‘Viaggio nelle terre di Cosenza’, dove i sapori autentici e il vino sono parte del racconto

Assessore Rosario Branda: “L’idea è cercare di far diventare Cosenza la città delle connessioni”

“Un’esperienza nuova, entusiasmante e coinvolgente”. L’assessore alle Attività economiche e produttive e al Turismo Rosario Branda non ha dubbi quando descrive l’itinerario del gusto tra le eccellenze dell’enogastronomia locale promosso dall’Amministrazione comunale su impulso dell’Assessore alle Attività Economiche e Produttive e al Turismo Rosario Branda, in collaborazione con Arsac, Consorzio Terre di Cosenza, GAL e Provincia di Cosenza. ‘Viaggio nelle terre di Cosenza’ è territorio, lavoro e identità. Cosenza c’è, si sente tutta. Per due serate il polmone verde più antico della città si è trasformata nella capitale del food and beverage. Un solo obiettivo: lasciarsi guidare dai sensi.  Un piatto da gustare, un calice in mano. Intorno, il sole che cala. Tutto invita a vivere Cosenza e la sua provincia. Qui i sapori autentici e il vino sono una parte del racconto. Il vero lusso è offrire ai visitatori un’esperienza immersiva tra sapori, tradizioni, cultura e identità locale.

“Il territorio viene raccontato attraverso le cinque isole del gusto pensate per scoprire e vivere le DOP delle Terre di Cosenza portando tutte le eccellenze, quindi le IGT, le IGP, il fico dottato, il caciocavallo silano, il cedro di Santa Maria del Cedro, il limone di Rocca Imperiale, gli oli, gli agrumi; tutto quanto raccontato come delle esperienze. L’idea è far vivere un viaggio attraverso le eccellenze delle terre di Cosenza”, ha raccontato a PdV l’assessore Rosario Branda. Vino e cibo diventano ambasciatori dell’identità territoriale. Un calice e un piatto narrano la storia e la cultura del luogo trasformando la degustazione in esperienza: “Il nostro territorio ha tanti prodotti eccellenti, il problema è che fino ad ora non sono stati messi a sistema, ognuno di loro ha fatto una gara a sé. Come ci insegnano gli economisti una lampadina da 100 watt fa più luce di 100 lampadine da 1 watt, quello che stiamo provando a fare insieme all’ARSAC, ai GAL e ai consorzi di tutela è proprio quello di provare a mettere a sistema tutte le eccellenze per allungare la catena del valore”. Di fronte ad un consumatore che è sempre più alla ricerca di esperienze autentiche non ci si può più accontentare del ‘mordi e fuggi’. L’obiettivo è destagionalizzare, per mostrare che il territorio è in grado di garantire un’offerta che non sia ‘confinata’: “Siamo fortunati, il clima ce lo consente. Si tratta di valorizzare periodo per periodo le bellezze, le eccellenze. L’idea, insieme al sindaco, è cercare di far diventare Cosenza la città delle connessioni, un hub per tutta la provincia, perché in fondo il territorio è equidistante fra due parchi nazionali, due mari, oltre ad avere le bellezze storiche, naturalistiche e artistiche. Proveremo a mettere a sistema tutto questo”. Con la bella stagione alle porte si lavora non solo per ‘l’attimo’ ma per quel che sarà: “Nel mese di giugno daremo una serata di benvenuto all’estate, a metà giugno un evento con RAI2 e la Regione Calabria. Luglio sarà come sempre il mese dell’Arena Rendano insieme alle Invasioni. Ad agosto pensiamo di organizzare tanti piccoli eventi per rendere la città più accogliente a chi rimarrà in città. A settembre, invece, qui nella Villa vecchia faremo Urban Fest con street food e spettacolo; poi la festa del cioccolato, la sagra del vino di Donnici, i mercatini di Natale, insomma proveremo ad avere un evento caratterizzante al mese”. Cosenza cambia volto. Anche a tavola e nel bicchiere. ‘Viaggio nelle terre di Cosenza’ è stato questo: un percorso creativo, memoria, testimonianza. Ogni piatto racconta una cucina fatta di tecnica, accostamento di ingredienti ed equilibrio di sapori, senza perdere il calore autentico di casa.

Tra gli chef c’è anche Federica Di Lieto, chef freelance semifinalista della decima edizione di MasterChef Italia: “Questa sera preparerò due finger food a base di caciocavallo silano, in collaborazione con il Consorzio del Caciocavallo Silano DOP: una cotoletta croccante di caciocavallo con una salsa agrodolce alle cipolle rosse di Tropea, poi un primo piatto, cioè cavatelli con un pesto di pomodoro secco, caciocavallo, origano, mandorle tostate”. Ogni piatto è identità, racconto del prodotto, ma anche del territorio: “L’idea del cavatello è nata perché passeggiando in Sila molto spesso capita di vedere delle erbe aromatiche, l’origano riporta questa balsamicità che ritroviamo nel piatto e che ci fa viaggiare con la mente, ci racconta di una passeggiata in montagna”. Niente sfarzi. Pochi ingredienti, basi semplici: “cavatello, pomodoro secco che quasi tutti abbiamo in casa, la parte più nobile, tra virgolette, è proprio il caciocavallo. Un piatto a chilometro zero”. Ogni piatto e ogni sorso hanno acceso ricordi. Tra profumi, sorrisi, musica e confronti abbiamo lasciato che fossero il palato e la memoria a parlare. Perché il sapore passa attraverso gli odori e il toccare prima con mano e poi con il palato il lavoro degli artigiani del gusto. Perché dentro ad una bottiglia e un piatto ci sono prima di tutto le persone.