Primo Piano
Segui con PdV il Meeting di Rimini. Voci e volti del quinto giorno
Ore 16.55 – Al Meeting un convegno su radici e visione internazionale dell’Italia delle imprese (fonte Meeting e Aska news Rimini)
Il sistema Italia è in buona salute ed è capace di competere a livello globale, attirando investimenti da tutto il mondo: investimenti che quest’anno hanno fatto registrare un aumento del 15%, mentre l’export ha superato quello del Giappone. Per questo il Paese continua ad essere oggetto di attenzione di grandi multinazionali come Philip Morris e McDonald’s. È quanto emerso nel convegno che oggi al Meeting di Rimini si è occupato di radici e visione internazionale dell’Italia delle imprese.Per Giorgia Favaro, amministratrice delegata di McDonald’s Italia, il marchio della sua azienda, dopo quarant’anni, è ormai fortemente radicato sul territorio italiano. Oggi più di ottocento ristoranti in Italia, che danno lavoro a quarantamila persone, espongono la “M” gialla in campo rosso, con 190 aziende coinvolte. Un’attività che movimenta 29 miliardi di euro ogni anno, tra stipendi, tasse e indotto, e che investe quattrocento milioni di euro nella sola filiera agroalimentare.”Anche la Philip Morris ha scommesso sull’Italia – ha detto Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato della multinazionale per il nostro Paese – tanto da creare nel 2018, a Crespellano, vicino Bologna, il suo polo industriale più grande a livello mondiale. Il polo dà lavoro a 2500 persone, coinvolge 8000 aziende, ha scambi di know how con scuole, imprese ed università”. Philip Morris genera lo 0,5% del Pil italiano.
Ore 16.03 – Antonio Zangrillo (Min P.A.), “nel periodo 22-26 assunzioni per 800mila, puntiamo su capitale umano”
“L’idea precisa è quella di modernizzare la pubblica amministrazione attraverso le nostre persone. bbiamo messo al centro il capitale umano”. Lo ha detto il ministro per la Pubblica istruzione Antonio Zangrillo incontrando i giornalisti al Meeting di Rimini. “Questo ci ha consentito di lavorare intensamente innanzitutto su tutti quei processi che riguardano direttamente il capitale umano, a partire dal reclutamento. Tenete conto che quando siamo arrivati nel 2022 i tempi medi dei concorsi pubblici — voi sapete che si entra nella pubblica amministrazione tramite concorso — erano di quasi 2 anni e mezzo. Siamo passati con la digitalizzazione da 2 anni e mezzo a 4 mesi. Questo ci ha consentito di assumere 645.000 persone tra il 2023 e il 2025. Ne assumeremo molte altre durante questo 2026, io penso che raggiungeremo più di 800.000 ingressi nel periodo ’22-’26. E molti di questi, la maggior parte, più del 50%, sono giovani che hanno meno di 40 o meno di 35 anni”.
Ore 15.01 – Andrea Abodi (Min. Sport), “Euro 2032, entro maggio i cantieri degli stadi”
“Fra tre mesi l’UEFA dovrà, sulla base delle proposte che farà la Federcalcio entro un mese, dovrà decidere quali saranno i cinque stadi. Credo che alla fine verranno segnalati 10 stadi, cinque saranno quelli che ospiteranno Euro 2032”. Lo ha detto al Meeting di Rimini il ministro Andrea Abodi a proposito di Euro 2032 di calcio. “Entro maggio del prossimo anno dovranno essere aperti i cantieri per gli stadi che verranno indicati”. “Sono molto fiducioso – ha aggiunto- nella misura in cui il Governo ha fatto un lavoro che mai in passato è stato realizzato, un’operazione di sistema che ha coinvolto le 16 infrastrutture che hanno presentato le credenziali”.
