Cultura
Letteratura sapienza, un progetto educativo per stare al mondo
I 5 libri canonici e deuterocanonici partono dalle esperienze empiriche e si aprono a culture diverse
Esce per EDB editore la nuova edizione del libro “Pentateuco sapienziale. Proverbi, Giobbe, Qohelet, Siracide, Sapienza. Caratteristiche letterarie e temi teologici” di Luca Mazzinghi, presbitero della diocesi di Firenze, biblista e teologo. L’edizione 2026 dell’opera amplia la versione del 2012, alla luce dei nuovi studi effettuati dell’esperto sui temi sacri ed esistenziali, che includono anche l’esegesi femminista. Il testo parla di letteratura sapienziale, un genere del Vicino Oriente finalizzato all’insegnamento morale attraverso massime, proverbi e riflessioni. Lo scopo è quello di riflettere sull’uomo, sulla sua esistenza, sul suo destino, sul dolore e sul rapporto con Dio. Questo settore di studi fu pressoché ignorato fino al 1970, quando le ricerche dell’esegeta tedesco, Gerhard von Rad, gli diedero un forte impulso. La letteratura sapienziale attrae oggi l’attenzione di specialisti e non solo, divisi tra la noncuranza nei confronti di questa tematica e la volontà di capire più a fondo cosa sta dietro la vita. Il Pentateuco sapienziale gioca sulla dicotomia tra fede e sfiducia, tra serenità e dubbio, tra affidamento a Cristo e smarrimento dinnanzi allo sfacelo del mondo. L’IA e le moderne tecnologie offrono una quantità sterminata di strumenti per vivere, ma non rispondono ai fini ultimi dell’uomo. C’è bisogno, quindi, di sapienza che non può essere riprodotta con ausili tecnici, in quanto richiede un’attenta osservazione della natura, degli errori commessi e dei successi, e c’è bisogno di ripristinare l’insegnamento dei padri e della storia. Nell’introduzione del volume, Mazzinghi offre una descrizione delle origini della sapienza biblica, con riferimento alla storia di Israele, a quella del mondo orientale e greco-romano e alle varie forme di sapienza straniera (egiziana, mesopotamica e greca). Extra-biblica, canonica o biblica che possa essere, questa letteratura procede per modalità indirette che si collegano alle formule di consiglio e ai suggerimenti, sfruttando espedienti letterari come il mašal, l’ironia, l’encomio e la diatriba. Mazzinghi presenta le caratteristiche teologiche di 5 libri sapienziali che, a suo avviso, hanno dei tratti comuni che ne fanno un corpus, per cui è lecito parlare di Pentateuco sapienziale: i Proverbi, Giobbe e il Qohelet (testi canonici), Siracide e Sapienza (testi deuterocanonici). Gli elementi comuni riguardano: la condivisione di un vocabolario che rimanda alla sapienza e all’intelligenza ma anche alla stoltezza; il contesto educativo (tutti e 5 i libri hanno scopi pedagogici); il metodo empirico che parte dall’esperienza pratica; e la teologia della creazione che riporta al centro Dio, creatore dell’universo. Il libro dei Proverbi è un libro di similitudini, di confronti fra immagini familiari e concrete e le verità più profonde della vita. Giobbe è un classico della riflessione sul senso del dolore umano e dialogo con la sapienza mesopotamica. Il Qohelet o Ecclesiaste – specifica Mazzinghi – è un libro pragmatico-utilitaristico che rimanda ad un uomo dell’assemblea, cioè ad un maestro che parla ai suoi discepoli. Il Siracide o Ben Sira, il più lungo dei libri sapienziali, abbraccia aspetti positivi e negativi dell’esistenza, dall’amicizia alla morte, dall’avarizia al creato. Il libro della Sapienza o Sapienza di Salomone è una riflessione sull’agire di Dio e dell’uomo, e passa in rassegna le figure del giusto e dello stolto. I libri sapienziali aiutano a vedere e a giudicare la realtà per quello che è, attraverso un modello di fede realistica, non fanatica, non ingenua e transculturale.
