L’archivio fotografico di Wojtyła sarà digitalizzato

L’iniziativa è stata pensata per i cinquant’anni dall’elezione al Soglio Pontificio del Papa polacco

Il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede ha avviato un progetto per digitalizzare l’archivio fotografico di san Giovanni Paolo II, costituito da milioni di immagini che raccontano, visivamente, quasi tre decenni di Pontificato. L’iniziativa è stata pensata in funzione della celebrazione per i cinquant’anni dall’elezione al Soglio pontificio di Wojtyła, che ricorrerà il 16 ottobre 2028, data a ridosso della quale il lavoro dovrebbe essere del tutto ultimato. L’idea rientra in un vasto programma lanciato nel 2023 dalla Direzione Tecnologica del Vaticano, sotto la guida dell’ing. Francesco Masci, allo scopo di accelerare la migrazione verso il mondo IT della Chiesa. Il Dicastero si gioverà, inoltre, della collaborazione di Francesco Sforza, fotografo professionista che, per 48 anni, ha messo a disposizione il suo talento per narrare, attraverso gli scatti, i magisteri petrini da Paolo VI a Leone XIV. Sarà coinvolto il laboratorio di restauro cinematografico “L’Immagine Ritrovata”, con sede a Bologna, e verrà sfruttata la tecnologia Bucap, che si occupa della digitalizzazione dei documenti analogici e della gestione elettronica dei flussi documentali. Questo progetto renderà accessibile al mondo intero un immenso patrimonio fotografico, che testimonia uno dei Pontificati più longevi nella recente storia della Chiesa. Esso mostrerà il governo, i viaggi e le visite pastorali del Papa polacco, che è stato un uomo moderno, attento alla comunicazione e alle immagini, capace di adattarsi al mutamento dei tempi e di adottare i più avanzati strumenti di informazione. Le prime foto di Wojtyła risalgono al 1977, quando venne allestito un rudimentale studio fotografico in due stanzette attigue, in base alle esigenze esposte da L’Osservatore Romano. Negli anni lo studio divenne un grande archivio che, ad oggi, consta di oltre 4,7 milioni di scatti. Il lavoro prevede l’acquisizione dei negativi, la selezione editoriale, la messa in sicurezza del materiale originale e l’eventuale restauro. Tutto mira alla conservazione e valorizzazione della memoria visiva di un passato, che parla al presente comunicandogli bellezza e fede.