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Marcinelle: Mcl, al centro sicurezza e dignità del lavoro
Il disastro del Bois du Cazier “segnò uno spartiacque, determinando la sospensione dell’emigrazione assistita verso il Belgio e rappresentando, oggi come allora, il simbolo del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, evidenzia in una nota il Movimento Cristiano Lavoratori sottolineando che nel 70mo anniversario, il Parlamento europeo ha avviato il percorso per riconoscere la stessa data come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro. Mcl prenderà parte alle celebrazioni di Charleroi per riaffermare “un principio condiviso: fare della sicurezza sul lavoro un principio irrinunciabile, della dignità di ogni lavoratore il fondamento di una società davvero giusta e solidale e costruire una cultura della prevenzione, della responsabilità condivisa e della legalità, nella quale istituzioni, imprese e parti sociali collaborino affinché i diritti non rappresentino mai conquiste definitive, ma vengano difesi e sempre rinnovati di fronte alle nuove sfide ed emergenze del nostro tempo”. La memoria di Marcinelle “non appartiene solo al passato, ma richiama ancora oggi l’impegno a garantire sicurezza, dignità e tutela a ogni lavoratore e lavoratrice”, afferma Alfonso Luzzi, Presidente di Mcl che interverrà alla due giorni di celebrazione in Belgio: “la lezione che dovremmo ricordare e che continua a interrogare il nostro presente è che, pur con la speranza di garantire un futuro migliore alle proprie famiglie, il lavoro non deve mai trasformarsi in una condanna né nella scelta tra il pane e la vita”. In quanto abruzzese e nipote di un lavoratore che perse la vita in miniera, prendere parte alle commemorazioni “riveste un significato profondamente personale. Consapevole del peso che la miniera ha avuto nella storia della mia terra, del valore della memoria e del dovere di trasformarla in responsabilità”, a nome dell’intero Mcl “ritengo che la tutela della dignità del lavoro sia inseparabile dalla tutela della persona. Non esiste lavoro dignitoso se non è un lavoro sicuro. Ogni ambiente di lavoro deve mettere al centro la vita umana, perché nessuna esigenza produttiva, nessun profitto e nessuna emergenza economica possono giustificare il sacrificio della sicurezza”.
