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Cristiana Pedersoli racconta suo padre Bud Spencer
Abbiamo incontrato la figlia del grande attore al Museo del Presente
“Una persona gioiosa, un uomo speciale con tantissime doti. È riuscito a realizzare tutti i suoi sogni, è diventato pi lota, ha fatto tantissimi lavori: bibliotecario, sportivo, cantante. Ha fatto tutto quello che gli veniva in mente di fare, poi alla base forse aveva capito il sen so della vita, e cioè che la vita non ha senso e che va presa di giorno in giorno, affrontata nel bene e nel male, trasformando in positivo anche le cose negative”. Una testimonianza a cuore aperto. Cristiana Pedersoli racconta così suo pa dre Carlo, conosciuto da tutti come Bud Spencer. L’occasione è la presentazione del suo libro ‘Bud, un gigante per papà’, evento che si inserisce all’interno dell’inaugurazione del progetto artistico ‘Geni comuni’. L’edizione di quest’anno ha al suo interno una sezione espositiva dedicata alle opere pittoriche e scultoree di Cristiana Pedersoli. L’esposizione “BUD SPENCER – Oltre l’icona” su pera la celebrazione del personaggio cinematografico per offrire un viaggio intimo nella vita dell’uomo e dell’atleta, attraverso una selezione di foto grafie, cimeli e materiali di set. Una chiacchierata con Cristiana Pedersoli.
Ha messo nero su bianco i sentimenti per suo padre. Quando è nata l’idea di scrivere il libro?
È nata un po’ dopo la sua scomparsa. Avevo bisogno di rimettere insieme tutti i nostri ricordi e i momenti passati insieme.
Icona del cinema, ma anche uomo di sport e scrittore. Suo padre è stato un uomo dalle mille vite. Le ha trasmesso questa passione?
Forse qualcosa riguardante l’arte, sicuramente. Purtroppo per il resto no, sono così poliedrica come è stato lui.
Ha mai pensato all’ingresso nel mondo del cinema?
No, ho fatto solo qualche piccola comparsata, ma mio padre era abbastanza geloso, non me lo faceva fare.

Oggi la presentazione del libro, ma anche l’inaugurazione di una mostra, segno che nessuno ha dimenticato suo padre. Che effetto le fa questo affetto?
È incredibile perché non c’è solo il ricordo, c’è un amo re che continua. Nonostante papà non ci sia più è sempre molto vivo, è sempre più vivo.
Una coppia vincente insieme a Terence Hill. Che ricordi ha? Ha mantenuto i contatti con l’attore?
Sì, ci sentiamo e ci vediamo ogni tanto a degli eventi. Ci sentiamo telefonicamente. Lui amava sempre venire a man giare gli spaghetti fatti da mia madre. Speriamo che presto ritorni a farlo come ci ha pro messo.
Icona dello spaghetti western, ha fatto ridere intere generazioni grazie ad un cinema che non è mai caduto nel volgare
Sì, devo dire che sono stati considerati dei film commerciali, però invece dietro avevano dei grandi professionisti, dei grandi registi, dei grandi sceneggiatori, dei grandi produttori che comunque hanno sempre mantenuto vivi dei valori, dei principi che ci sono in ogni film.
C’è qualcosa che avrebbe voluto dire a suo padre?
Gli ho detto praticamente tutto nell’ultimo periodo. Adesso posso solo dirgli che mi manca.
Vuole condividere con noi un aneddoto, anche personale?
Aveva questa filosofia del dare il giusto senso delle cose. Lui aveva capito il senso della vita, cioè che la vita non ha senso e che bisogna prenderla con tutto ciò che c’è di buono e di cattivo e di trasformare in positivo anche ciò che è negativo.
