Lotta alla violenza di genere nel cortometraggio “Zobeide” di Gatto

La regista cosentina si è ispirata ad un racconto di Italo Calvino tratto da “Le città invisibili”

Il cortometraggio “Zobeide” della cosentina Luciangela Gatto ha ricevuto, recentemente, la Menzione Speciale al XIX Tulipani di Seta Nera, un festival di cinematografia sociale promosso da Università Cerca Lavoro, in collaborazione con Rai Cinema Channel, Rai per la Sostenibilità Esg e Rai Pubblica Utilità. Nata nella città bruzia nel 1955 da genitori messinesi, Luciangela ha firmato la regia di diversi video destinati alla didattica e alla formazione. Nel suo ultimo lavoro affronta il delicato tema della violenza di genere, dell’assoggettamento, della discriminazione e dell’oppressione, da parte dell’ordine simbolico patriarcale. La storia parla della ventenne Zobeide, che cammina nella notte con la paura di essere seguita da qualcuno. La ragazza trascorre le ore in compagnia dei suoi amici, fino a quei 20 secondi in cui prende coscienza della violenza culturale che, purtroppo, regola i rapporti tra il mondo maschile e quello femminile. Sembra che il sogno maschile debba avversarsi, mentre le donne continuano ad essere preda di istinti brutali. Il canto della voce narrante esprime i pensieri dei personaggi della storia, mentre l’azione visualizzata sulla schermo traghetta l’intera narrazione. Il corto è ispirato al racconto breve “Le città e il desiderio” di Italo Calvino, che è parte dell’opera “Le città invisibili” (1972). Tra le città descritte dall’esploratore Marco Polo a Kublai Khan c’è, tra le altre, proprio Zobeide, rappresentata come “città bianca, ben esposta alla luna, con vie che girano su sé stesse come in un gomitolo”. Nel racconto calviniano gli uomini, di diverse nazionalità, sognano una donna con i capelli lunghi che corre nuda di notte per la città sconosciuta. La inseguono ma nessuno riesce ad afferrarla. Al risveglio dal sogno vanno in cerca della suddetta città ma non la trovano, quindi decidono di costruirla identica alla loro visione. Vengono disposte le strade e indicati i percorsi, lungo i quali ognuno ha immaginato di vedere la ragazza. Nessuno degli uomini, tuttavia, riesce a trovare la giovane e a ripetere, nella realtà, quanto vissuto nel mondo onirico. Il corto è un grido a combattere il male della violenza di genere e a creare ponti per il futuro, capaci di sfidare le rigide norme sociali e culturali attraverso il coraggio, la presenza, la voce, l’istruzione. Bisogna trovare nuovi modi e metodi per affermare il diritto di tutti e di tutte all’esistenza e alla libertà. Tra i protagonisti del filmato ci sono Alice Albano, Gabriele Darrigo, Idriss Coulibaly e Francesco De Gregorio.