Amantea. Manifestazione contro il caro vita, documento congiunto dei Sindaci

Raduno a piazza Cappuccini per manifestare contro il caro vita, il caro carburante e le difficoltà quotidiane. “Ora però la protesta si deve spostare a Roma: andremo lì pacificamente con i pullman a rivendicare i nostri diritti, senza scalfire nemmeno un sampietrino della Capitale”.

Una partecipazione straordinaria, inaspettata secondo alcuni, pacifica e piena di determinazione. Circa duemila persone si sono ritrovate venerdì 23 ottobre ad Amantea in Piazza Cappuccini in occasione della manifestazione contro il caro vita, il caro carburante e le difficoltà che i normali cittadini vivono quotidianamente, dando luogo ad una giornata che rimarrà impressa nella memoria della comunità locale.
Quello visto ad Amantea è stato un corteo dal grande valore simbolico che ha riempito le vie principali fino al lungomare cittadino: aperto da piccoli trattori condotti dai bambini, a seguire i ragazzi del Polo scolastico della città che hanno animato il corteo. A sostegno dei partecipanti ben dieci sindaci del comprensorio e non solo: oltre al sindaco nepetino Vincenzo Pellegrino, anche i sindaci dei comuni di Belmonte Calabro, Longobardi, Fiumefreddo Bruzio, Aiello Calabro, San Pietro in Amantea, Lago, San Mango, Cleto e Nocera Terinese. Una dimostrazione di coesione territoriale senza bandiere politiche e partitiche.


I primi a prendere la parola sul palco sono stati i rappresentanti degli studenti del Polo scolastico, rimarcando il ruolo importante dei giovani: «Bisogna puntare sui giovani e bisogna farlo ora. Siamo qui per essere presi in considerazione, non per fare da cornice».
Significativo anche l’intervento di una rappresentante del comitato di San Lucido — che per giorni ha presidiato il blocco nella cittadina a qualche chilometro da Amantea — la quale ha voluto esprimere vicinanza ai manifestanti della mattinata: «Il gruppo di Fuscaldo si è sciolto sotto le minacce di sequestro dei mezzi, denunce penali e sanzioni gravissime. La gente dorme lì a San Lucido da 7 giorni […] Non siamo criminali! Ci vogliono soli, divisi e arrabbiati. Ma dobbiamo ricordare che i politici sono nostri dipendenti, sono lì perché li paghiamo noi».
Poi l’accorato appello ai ragazzi: «Se vi muovete voi, le loro poltrone tremano». Sul valore della partecipazione è intervenuta una docente presente tra i ragazzi, invitandoli ad essere sempre più fieri di “essere sud”.
Particolarmente toccante l’intervento del presidente del comitato organizzatore della manifestazione, l’ingegnere Gianfranco Perri, che si è detto orgoglioso della grande partecipazione. Una crescita numerica avvenuta in poche settimane: «Siamo partiti soltanto in otto e oggi per me questa è già una vittoria».
Infine è arrivato il momento dei primi cittadini, che si sono alternati al microfono per rinnovare la loro vicinanza ai cittadini colpiti dai rincari e dalla crisi economico-sociale. Il sindaco di Amantea, quello di Belmonte Calabro e il rappresentante del sindaco di Fiumefreddo Bruzio hanno ringraziato i ragazzi presenti, il comitato e tutti i partecipanti, condividendo con la folla le difficoltà che anche un’amministrazione affronta in questi mesi di aumenti. Ha concluso la serie di interventi un appassionato sindaco di Cleto, Armando Bossio: «Ringrazio chi ha voluto tutto questo e chi ha preteso i Sindaci al proprio fianco. Dopo questi giorni sappiamo bene di che pasta è fatta la nostra Calabria: sta dando una dimostrazione di enorme dignità. Sono indignato perché i grandi media preferiscono parlare solo dei disordini del Nord Italia, mentre qui nelle ultime settimane stiamo bagnando le piazze di vera democrazia. Ora però la protesta si deve spostare a Roma: andremo lì pacificamente con i pullman a rivendicare i nostri diritti, senza scalfire nemmeno un sampietrino della Capitale».
Al termine della manifestazione i sindaci hanno voluto condividere la promessa di non abbassare la guardia su questi temi, firmando insieme ai presenti un documento sottoscritto con il comitato spontaneo dei cittadini organizzatore dell’evento: un appello rivolto al Governo nazionale, alla Regione Calabria e a tutte le istituzioni competenti.

BASSO TIRRENO COSENTINO, UN APPELLO UNITARIO AL GOVERNO

Contro il caro vita e il caro carburanti: servono misure immediate per famiglie, lavoratori e imprese

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, On. Matteo Salvini

Al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto

Al Presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Antonio Faragalli

E, per conoscenza, al Governo italiano e agli organi istituzionali competenti.

Oggetto: Appello urgente dei Sindaci del Basso Tirreno Cosentino e del Comitato spontaneo dei cittadini per interventi immediati contro il caro prezzi, il caro carburanti e la perdita del potere d’acquisto.

I sottoscritti Sindaci dei Comuni del Basso Tirreno Cosentino e i rappresentanti del Comitato spontaneo dei cittadini rivolgono un appello urgente al Governo nazionale, alla Regione Calabria e a tutte le istituzioni competenti affinché si intervenga con misure concrete per contrastare l’aumento del costo della vita e tutelare le famiglie, i lavoratori, i pensionati e le attività produttive.

Il caro carburanti, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e delle bollette, insieme ai crescenti costi di gestione delle imprese, stanno mettendo in seria difficoltà ampie fasce della popolazione. Una situazione che, in un territorio come il nostro, già penalizzato da fragilità economiche e infrastrutturali, rischia di aggravare le disuguaglianze sociali e compromettere la tenuta del sistema produttivo locale.

