutto la loro natura reale. Se l’unico criterio con il quale si decide come usarle, regolarle, orientarle è l’efficienza, la potenza di calcolo e il controllo delle società ciò che è umano perisce. Un dialogo per riconoscere ciò che rende “umano” l’umano: il linguaggio, la coscienza, e i limiti biologici dell’uomo.

Ore 15.30 – Al Meeting oggi l’incontro “Rinnovare la scuola guidando il suo cambiamento”

“Rinnovare la scuola guidando il suo cambiamento” è organizzato da Associazione Culturale Il Rischio Educativo, Cdo Opere Educative, Diesse, Di.S.A.L. ASLAM. Interverranno Andrea Benassi, tecnologo INDIRE; Francesco Liuzzi, Co-founder & Partner di Tebat; Giuseppina Rita Mangione, primo ricercatore INDIRE; Fabrizio Schiavo, ricercatore INDIRE; Lydia Zampolini, dottoranda INDIRE. Modera Paolo Maino, presidente Di.S.A.L. Le scuole attraversano transizioni simultanee: digitale, demografica, ecologica. Chi le dirige si trova a governare cambiamenti che non hanno precedenti chiari. La leadership educativa è una pratica concreta: come si tiene insieme una comunità scolastica quando tutto è in costante movimento, come si mantiene una visione quando la gestione quotidiana, anche delle emergenze, rischia di assorbirla. Un appuntamento rivolto a dirigenti, coordinatori e operatori del mondo scolastico che vogliono confrontarsi su strumenti e orientamenti reali.

Ore 14.31 – Ricerca Social Com, il Papa a Rimini conquista i social

Negli ultimi sette giorni la ricerca SocialCom ha analizzato la conversazione pubblica online dedicata alla visita di Papa Leone XIV a Rimini e San Marino. In Italia sono state rilevate 7 mila conversazioni, circa 500 mila interazioni social e 2,5 milioni di visualizzazioni video, numeri che restituiscono un’attenzione ampia attorno ai diversi momenti della visita e, soprattutto, ai messaggi pronunciati dal Pontefice. La giornata di Leone XIV al Meeting concentra il 46% delle interazioni, quasi una su due, emergendo come il cuore del racconto social della visita. All’interno della giornata riminese, l’arrivo del Papa e l’“accoglienza da rock star” raccolgono il 25%, seguiti dall’intervento “Prima dei confini le persone” (10%), dall’appello ai giovani “Uscite incontro a tutti” (9%) e dal percorso tra i padiglioni (5%). Resta centrale anche San Marino, con il discorso su libertà e dignità al 33%. La visita mantiene una capacità di diffusione significativa anche fuori dall’Italia. La ricerca rileva 4 mila conversazioni, 200 mila interazioni social e 1,3 milioni di visualizzazioni video, con un sentiment ancora più favorevole: il 99% dei giudizi è positivo, accompagnato soprattutto da fede, ispirazione e ammirazione. Fuori dall’Italia il racconto appare ancora più concentrato sui contenuti. Fede e Chiesa raggiungono il 74% delle interazioni, seguite da accoglienza e migranti al 21% e da pace e guerra all’11%.

Ore 13.45 – Fava (pres. Inps), il progetto dell’Istituto per i giovani

“Il Progetto giovani dell’Inps è per avere a cuore il futuro dei nostri ragazzi. In un mondo sempre più complesso, dinamico eninferto, dal futuro dei nostri ragazzi dipende anche il nostro. Cerchiamo di andare incotnroce mettere in cima ai nostri pensieri concreti i nostri ragazzi”. Lo ha detto Gabriele Fava, presidente dell’INPS, intervenendo a un punto stampa del Meeting di Rimini. “Abbiamo cambiato l’approccio del nostro Istituto. Non è solo pensioni. A fronte delle trasformazioni del lavoro, delle organizzazioni aziendali, sella tecnologia, vogliamo stare al passo coi tempi perché vogliamo essere utili a tutti”.

Ore 13.15 – Card. Zuppi al Meeting, “inaccettabile quanto sta accadendo in Cisgiordania” (fonte Sir)

“È inaccettabile quanto sta accadendo in Cisgiordania. Bisogna difendere la convivenza e i diritti. Non è pensabile che vengano calpestati e umiliati i diritti di qualunque persona, in particolare ovviamente degli arabi e della comunità cristiana”. Lo ha detto al Sir il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, a margine della messa celebrata questa mattina al Meeting di Rimini. “La Chiesa italiana – ha ribadito il cardinale – è impegnata a fornire tutto quanto l’aiuto possibile, a seconda della situazione, e sempre in collaborazione con il Patriarcato latino di Gerusalemme. Come Chiesa di Bologna – ha aggiunto – abbiamo pregato pochi giorni fa per la pace in Terra Santa e ricordando come sia inaccettabile quanto avviene in Cisgiordania dove bisogna difendere la convivenza e i diritti degli arabi e della comunità cristiana”.

