Nuove scoperte a Santa Gada

Gli ultimi ritrovamenti riguardano un altare votivo, depositi di armi e strumenti per il lavoro agricolo

Il gruppo di ricerca dell’Università di Messina, guidato dal professor Fabrizio Mollo, ha da poco concluso la settima campagna di scavi archeologici presso contrada Santa Gada a Laino Borgo, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. I lavori, svolti nella zona ovest del pianoro di 50 ettari affacciato sulla Valle del Mercure-Lao, hanno restituito un altare votivo con offerte rituali, depositi di armi e strumenti da lavoro, connessi ad attività boschive e agricole. Questi reperti testimoniano una grande spiritualità e una vita sociale particolarmente attiva. Gli scavi stanno definendo quella che doveva essere l’antica conformazione urbana di un grande insediamento abitativo, grazie anche all’identificazione di un incrocio viario cruciale e di muri perimetrali di altri tre isolati, ubicati agli angoli delle due strade principali, a nord-sud e ad est-ovest. Il luogo era frequentato, senza soluzioni di continuità, tra il VI e il III secolo a.C.: le fasi arcaica e classica devono essere meglio documentate, mentre dal IV secolo a.C. si è sviluppato un ampio abitato in mano ai Lucani, organizzato urbanisticamente, con strade e complessi residenziali di interesse. L’area, che ha visto perfino la presenza degli Enotri, dei Greci e dei Romani, è a tutti gli effetti uno dei siti archeologici più importanti della Magna Grecia. I recenti ritrovamenti si aggiungono alle scoperte passate, che comprendono un luogo di culto, datato tra la fine del V secolo e gli inizi del III secolo a.C., dedicato forse alla dea Artemide, tombe a cassa e cappuccina, corredi funerari, un’enorme vasca di decantazione in laterizi, con strutture per l’adduzione dell’acqua, fornaci e aree di stoccaggio e di lavorazione dell’argilla, utili alla realizzazione di piccoli vasi a vernice nera, un muro di recinto in grossi blocchi calcarei con teste femminili e maschere di argilla. Il comune di Laino Borgo, grazie al finanziamento della Regione Calabria, ha iniziato i lavori per realizzare un nuovo museo archeologico, nel quale esporre i preziosi cimeli riportati finora alla luce. “Tutto questo – ha sostenuto il sindaco Mariangelina Russo – ci permette di definire una grande e articolata realtà archeologica a Santa Gada, ormai importantissima non soltanto per la valle del Lao-Mercure, ma per tutta la Calabria. Ci proiettiamo nella volontà di realizzare il parco archeologico, come tappa fondamentale del percorso di valorizzazione del turismo culturale che vogliamo sviluppare, in sinergia con tutti gli attori che fanno parte di questa grande e importante missione di ricerca sul nostro territorio”. Ricordiamo che gli scavi a Laino Borgo, condotti da ricercatori, dottorandi e specializzanti provenienti da Messina e da altri atenei italiani e stranieri, sono iniziati nel 2018 in regime di concessione ministeriale. Finanziati dal Parco Nazionale del Pollino e dalla Regione Calabria, si giovano della collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Sabap) di Cosenza, nella persona della dottoressa Paola Aurino, e del coordinamento del RUP Luigi Bloise.