Papa in Francia: p. Barly Kiweme (Mci Parigi), una città “in effervescenza” e una “atmosfera di festa”. Significativa la presenza italiana

“È difficile riassumere in poche parole” la prima giornata di Papa Leone XIV a Parigi. Già prima del suo arrivo, “la città respirava un clima diverso: quasi un’atmosfera di festa, da fine anno. Una Parigi in effervescenza, con strade chiuse, polizia ovunque, annunci nelle metropolitane per accompagnare concretamente la giornata. E, cosa forse ancora più significativa, si è parlato di religione praticamente ovunque, in una città e in un Paese che rivendicano fortemente la propria laicità”. Lo dice al Sir il rettore della Missione cattolica italiana di Parigi, p. Barly Kiweme. Dall’aeroporto all’Élysée, dalla Nunziatura all’Unesco, fino a Notre-Dame e allo Stade de France, con circa 80mila giovani, il Papa ha “incontrato una Francia molto diversa e profondamente plurale”. Kiweme sottolinea la numerosa presenza dei catecumeni e, a Saint-Denis, la comunione con i giovani. Tra i messaggi del Papa evidenzia il discorso all’Élysée: Leone XIV ha ricordato le radici cristiane della Francia e ha invitato alla “coerenza umana nella difesa della vita e dei poveri, scegliendo sempre la via del dialogo e della diplomazia per risolvere i conflitti”. All’Unesco ha insistito sull’importanza dell’educazione, mentre a Notre-Dame e allo Stade de France “ha più volte ripetuto con loro: ‘Pour nous, vivre, c’est le Christ’”. Kiweme segnala anche la numerosa presenza degli italiani e dei volontari: “È forse questa l’immagine più bella della prima giornata”, conclude.