Chiesa
Leone XIV ai trafficanti di migranti, “fermatevi, convertitevi”
A Tenerife il forte messaggio del Pontefice in occasione dell’incontro con le realtà di integrazione. “Una Chiesa che accoglie è una Chiesa che annuncia, offrendo Cristo senza imporlo”
“Fermatevi! Convertitevi!”. È la “parola chiara” e il forte appello pronunciato da Leone XIV, durante l’incontro con le realtà di integrazione, nella Plaza de Cristo di San Cristobal de La Laguna, a Tenerife, e rivolto “a coloro che approfittano della disperazione; a coloro che organizzano percorsi di morte, trafficano in esseri umani, trattengono i documenti, sfruttano i lavoratori, minacciano le donne, ingannano le famiglie e trasformano la sofferenza altrui in un affare”. “Le lacrime e il sangue di questi fratelli gridano a Dio e le loro sofferenze giungono fino a lui”, ha tuonato Leone XIV: “Il denaro strappato alla vulnerabilità dei poveri non darà pace, né onore, né futuro. Per ogni vita perduta, ogni famiglia ingannata, ogni corpo sottomesso, ogni donna minacciata, ogni lavoratore sfruttato, dovrete comparire davanti alla giustizia divina. Spezzate quelle catene e liberate coloro che tenete sotto il vostro dominio. Restituite ciò che avete sottratto e riparate quanto potete. Ritornate finché c’è ancora tempo, perché la misericordia di Dio può raggiungere anche il peccatore più incallito, ma entra solo attraverso la porta stretta della verità, della giustizia e della conversione”. “L’ultima parola non può averla la paura, né l’indifferenza, né la violenza di chi specula sulla vita umana”, ha concluso il Papa: “L’ultima parola spetta a Cristo, che si identifica con lo straniero, tocca le ferite dell’umanità e ci chiama a riconoscerlo in ogni fratello che ha bisogno di essere accolto, protetto, valorizzato e integrato”.
“La solidarietà nasce dal riconoscimento della dignità umana e va oltre ogni concessione riduttiva o semplice atto di filantropia”, ha ribadito il Papa all’inizio dell’incontro, descrivendo la solidarietà come un processo: “L’accoglienza apre la porta; l’integrazione aiuta a varcare la soglia. L’assistenza mette un balsamo sulla ferita e l’integrazione ricostruisce il futuro”. “Integrare non significa cancellare la storia di chi arriva né esigere che lasci alle spalle tutto ciò che fa parte della sua memoria”, ha precisato Leone XIV: “Non significa nemmeno creare mondi paralleli, chiusi gli uni agli altri, dove le persone convivono senza incontrarsi realmente. Integrare è un cammino reciproco: chi arriva impara ad abitare una terra nuova, e chi accoglie impara ad allargare la propria casa senza diluire la propria identità né chiudere il cuore all’incontro”.
“Aprirvi con fiducia alla comunità che vi accoglie, imparare la sua lingua, rispettare le sue leggi, conoscere i suoi costumi, partecipare alla vita comune e offrire con gratitudine i vostri doni”, la consegna del Papa ai migranti.
Leone XIV ha ulteriormente evidenziato che “una coscienza umana, e ancor più una coscienza cristiana, non può rimanere indifferente di fronte alle vittime dei naufragi e alla mancanza di soccorso, di fronte ai cimiteri del mare”.
Il messaggio del pontefice ha al centro Gesù Cristo. “Chi arriva nelle nostre parrocchie ha bisogno di pane, di un tetto, di una lingua, di lavoro e di protezione, e deve anche trovare una comunità capace di offrire, con la testimonianza della vita e della parola, percorsi per conoscere Gesù Cristo, rispettando sempre la coscienza e la libertà di ogni persona”, l’indicazione di rotta di Leone XIV: “Evangelizzare significa condividere con rispetto e umiltà il tesoro che sostiene la nostra azione e la nostra speranza. Una Chiesa che accoglie è anche una Chiesa che annuncia, offrendo Cristo senza imporlo e che, allo stesso tempo, riceve il Vangelo dalle mani dei poveri”.
