La sessione estiva della Conferenza Episcopale Calabra

La sessione estiva della Conferenza Episcopale Calabra, presieduta dall’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria – Bova, si è tenuta nella splendida cornice del “Palazzo de Rosis” nella città di Rossano, nei giorni 8 e 9 giugno, caratterizzata in modo particolare da un clima di fraternità e preghiera. La visita alla cattedrale e alla Vergine Acheropita, il rito dello sfoglio del Codex da parte dei tre metropoliti, la visita e la celebrazione eucaristia presso il monastero agostiniano hanno messo in evidenza un’espressione di profonda comunione tra i presuli calabresi. Essi si sono stretti in unità di intenti al loro fratello, Mons. Savino, vescovo di Cassano all’Jonio per il doloroso evento di Amendolara e hanno voluto comunicare la vicinanza di ciascuno, dichiarando che quanto è accaduto il 1 giugno, con l’atroce morte di quattro giovani lavoratori migranti, scuote la coscienza di uomini ed istituzioni. La CEC, assieme al dolore e all’indignazione, esprime la più ferma condanna di un fatto che manifesta la totale mancanza di rispetto per la dignità umana per un lavoro senza diritti e senza tutele, calpestata da interessi economici e sistemi di sfruttamento da parte della piaga del caporalato e da filiere agroalimentari ingiuste e illegali. La vicenda non può esaurirsi in una notizia di pochi giorni, ma provoca tutti a porre segni concreti di attenzione, presenza, impegno. I vescovi vogliono dare un segnale concreto di vicinanza, attraverso la Commissione Regionale di Pastorale Sociale del Lavoro che ad Amendolara il 4 di luglio inizierà un percorso di approfondimento del tema dello sfruttamento dei migranti e della piaga del caporalato.La sessione ha poi affrontato la questione del lavoro giovanile, accogliendo e ascoltando don Marco Ulto, coordinatore nazionale del Progetto Policoro, accompagnato da don Luca Gigliotti. A trent’anni dall’inizio di questa esperienza della Chiesa italiana, che ha inteso stare accanto ai giovani perché possano riconoscere nel lavoro non solo un’occupazione, ma una vera e propria vocazione da realizzare, don Marco presenta la nuova veste del progetto, a cominciare dal cambiamento del nome in “Generazione in rete”, con l’intento di rinnovarsi nello stile e nel metodo, ritornando all’ispirazione originaria. I vescovi hanno poi accolto il professor Giuseppe Notarstefano e S.E. Mons. Claudio Giulidori, rispettivamente presidente e assistente generale dell’Azione Cattolica, con Ivana Ventura e don Antonello Gatto, rispettivamente delegata e assistente unitario regionale. Essi hanno ringraziato i vescovi per l’accoglienza, hanno descritto il cammino attuale e importanza del servizio ecclesiale che l’AC svolge mantenendo la sua caratteristica di Associazione giovane e vitale e hanno invitato a vigilare perché l’AC sia valorizzata e sostenuta in terra di Calabria, a vantaggio delle Chiese locali.La prosecuzione dei lavori ha poi dato inizio all’esame del nuovo regolamento della CEC e del nuovo statuto del Seminario Regionale S. Pio X, riflessione che dovrà continuare nelle prossime sessioni.All’unanimità è stato approvato il calendario liturgico proprio per la Regione.I vescovi calabresi, in ultimo, hanno nominato per il prossimo quinquennio direttore del Servizio Regionale di Pastorale Giovanile don Francesco Lauria della diocesi di S. Marco Argentano – Scalea, insieme a Ilaria Badolato, dell’arcidiocesi di Catanzaro – Squillace.