Ore 14.47 – Italo Moroni (esperto), “impatto Ia sulla produzione al 40%”
“Nel settore della produzione software, l’impatto dell’Ia sulla produttività è arrivato in pochi mesi al 40%”, ha spiegato. Questo cambiamento sta spingendo le aziende ad assumere nuove figure umanistiche: “Stiamo assumendo linguisti, perché avere a che fare con l’IA significa saper scrivere. La proprietà intellettuale si sta spostando dalla scrittura del codice al prompt concettuale”. Italo Moroni, executive director Energy & Utilities in Engineering, e Andrea Cristini, presidente di ANIE Rinnovabili. Moroni ha inoltre ricordato l’enorme potenziale dell’IA per arginare lo spreco di risorse, a partire dalle reti idriche italiane che oggi perdono in media il 42% dell’acqua.
Ore 14.37 – Al Meeting Alpaslan Deliloglu (Ikea), le proposte per i giovani (fonte Meeting e Aska news Rimini)
Lo slogan dell’Ikea è quello di “creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone”. Ieri pomeriggio, al Meeting di Rimini, nel corso dell’incontro su “Crescere insieme. Seminare il futuro con i minori migranti”, si è scoperto che questa vita migliore non la si promuove solo con la vendita di mobili e oggetti per la casa e che le persone a cui si riferisce lo slogan non sono soltanto i clienti. Nei ventidue Paesi di tutto il mondo, in cui è presente, IKEA, dal 2019 al 2024 ha dato un futuro concreto ad almeno 3700 giovani immigrati, salvandoli dalla strada e dalla disperazione. Come sia stato possibile lo ha raccontato Alpaslan Deliloglu, turco, classe 1974, dinamico CEO IKEA Italia. “Innanzitutto – ha spiegato – abbiamo cambiato il nostro modo di guardarli e li abbiamo ascoltati. Così abbiamo scoperto che avevano il desiderio di entrare a far parte della società e ci siamo mossi”. Il “muoversi” è consistito nel pianificare un progetto capace di rispondere a quattro loro fondamentali necessità: conoscere la lingua, dotarsi delle autorizzazioni e dei documenti necessari, integrarsi culturalmente, acquisire competenze professionali”. E anclra: “In otto anni – ha detto Deliloglu – abbiamo aiutato migliaia di famiglie ad iniziare una nuova vita. Abbiamo guardato questi ragazzi come esseri uomini e abbiamo dato loro un’opportunità, così sono diventati una risorsa per le nostre società e per la nostra crescita”.
Ore 13.10 – Adolfo Urso (Min. Imprese), “priorità è costo e produzione energetica
“La priorità del Governo, e quindi certamente del Ministero delle Imprese, è quella di lavorare sul costo e sulla produzione energetica. Perché anche le recenti vicende, i conflitti armati che circondano il nostro continente — la guerra della Russia, la guerra devastante della Russia in Ucraina perdura ormai da quasi tre anni, adesso si sono aggiunti altri conflitti alla periferia meridionale della nostra Europa: in Palestina, in Libano, a Gaza, ora nel Golfo Persico — a cui si sono aggiunti anche i conflitti commerciali che nessuno pensava potessero manifestarsi in queste dimensioni. Le condizioni geopolitiche, le guerre combattute e quelle commerciali ci impongono di delineare una politica energetica e quindi industriale che nel tempo possa garantire l’autonomia energetica del nostro Paese” Lo ha detto al Meetong di Rimini il ministro Urso.
Ore 13.04 – Adolfo Urso (Min. Imprese), “Taranto e Ilva una sfida”
“È una sfida che dobbiamo affrontare insieme per evitare che una decisione legittima di un’altra istituzione, quella della Corte d’Appello di Milano, possa diventare una bomba sociale e produttiva per l’intero territorio”. Lo ha detto al Meetomg il monistro per le imprese Adolfo Urso a proposito di un piano straordonario per Taranto e l’Ilva. “Ed è per questo che serve la massima responsabilità da parte di tutti, il coinvolgimento di tutte le istituzioni come evocato e richiamato dal Presidente del Consiglio. Ricordando che nel mese di settembre, quindi tra pochi giorni, sarà anche convocato il tavolo sull’Ilva che esiste a Palazzo Chigi ormai da due anni e che è coordinato dal Sottosegretario Alfredo Mantovano, sia per quanto riguarda l’evoluzione della procedura internazionale di gara che è in corso per l’assegnazione degli impianti e soprattutto per gli investimenti che dovranno consentire di realizzare a Taranto quell’acciaio green che già viene realizzato nel resto del nostro Paese, sia per, appunto, affrontare con gli strumenti necessari l’impatto produttivo e sociale di quella decisione. E noi lavoreremo tutti insieme portando ciascuno il proprio contributo”.