La mobilizzazione degli autotrasportatori, degli agricoltori e dei lavoratori non riguarda soltanto singole categorie: riguarda tutti i cittadini. Quando aumentano i costi di produzione e trasporto, gli effetti si ripercuotono sui prezzi finali, sui bilanci familiari e sulla capacità delle imprese di mantenere occupazione e attività.

Non bastano interventi occasionali. Occorre una strategia coordinata, con provvedimenti urgenti e strutturali, capace di difendere il potere d’acquisto e sostenere chi oggi rischia di non riuscire più a far fronte alle spese essenziali.

Chiediamo che siano valutate e adottate con urgenza le seguenti misure:

1. Controllo dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità

Attivare strumenti efficaci di monitoraggio e controllo dei prezzi dei beni alimentari essenziali, contrastando eventuali speculazioni e aumenti ingiustificati lungo la filiera, dalla produzione alla distribuzione. La tutela dei consumatori deve essere una priorità.

2. Contributi diretti alle famiglie con redditi bassi

Prevedere aiuti economici concreti per pensionati, persone in condizioni di fragilità e nuclei familiari con ISEE inferiore a 20.000 euro, attraverso contributi straordinari destinati ad affrontare il rincaro dei beni essenziali, delle bollette e dei trasporti.

3. Trasporto pubblico locale a tariffe agevolate

Introdurre agevolazioni sul trasporto pubblico locale, con particolare attenzione a studenti, pensionati, lavoratori pendolari e famiglie a basso reddito, affinché gli spostamenti necessari per lavorare, studiare e accedere ai servizi non diventino un ulteriore peso economico.

4. Utilizzo dell’extragettito per sostenere i redditi

Valutare l’impiego delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei prezzi per finanziare misure di sostegno ai redditi. Tra le proposte, un meccanismo di pagamento combinato tramite POS e registratori telematici, da definire nel rispetto delle norme fiscali e della tutela dei dati, che consenta di destinare risorse ai cittadini e alle famiglie maggiormente colpiti dal rincaro del costo della vita.

5. Deducibilità delle principali spese familiari e professionali

Introdurre agevolazioni fiscali sulle spese per carburanti, assicurazioni e bollette sostenute dalle famiglie e dalle partite IVA, comprese quelle che applicano il regime forfettario o altri regimi agevolati, individuando strumenti compatibili con le rispettive discipline fiscali. L’obiettivo è ridurre il peso delle spese indispensabili per vivere e lavorare.

6. Un DPCM d’emergenza contro il caro prezzi

Valutare l’adozione urgente di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nell’ambito delle competenze e degli strumenti previsti dalla legge, per coordinare misure straordinarie contro il rincaro dei generi alimentari e dei beni essenziali, definendo interventi immediati, risorse disponibili e tempi certi di attuazione.

7. Difesa e valorizzazione del Made in Italy

Rafforzare la tutela delle produzioni italiane rispetto alla concorrenza delle importazioni, nel rispetto delle regole europee e internazionali. Sostenere agricoltori, allevatori e produttori nazionali con aiuti alla coltivazione e alla produzione, incentivi all’innovazione e misure per ridurre i costi della filiera. Valorizzare il Made in Italy significa difendere il lavoro, la qualità dei prodotti e la capacità di offrire sul mercato beni accessibili ai consumatori.

8. Contributo dei grandi operatori digitali al sostegno dell’economia reale

Valutare un rafforzamento della tassazione applicabile ai grandi operatori digitali e alle multinazionali dell’e-commerce, attraverso strumenti fiscali efficaci e coordinati con la normativa nazionale ed europea. Le risorse aggiuntive eventualmente ottenute dovrebbero contribuire a finanziare interventi sociali e a sostenere le piccole e medie imprese che operano nei territori, garantendo condizioni di concorrenza più eque.

Le richieste avanzate non vogliono alimentare contrapposizioni politiche, ma sollecitare una risposta istituzionale all’altezza della situazione.

Le famiglie non possono essere lasciate sole davanti all’aumento delle spese quotidiane. I pensionati non possono vedere eroso il proprio reddito. Le imprese non possono continuare ad assorbire costi crescenti senza strumenti adeguati. Gli agricoltori e gli autotransportatori non possono essere considerati soltanto anelli di una filiera, quando dal loro lavoro dipendono l’approvvigionamento e il funzionamento dell’intero sistema economico.

Per queste ragioni chiediamo l’apertura urgente di un confronto con il Governo, la Regione Calabria e gli enti competenti, coinvolgendo i Sindaci, le rappresentanze dei lavoratori, le categorie produttive e il Comitato spontaneo dei cittadini.

Chiediamo risposte pubbliche, impegni verificabili e un calendario degli interventi. Il territorio ha bisogno di sapere quali misure saranno adottate, con quali risorse e in quali tempi.

Ribadiamo il nostro sostegno alle ragioni sociali ed economiche della mobilizzazione, auspicando che ogni iniziativa continui a svolgersi pacificamente e nel rispetto della legge, con attenzione alla sicurezza delle persone e alla continuità dei servizi essenziali.

Il Basso Tirreno Cosentino non chiede privilegi: chiede equità, tutela del lavoro e il diritto delle famiglie a vivere dignitosamente.

Il caro vita non è un problema di una sola categoria. È una questione che riguarda l’intera comunità e che richiede responsabilità, ascolto e interventi tempestivi.

Confidiamo pertanto in un riscontro urgente da parte delle istituzioni destinatarie e nella disponibilità ad avviare un confronto concreto sulle proposte avanzate.