A Lago due giorni di gratitudine per i 50 anni dell’AVIS comunale

La donazione di sabato mattina, la tavola rotonda e la convivialità, la santa Messa con gli stendardi. La gratitudine della comunità a Giuseppe Muto, che nel 1976 diede inizio all’esperienza di donazione. Presentato un progetto per le scuole

Giuseppe Muto, presidente AVIS di Lago, quando ripercorre la storia di 50 anni, è commosso. Il 12 settembre 1976 iniziò l’avventura della donazione del sangue in paese.

L’auditorium comunale si trasforma in un luogo di gratitudine e in uno scrigno di ricordi. “Una bella storia”, la definisce Pino. Una storia che ha ancora i volti grati e appassionati di chi, in mezzo secolo, ha donato il sangue. E di chi, più giovane, continua a farlo. Nelle mani ha il librone con i quasi 700 nomi di donatori a Lago.

“In cinquant’anni abbiamo fatto la nostra parte. Ma oggi non è un punto di arrivo per noi. È un punto di partenza per i giovani. Siete il presente, rimboccatevi le maniche”, l’appello di Muto. In lui la logica del dono, che unisce all’AVIS anche l’AIDO e l’ADMO.

Angelo Mileto e Alina Sergiychuk, operatori di servizio civile universale AVIS Calabria, nel corso della tavola rotonda hanno presentato un progetto che coinvolge alcuni Istituti scolastici, dal tema “Informare per formare”, e che unisce proprio le tre associazioni. Protagonisti saranno il liceo Scorza e l’Iti Monaco di Cosenza e il Polo scientifico di Amantea. “Il lavoro nasce per implementare il lavoro che AVIS svolge già nelle scuole. La cittadinanza attiva, il senso di solidarietà e l’inclusione sono i nostri obiettivi”. Il progetto – spiegano – intende favorire “una didattica partecipata e una didattica ludica”, attraverso cui “tratteremo i temi trattati con un linguaggio vicino a quello dei ragazzi, affinché ne possano scoprire l’importanza”.

A Lago un pomeriggio dedicato alla donazione, aperto dal saluto dei sindaci di Lago Enzo Scanga e Amantea Vincenzo Pellegrino. Alla domenica la santa Messa nella chiesa di San Nicola con gli stendardi delle sedi AVIS locali. Antonello Gigliotti, presidente di Admo regionale, lancia la sfida. “Nella nostra Regione si è fatta poca informazione sulla donazione, e spesso fatta male. Donare il midollo osseo non è donare il midollo spinale”. “Attraverso le scuole superiori e l’università si possono dare informazioni ai giovani, che sono le persone da tipizzare per la donazione”.

Luigi D’Errico, presidente provinciale di AVIS Cosenza, ha plaudito al progetto con le scuole cosentine. “In AVIS c’è fermento e noi ne cavalchiamo l’onda, cercando di incentivare per quello che possiamo”. Franco Rizzuti, presidente regionale di AVIS, ha ricordato il cammino compiuto in questi 50 anni dalla sede comunale di Lago e sottolineato l’importanza della formazione dei giovani, soprattutto attraverso il servizio civile.

Francesco Coscarella, della consulta giovani Avis di Cosenza, ha raccontato la sua esperienza familiare e personale di donatore AVIS. “Sono stato colpito dalla passione e dall’amore per il prossimo. I miei familiari mi hanno fatto scattare la scintilla”. Coscarella ha evidenziato che “come Consta siamo un ponte, una rete che cerca di avvicinare i cittadini alla donazione. Ed è molto importante, anche attraverso le scuole, portare i giovani alla donazione”.

Francesco Parrottino, consigliere AVIS nazionale, ha sottolineato la collaborazione della comunità di Lago, e quindi di tutti i donatori, in questi 50 anni di attività. A proposito della sensibilizzazione dei giovani, Parrottino ha constatato il dato dell’invecchiamento generale della popolazione. “Da qui a 10 anni avremo una grande difficoltà perché i donatori diventeranno più anziani. Ben vengano i giovani”. A cui raccontare anzitutto la bellezza del dono.