Mattarella: sui migranti superare la logica emergenziale

L’intervento del presidente della Repubblica alla tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale

Un’ampia riflessione che spazia dal contesto geopolitico globale alle dinamiche istituzionali interne, fino ai temi della legalità, dell’informazione e della democrazia. Questo il senso del discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la tradizionale Cerimonia del Ventaglio al Quirinale. In apertura, il Capo dello Stato ha sottolineato la natura peculiare del suo ruolo, “estraneo alla dialettica tra le forze politiche”, richiamando la necessità di salvaguardare e riformare il sistema multilaterale internazionale per adeguarlo al mondo attuale e non a quello degli anni Cinquanta. Di fronte alle crescenti incertezze globali, Mattarella ha evidenziato l’aspettativa rivolta all’Europa, definita la più vasta area di pace e sviluppo comune: un modello di relazioni basato su accordi di libero scambio e cooperazione, alternativo alla pratica degli scontri commerciali e militari. Affrontando le dinamiche comunitarie, il Presidente ha giudicato un “grave errore” l’abbandono dell’ipotesi di una nuova Convenzione Europea per la riforma dei Trattati. Ricordando come pilastri quali l’euro e Schengen siano nati da cooperazioni rafforzate, ha sollecitato maggiore dinamismo e sostenuto il progetto di una difesa comune: “La realizzazione di un’efficace difesa comune europea non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace”.

Spostandosi sulla vita politica del Paese, Mattarella ha auspicato un dibattito tra le forze politiche improntato al rispetto reciproco, privo di “inopportuna aggressività verbale”. Nel ribadire il proprio ruolo super partes – che gli impone di non intervenire sulle dinamiche parlamentari o sui progetti di legge in corso – ha manifestato forte preoccupazione per il calo dell’affluenza alle urne, definendolo il problema prioritario: “Il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto”. Sul tema dei flussi migratori, richiamando le parole di Papa Francesco, il Capo dello Stato ha ribadito l’insuperabile necessità di accantonare una “logica dell’emergenza del tutto improduttiva”, a favore di una strategia di governo sostenibile. Mattarella ha inoltre sollecitato un cambio di prospettiva: “È opportuno dedicare attenzione non solo a chi arriva nel nostro Paese, ma anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”.

Sui principi della convivenza civile, il Capo dello Stato ha ricordato che in una società ordinata i comportamenti individuali devono piegarsi alla legge e non viceversa, pena “l’abdicazione dello Stato”. Mattarella ha poi rivolto un fermo monito contro l’intolleranza e il ricorso alle forme di protesta violenta, citando espressamente i recenti disordini nei cantieri No TAV: “Quanto avvenuto sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza è un virus letale per la democrazia”.  

Nella parte finale dell’intervento, il Presidente della Repubblica ha affrontato il tema dell’editoria e dei media. Ha sollecitato il pieno recepimento del Regolamento europeo sulla libertà dei media e auspicato il superamento della paralisi della Rai, determinata dal blocco della Commissione parlamentare di vigilanza. Infine, un chiaro affondo sulle insidie dell’IA applicata all’informazione e sulla centralità della professione giornalistica: “Cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine e destinati a riprodursi all’infinito sul web senza alcuna verifica: si può pensare che arricchiscano il panorama culturale e informativo? Esiste forse informazione senza i giornalisti? L’informazione non è clone di sé stessa, non è la caricatura della pecora Dolly”.