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Al Rendano la prima esecuzione assoluta di ‘Fratello Sole, sorella Luna’
Ricostruita la colonna sonora di Riz Ortolani. L’Orchestra Sinfonica Brutia rende omaggio al Patrono d’Italia
Nessuno sguardo che si è posato su fogli ingiallite. Ma una pagina forse sconosciuta della musica è emersa dalle pieghe del tempo. L’Orchestra Sinfonica Brutia rende omaggio al Patrono d’Italia in note. “Volevamo dedicare un concerto a San Francesco d’Assisi. L’idea è caduta subito sulla colonna sonora di ‘Fratello Sole, Sorella Luna’, anche perché quest’anno ricorre il centenario della nascita di Riz Ortolani, musicista italiano che ha dato lustro al panorama nazionale della musica, della cinematografia e delle colonne sonore”. Così il Maestro Francesco Perri, direttore del Conservatorio ‘S. Giacomantonio’ di Cosenza e dell’Orchestra Sinfonica Brutia. Una notizia importante, che ha quasi dell’incredibile: “Questa colonna sonora non esiste. Il presidente della Fondazione ‘Riz Ortolani’, figlio del grande compositore, mi ha donato dei manoscritti in PDF, però non esiste in Italia la partitura orchestrale, esiste soltanto una registrazione dell’album del 1972 fatto in occasione dell’uscita del film”, svela a PdV. Il colpo di genio, è proprio il caso di dirlo, è stato proprio quello di andare a ricostruirla. L’uso dei manoscritti originali di Riz Ortolani e il confronto con l’album del 1972. Tommaso Morrone ha cesellato un pezzo di storia della musica italiana. Un lavoro di mani e di passione. Nota per nota, brano su brano, Morrone ha confrontato i manoscritti di Ortolani: “Per manoscritti- ha spiegato Perri- si intende ciò che il musicista scriveva a mano sui pentagrammi; nello stesso tempo confrontandoli anche con la colonna sonora”. Un lavoro certosino, condotto con grande attenzione proprio per non snaturare o inserire delle valutazioni orchestrali personali, che ha portato alla ricostruzione fedele. La conferma che ci troviamo di fronte ad una gemma del patrimonio musicale italiano si avrà il prossimo tre ottobre, quando per la prima volta verrà eseguita tutta la colonna sonora così come è presente nell’album del 1972. Il deus ex machina, ça va sans dire, è Francesco Perri: “Il lavoro di ricostruzione nasce da una mia idea. L’intento era celebrare San Francesco d’Assisi attraverso un film iconico, quello di Franco Zeffirelli. Parliamo di una colonna sonora familiare a tutti gli italiani. Riz Ortolani ha rappresentato al meglio quella che è la tipologia del suono italiano”. Da diversi anni l’Orchestra Sinfonica Brutia dedica un segmento della sua programmazione alla riscoperta del suono italiano”. L’emozione in vista del debutto già si sente: “È chiaro che c’è un’emozionalità, ma anche bellezza. In questo percorso di ricostruzione, durato all’incirca 3 mesi, ho notato questa grande forza che ha la colonna sonora. Ancora una volta i compositori italiani del cosiddetto Neorealismo evidenziano un particolare mood: l’aspetto melodico. Ciò che rende particolare questo lavoro è la melodia tipica della cantabilità italiana, che ha radici nel melodramma, nella canzone napoletana, per cui si capisce immediatamente che stiamo parlando di un compositore italiano che scrive composizioni italiane attraverso l’utilizzo di melodie che entrano nel cuore”, sottolinea. A raccontare, nota dopo nota, la ricchezza musicale italiana e a dare pieno senso al lavoro, anche il coro ‘Laudate Dominum’ di Spezzano della Sila: “La partitura prevede un coro non lirico. Aver avuto la disponibilità di questo coro è sicuramente una scelta vincente, proprio perché la tipologia di musica proposta da Riz Ortolani è un coro con una vocalità più naturale”. La prima, dicevamo, il prossimo 3 ottobre al Teatro Rendano, “poi il 4 la replica al Teatro Scaramuzza di Crotone. Mi auguro che ci siano anche altre date, soprattutto per le scuole, credo ci vorrà dicembre. L’idea è proprio quella di far scoprire alle nuove generazioni autori che non conoscono. Il mondo delle colonne sonore trascura il nostro suono italiano, che dovremmo riprendere e ricostruire. Forse le nuove generazioni dei compositori non esaltano al meglio il bel canto, la melodia, tipiche di questo particolare modo di scrivere musica”. Prosegue senza sosta l’impegno dell’Orchestra Sinfonica Brutia che proprio qualche mese fa dal palco ha salutato un importante traguardo, quello di essere stata scelta per eseguire la colonna sonora del film dedicato a San Giovanni Paolo II: “L’idea progettuale su Giovanni Paolo II ancora è in essere. Di fatto ancora non abbiamo registrato nulla. L’idea di continuare ad essere trasversali da un punto di vista della gestione dell’orchestra, che va dal jazz al pop, alla lirica, alla sinfonica, alle colonne sonore, è sicuramente ormai diventata un’operazione tangibile e riconoscibile della nostra compagine orchestrale”, racconta. Mani al volante. Qui non ci si ferma: “Abbiamo già il calendario, che presenteremo nelle prossime settimane e che quest’anno è anche molto ghiotto. Il 30 novembre uno dei più grandi violinisti del mondo, Boris Belkin, eseguirà un concerto di Max Bruch e lo Stabat Mater di Jenkins, anche questo mai eseguito in Italia. Spazio anche ai giovani talenti con i concerti di della violinista pugliese Maria Serena Salvemini e del cosentino Giancarlo Grande, che seguirà il secondo concerto di Rachmaninov per pianoforte e orchestra. Poi il concerto di Natale, che voglio dedicare a Riz Ortolani”. Poche parole. Eleganti, inconfondibili. Che non aspettavano altro che risuonare. Il senso della prima esecuzione assoluta di ‘Fratello sole, sorella luna’ ad opera dell’Orchestra Sinfonica Brutia sta in questo.