Ore 11.01 – Card. Claudio Gugerotti al Meeting, “Israele e Palestina non riescono più a parlarsi (fonte Sir)
“Il nostro timore è che questi due popoli che hanno tante cose in comune, anche dal punto di vista delle proprie radici semitiche, da quando sono tornati insieme, non riescano a parlarsi”. Lo ha dichiarato il card. Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, a margine dell’incontro “Una speranza nel tempo dei conflitti” che si è svolto ieri pomeriggio nell’ambito del Meeting di Rimini. Riferendosi al conflitto israelo-palestinese, Gugerotti ha precisato: “Naturalmente, essendo due realtà di forze diverse, noi abbiamo paura per coloro che si trovano in una condizione di maggiore difficoltà”. Il porporato ha inoltre richiamato le radici profonde del conflitto: “Il problema è che si tratta di una vicenda che dura da decenni e decenni e che sta progressivamente peggiorando. Non è che abbiamo scoperto adesso l’esistenza di queste situazioni che riguardano i palestinesi e i coloni”. L’incontro è stato introdotto da Massimiliano Tubani, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) Italia, e ha visto la partecipazione anche di Adriano Dell’Asta, professore di Letteratura e Cultura Russa all’Università Cattolica del Sacro Cuore, e di mons. Paolo Martinelli, vicario apostolico dell’Arabia Meridionale. A moderare il dibattito è stata Letizia Bardazzi, presidente dell’Associazione Italiana Centri Culturali.
Ore 10 – Oggi al Meeting i ministri Salvino, Urso e Zangrillo
Ore 8.30 – Oggi al Meeting una storia di speranza dall’Ucraina
Yaryna Grusha, professoressa di Lingua e Letteratura ucraina, Università degli Studi di Milano, autrice di L’Album blu (Ed. Bompiani) e Monsignor Pavlo Honcharuk, vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia dei Latini, sono i protagonisti di un incontro sul dramma dell’Ucraina, introdotti da Bernhard Scholz, presidente Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli. La guerra non distrugge solo le case: erode il linguaggio, spezza la memoria, svuota il futuro. Eppure dall’Ucraina continuano a giungere voci che resistono a questa erosione — voci di chi scrive, di chi prega, di chi resta. Due testimoni a confronto: una scrittrice che ha fatto della lingua ucraina uno strumento di identità e sopravvivenza, un vescovo che non ha lasciato la sua diocesi attraversata dalla linea del fronte. Insieme, una domanda: da dove nasce la speranza quando tutto sembra crollare?
Ore 8 – Oggi al Meeting la storia di perdono di Davide e Chiara
Una notte di ottobre, Davide Simone Cavallo, viene accoltellato per poche decine di euro, perde l’uso delle gambe a ventidue anni. Una mattina di marzo, la professoressa Chiara Mocchi viene colpita tra i corridoi della sua scuola da un alunno tredicenne. Entrambi, dal dolore, hanno scelto di non odiare. «Mi pesa sul cuore ogni giorno che passeranno in galera. Ragazzini arrabbiati col mondo che non sapevano cosa facevano e a cui avrei teso volentieri la mano» ha scritto Davide. «Sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore… questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte», ha scritto Chiara. Da due ferite e da due drammi che parevano senza riscatto irrompe un fatto imprevedibile, un avvenimento più grande: il perdono, che attraversa il male e rende liberi.



Le foto sono fornite dall’ufficio stampa del Meeting


