SS. Pietro e Paolo. Leone XIV, “la comunione nella Chiesa non si costruisce irrigidendosi sulle posizioni”

“La comunione, nella Chiesa, non si costruisce irrigidendosi sulle proprie posizioni, ma ricercando, nei cuori di tutti, i punti di incontro nella Verità, alla cui sola luce ciascuno diventa per l’altro strumento di crescita”. Lo ha detto Papa Leone XIV nell’omelia della messa nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, celebrata oggi nella Basilica di San Pietro, con la benedizione dei palli per i nuovi arcivescovi metropoliti. Il Pontefice ha meditato sulla figura di Pietro, “custode del Popolo di Dio”, ricordandone la grandezza d’animo: “Molte volte nel Nuovo Testamento ci appare impegnato a conservare la comunione tra i fratelli”. Leone XIV ha evocato il simbolo delle chiavi affidato da Cristo a Pietro: “Una chiave non abbatte le porte, ma le apre e le chiude, ricercando al loro interno le leve giuste e accompagnandone i movimenti, perché i blocchi si sciolgano, i paletti scorrano e i battenti ruotino liberamente sui cardini, unendo gli ambienti e facendo di tante stanze isolate un’unica casa accogliente”. Il Papa ha poi indicato il compito dei successori di Pietro: “Ascoltare le voci di ciascuno, discernere le ispirazioni, condurre i cammini, correggere gli errori, istruire, incoraggiare, esortare e accompagnare i fratelli”. Leone XIV ha rivolto il proprio saluto alla delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, guidata dal metropolita Emmanuel di Calcedonia, inviata dal Patriarca Bartolomeo.

“Dio prese il persecutore della Chiesa e ne fece un messaggero di pace. Gli perdonò tutti i peccati e lo collocò in un ministero dove egli avrebbe potuto perdonare i peccati altrui”. Con queste parole di sant’Agostino Papa Leone XIV ha ricordato, nell’omelia della messa nella solennità dei Santi Pietro e Paolo celebrata oggi nella Basilica di San Pietro, la conversione di Paolo sulla via di Damasco. Il Pontefice ha ricordato che i simboli distintivi di Paolo sono “il libro e la spada, strettamente uniti tra loro”: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio” (Eb 4,12). Leone XIV ha poi spiegato il significato del rito della consegna dei palli agli arcivescovi metropoliti: “Queste fasce di lana bianca ornate da croci esprimono l’impegno di ogni Pastore – ma anche di ogni cristiano – a prendere sulle proprie spalle i fratelli e le sorelle che gli sono affidati, come altrettanti agnelli del gregge del Signore, e a sacrificare per loro energie, tempo, fatica, e anche la vita, perché a tutti giunga il Vangelo e il mondo intero trovi in esso armonia e concordia”.