I tesori nascosti della Galleria Borghese alla Nazionale di Cosenza

Opere di Tiziano, Dosso Dossi, Palma il Vecchio che raramente escono dai depositi della Galleria Borghese di Roma saranno esposte in autunno alla Galleria Nazionale di Cosenza, a Palazzo Arnone. È la seconda tappa di Tesori nascosti della Galleria Borghese, il progetto espositivo itinerante promosso dalla Galleria Borghese in collaborazione con la Fondazione Roma. La mostra è in corso al Museo MUST di Lecce, dove resterà fino al 18 ottobre. Poi, dal 7 novembre al 31 gennaio 2027, sarà alla Galleria nazionale di Cosenza. Per Galleria Borghese si tratta di valorizzare il patrimonio artistico nazionale e promuovere un modello di museo diffuso, che crei nuove connessioni tra le grandi istituzioni culturali e i territori. Curata da Lucia Calzona, Maria Giovanna Sarti ed Emanuela Settimi della Galleria Borghese, la mostra è un itinerario dedicato all’arte italiana tra Rinascimento e Barocco attraverso oltre trenta opere provenienti in gran parte dai depositi del museo e, proprio per questo, raramente visibili al pubblico. A queste saranno affiancati alcuni capolavori eccezionalmente concessi in prestito dalle sale espositive, tra cui i due celebri autoritrattiin età giovanile e in età matura, dipinti da Gian Lorenzo Bernini, presentati per la prima volta insieme al di fuori della Galleria Borghese. Ne nasce un dialogo inedito tra visibile e invisibile, tra ciò che abitualmente è esposto e ciò che resta custodito dietro le quinte del museo. L’esposizione offre così una nuova prospettiva sulla ricchezza e sulla complessità della collezione, raccontando non solo i suoi capolavori più celebri, ma anche il fondamentale lavoro di tutela, ricerca e conservazione che rende possibile la trasmissione di questo straordinario patrimonio alle generazioni future. Un patrimonio artistico di inestimabile valore diventa uno strumento di partecipazione, inclusione e crescita collettiva, e democratizza la bellezza, perché apre alla possibilità di conoscenza di capolavori raramente visibili. Trenta opere da quel “teatro della meraviglia” concepito dal cardinale Scipione Borghese — tra i primi mecenati di Gian Lorenzo Bernini e sostenitore di Caravaggio —, nato per soddisfare una personale ossessione estetica di cui, quattro secoli dopo, il mondo può ancora stupirsi.

La realizzazione della mostra è resa possibile anche grazie al contributo in Art bonus di Intesa Sanpaolo.

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