Restauro di opere del patrimonio francescano finanziato dalla Cei

Il quadro di Fornioni mostra l’estasi di frate Copertino, che ha influenzato molto l’iconografia mariana successiva

La Cei ha comunicato lo stanziamento di fondi destinati al Sacro Convento di Assisi, per il restauro della tela Estasi di San Giuseppe da Copertino, e al Museo della Porziuncola per il ritocco di tre capolavori: San Francesco in meditazione, San Francesco adora il crocifisso, e una stampa su carta dipinta dell’Arbor Seraphica. Conservato presso il Sacro Convento di Assisi, il quadro “Estasi di San Giuseppe da Copertino” mostra la famosa levitazione del “Santo dei voli” dinnanzi alla Madonna della Concezione. Il fatto storico, in base alle fonti agiografiche, si verificò nella Basilica inferiore di Assisi nel 1645, dentro la cappella dell’Immacolata, davanti all’effige lignea di Maria. Padre Copertino, ammesso nell’Ordine dei Minori Conventuali, diventato sacerdote nel 1628, era avvezzo ad una vita austera e ad un’adorazione intensa. La sua esistenza fu contrassegnata da ascesi e da frequenti miracoli, diventando una delle principali figure mistiche cristiane. Spiccò in umiltà e obbedienza e grande fu la sua devozione per la Madonna. Un giorno del 1645 fu convocato dall’ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede, e dalla moglie di questi, presso la Basilica. Ubbidendo agli ordini dei suoi superiori, il religioso scese in chiesa e, una volta giunto nella cappella, guardò il volto dell’Immacolata e, subito, si librò in aria sopra gli ambasciatori, andando ad abbracciare i piedi della Vergine. Nel 1753 frate Copertino fu beatificato e, per l’occasione, i frati del Sacro Convento di Assisi commissionarono ad Andrea Benedetto Fornioni la realizzazione di una tela, nella quale doveva rappresentare l’evento prodigioso, tela che sarebbe stata affissa sull’altare della vecchia cappella di San Nicola di Bari (transetto nord della Basilica inferiore di San Francesco), dedicata appunto a Copertino. L’ambientazione del quadro rispetta i canoni artistici barocchi, con una decorazione che richiama gli stili tipicamente settecenteschi, dentro un’architettura monumentale. La composizione tardobarocca è costruita a partire dalla diagonale del corpo in aria del Santo, a cui fanno da contraltare i gesti e gli sguardi della sezione inferiore. Mentre il Santo si libra verso la Madonna con l’aureola intorno al capo, con le mani aperte, il saio e il cordone che accompagnano anch’essi il movimento di sollevazione, nella scena inferiore l’ammiraglio resta attratto da tale movimento mentre la moglie sviene ed è soccorsa da altre donne, in mezzo a persone sopraffatte dall’apparizione. Notiamo un miscuglio di colori che vanno dal nero del saio in alto, alle tinte più accese dei personaggi ritratti in basso, vestiti con abiti sontuosi. La luce sul volto del Santo illumina l’Immacolata, e ciò dà luogo ad un sodalizio spirituale tra i due. Troviamo, quindi, la presenza del sovrannaturale che penetra nel mondo reale e genera stupore e devozione. Il restauro è stato commissionato a Sergio Fusetti, che si occuperà della pulitura, del consolidamento e del ripristino delle originali cromie. Il Museo della Porziuncola, a Santa Maria degli Angeli, sarà interessato dai rifacimenti del “San Francesco in meditazione”, del “San Francesco adora il crocifisso”, e da una stampa su carta dipinta dell’ “Arbor Seraphica”. Il primo dipinto riprende la visione del 1216, nel corso della quale Gesù conferì al Serafico il perdono di Assisi. Francesco è ritratto nell’atto di pregare e meditare, nella piccola chiesetta della Porziuncola. Il suo volto guarda verso l’alto in atto di venerazione verso Dio, mentre gli angeli lo osservano e il libro delle preghiere spicca alla sua sinistra. I toni scuri del quadro e la luce, lievemente più accesa nella sezione superiore, servono per creare quell’atmosfera di estasi e di mistica, tipiche del religioso in dialogo con l’Altissimo. È un quadro che spinge al raccoglimento. Il secondo dipinto rappresenta l’alter Christus in preghiera e in adorazione davanti al crocifisso, un tema francescano che è specifico del rapporto del Santo con la Porziuncola, come attesta anche il noto dialogo con il crocifisso di San Damiano. Quest’ultimo capolavoro vuole sottolineare la partecipazione del Patrono d’Italia alla Passione di Cristo. L’“Albero Serafico” di Faber Gabriele della scuola di Avignone è un’incisione colorata a mano, realizzata tra il 1653 e il 1659, che mostra l’intera genealogia dei Santi appartenenti all’Ordine francescano, a partire dall’esempio del loro fondatore. Tutti i dipinti saranno sottoposti a pulitura, reintegrazione, manutenzione delle cornici e stuccatura. Per quanto riguarda la stampa su carta dipinta dell’albero genealogico, sarà rimosso il plexigass e saranno studiate le aree maggiormente corrose, colpite da insetti.