Cultura
Maria donna di pace e di grazia
Il docu-film “Oltre il Muro” ripercorre la storia che lega l’Italia e l’Albania, unite dalla devozione alla Vergine
All’ultima mostra del cinema di Venezia è stato presentato il docu-film Oltre il muro. Madre del Buon Consiglio del regista kosovaro Gjon Kolndrekaj, girato in seguito alla visita di papa Leone XIV al Santuario di Genazzano, poco dopo la sua elezione. Il documentario ricostruisce l’antica tradizione legata all’immagine della Madre del Buon Consiglio che, il 25 aprile 1467, giorno in cui si celebra san Marco evangelista, all’ora del vespro, apparve miracolosamente su una parete di una piccola chiesa fatiscente dell’XI secolo, ubicata nel luogo dove oggi sorge la Basilica di Genazzano, al confine tra la città metropolitana di Roma e la provincia di Frosinone. La gente rimase stupefatta per l’improvvisa comparsa di questa prodigiosa figura della Vergine, mediatrice di numerosi atti miracolosi. L’effige è, inoltre, celebre perché è il sacro simbolo che crea un ponte tra due paesi: l’Italia e l’Albania. Secondo la tradizione, due pellegrini albanesi si imbatterono in quest’immagine di Genazzano, vedendo in essa la stessa che veniva venerata a Scutari in Albania, da cui si staccò miracolosamente prima dell’arrivo degli invasori musulmani. Da allora Genazzano e Scutari furono accomunate dall’adorazione per questa materna illustrazione, celebrata il 25 aprile di ogni anno. Attraverso documenti, testimonianze e materiali d’archivio, il documentario riflette sul rapporto tra Italia e Albania, muovendosi tra passato e presente. Per prima cosa, vengono ricordate la resistenza opposta dagli albanesi, verso la metà del XV secolo, all’avanzata degli ottomani di Mehmed II, e le eroiche gesta del soldato Scanderberg che difese strenuamente l’Albania, fino a quando il nemico non ebbe la meglio, macchiandosi di soprusi nei confronti della popolazione civile, costretta alla fuga nel 1467. Il muro – come suggerisce il titolo del film – ricorda proprio le persecuzioni, il carcere e i dolori del popolo albanese. Superato il muro, però, tutto cambia e si aprono nuove prospettive di vita. “Si va con lo sguardo della speranza, oltre il muro. L’immagine della Madre del Buon Consiglio è emigrata insieme agli albanesi in Italia, per dare questa speranza”, ha spiegato ai media vaticani il regista. Lo sceneggiato ricorda anche la vicenda di Petruccia, l’agostiniana che a metà del XV secolo investì tutti i suoi soldi per ricostruire la piccola chiesa di Genazzano, riportando alla luce il vecchio costume legato alla venerazione della Vergine. Il film apre anche una finestra sul presente, rammentando una delle pagine di storia più drammatiche del XX secolo: la dittatura comunista di Enver Hoxha che si ispirò al regime staliniano, per cercare di fondare una nazione socialista indipendente, vietando ogni forma di culto religioso. Sotto Hoxha l’Albania si trasformò nel primo e unico paese ateo, perché vigeva una visione materialista e scientifica del mondo. Nel documentario sono presenti anche testimonianze decisive, come quella del cardinale albanese Ernest Simoni, tenuto in carcere per molti anni durate il comunismo. Il prelato resistette, silenziosamente, ad angherie di tutti i tipi, aggrappandosi alla sua fede e sentendo il “profumo di Dio”. Il film è quindi un racconto universale e porta a meditare sulla contemporaneità: il bisogno di appartenenza, la conservazione della memoria, la libertà, costruire ponti per unire visioni diverse e territori. La pellicola è prodotta da CrossinMedia, in collaborazione con Rai Documentari, con il patrocinio della Curia Generalizia dell’Ordine agostiniano, dell’Arcidiocesi di Scutari-Pult, della Diocesi di Tivoli e Palestrina e dei Santuari della Madre del Buon Consiglio di Genazzano e di Scutari. Quest’anno, inoltre, ricorre il 130° anniversario della proclamazione della Madre del Buon Consiglio a Patrona dell’Albania da parte di Leone XIII e, per tale ragione, la Basilica è stata dichiarata Chiesa Giubilare.