Ore 10.50 – Nella serata di ieri focus sulla visita di Leone XIV con Caldwell (NewYork Times) (fonte Meeting e Aska news)

“La visita di Papa Leone ha avuto un’eco immediata al Meeting. Le sue parole sono state occasione di riflessione, neanche quattro ore dopo, nell’ambito dell’incontro “America alla prova”, moderato da Marco Bardazzi, e al quale hanno partecipato Christopher Caldwell, contributing writer The New York Times and contributing editor Claremont Review of Books; Michael Driessen, professor of Political Science and International Affairs, John Cabot University. Secondo i due ospiti, la Chiesa cattolica americana ha sempre vissuto, e oggi più che mai, le divisioni culturali e civili del Paese, che hanno portato gli Stati Uniti ad una “guerra civile” sui generis. Papa Leone, con il suo “sano realismo agostiniano”, sta cercando di rispondere alla crisi americana, dicendo che c’è bisogno di un rinnovamento spirituale. I conflitti culturali che dividono l’America, secondo i due relatori, debbono arrivare alla fine e, per questo, il pontefice lancia “la proposta di una nuova unità”, dove come presupposto non c’è la vittoria di una parte sull’altra. Driessen ha citato espressamente il discorso del pontefice di qualche ora prima. “Leone XIV ha invitato ad uscire per incontrare tutti, ad ogni latitudine. È questo il suo appello. È una sfida alla Chiesa cattolica e ai cattolici americani ma anche all’intero Paese, perché gli Stati Uniti si rigenerino e ritrovino la loro vitalità”.Quanto alla situazione politica attuale, secondo Caldwell il trumpismo è alla fine. “Con l’Iran, Trump farà la stessa fine di Bush in Iraq – ha sostenuto – Per Bush quella guerra era diventata un’ossessione, l’unico scopo del suo mandato. E dopo di lui ci furono quattro amministrazioni democratiche. Così sarà per Trump, che sta abbandonando le emergenze nazionali su cui aveva basato la sua campagna. Questo lo sta screditando agli occhi del Paese. Anche il consenso dei Maga si sta attenuando”.

Ore 10.45 – Nella serata di ieri focus su smartphone ai minori (fonte Meeting e Aska news)

Nella sala Conai A2 del Meeting di Rimini si è tenuto un incontro dal tema estremamente attuale e delicato. Ad intervenire sono stati Stefania Garassini, docente di Content Management e Digital Journalism all’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro del cda della Fondazione Patti Digitali, e Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE.”Necessitiamo di un limite per riscoprire la propria realtà”. Con questa riflessione la professoressa Garassini ha aperto il suo intervento, concentrandosi in modo specifico su come i social abbiano completamente trasformato la quotidianità in un “palcoscenico”. Garassini ha affermato: “Diventa un obbligo essere sui social. Sono mondi in cui si è giudicati sotto ogni punto di vista: dal numero di followers a quello dei like, fino alle visualizzazioni”.In un secondo passaggio, la docente ha rivolto un appello importante al pubblico presente in sala: “Sarebbe meglio aspettare di dare il telefono ai ragazzi almeno fino ai 13 anni, utilizzando quel tempo per poterli aiutare a prepararli all’uso del digitale […] accompagnandoli con curiosità e aiutandoli a scoprire cosa c’è di positivo e a poterlo seguire, come scoprire ciò che è dannoso e poterlo evitare”. Ha poi concluso citando Don Bosco: “Vorrei che gli educatori amassero ciò che piace ai ragazzi, allora i ragazzi ameranno ciò che piace agli educatori”.A tirare le fila è stato Affinita, con un richiamo generale affinché le piattaforme abbiano a cuore i più giovani, in modo da non farli cadere nelle problematiche descritte in precedenza, diventando al contrario strumenti sicuri e utili. Il direttore del MOIGE ha dichiarato: “Le piattaforme devono aiutare i ragazzi ed essere rispettose e tutelanti. Perché il servizio che offrono deve essere sicuro”.

Ore 10 – Al Meeting oggi la testimonianza di Paolo Ruffini

Paolo Ruffini è attore, conduttore televisivo, regista, autore e produttore cinematografico e teatrale. Da oltre 10 anni è impegnato nel sociale. Nel 2018 porta in teatro il progetto “Up&Down” che vede coinvolti attori con disabilità raggiungendo il risultato di oltre 250mila spettatori e ottenendo successi in numerosi ambiti, tra cui la vittoria di un Nastro D’Argento con il documentario per il cinema e 30mila copie vendute con il libro La sindrome di Up. Dall’ottobre 2024 macina sold-out in tutta Italia il sequel dello show, “Din Don Down”, e da gennaio 2025 conduce con Federico Parlanti “Radio Up&Down – la trasmissione con un cromosoma in più” su Radio24.

Le foto sono fornite dall’Ufficio stampa del Meeting