Cultura
A S. Giovanni in Fiore l’antica tradizione tessile di Caruso
I simboli della teologia gioachimita rivivono su oggetti quotidiani come gilet, scarpe e sneakers
C’è una bottega a San Giovanni in Fiore in cui arte, linguaggi, cultura, passato e presente si intrecciano fra loro, dando luogo a creazioni tessili di notevole prestigio, contraddistinte da accese cromie e da immagini raffinate. Stiamo parlando di “Caruso Tessiture Artistiche & Scuola Tappeti” di Domenico Caruso, nativo della cittadina silana, proveniente da una famiglia esperta nel business della tessitura di stoffe, e nella produzione di disegni e di arazzi. Ultimati gli studi d’arte, Domenico ha preso in mano l’eredità familiare, diventando direttore artistico della “Scuola Tappeti” di San Giovanni in Fiore, nonché insegnante di tessitura e di decorazioni. Nel suo laboratorio spiccano drappi unici realizzati con materiali diversi (lana, lino, cotone, ginestra e fibre metalliche preziose) e con stili variegati, insieme ad articoli antichi danneggiati, in via di restauro o restaurati, stoffe in filo d’oro, sia per la trama che per l’ordito, oltre a meravigliosi arazzi e tappeti. Il maestro conosce molto bene l’antica usanza legata alla produzione di coperte e di indumenti, che ha reso San Giovanni in Fiore un punto di riferimento principale nel business sartoriale. La storia insegna che l’abbazia florense fu, in passato, un luogo di rifugio per tante persone in fuga da Crotone e da Cosenza, dedita alla coltivazione della terra, all’allevamento degli animali e alla tessitura di stoffe, per la protezione dalle rigide temperature della montagna silana. La fabbricazione dei panni fu, col tempo, influenzata anche dagli stili portati in Calabria da altre culture come quelle greca, araba, spagnola, francese e armena. Forte di questa consuetudine ancestrale, Caruso ha realizzato, tra le altre opere, anche degli arazzi ispirati alla vicenda dell’abate Gioacchino, a cui è particolarmente legato. Alcuni arazzi di seta, prodotti a mano in occasione del Giubileo del 2000, mostrano le tavole del Liber Figurarum (Albero dell’Umanità), il codice miniato che rappresenta la più rilevante raccolta di teologia figurale e simbolica fatta dall’abate florense, in cui vengono introdotte la teologia trinitaria della storia e l’esegesi concordistica della Bibbia. Ogni tavola ha richiesto un tempo di lavoro pari ad anno. Uno degli arazzi raffigurante i “Cerchi trinitari” fu donato nel 2003 dall’artista all’allora Pontefice Giovanni Paolo II, il quale benedisse il suo mestiere. Nell’Agosto del 2001 è stata la volta della tavola rappresentante l’Aquila Gigliata (Antico Testamento), e a luglio dell’anno successivo è stata ultimata la terza tavola con l’Aquila Gigliata (Nuovo testamento). Il maestro ha perfino raffigurato sui suoi teli personaggi moderni, come Marilyn Monroe e Mina. Nel 2024 Domenico è stato insignito del “Premio Internazionale Città di Gioacchino da Fiore”, per la qualità del suo lavoro di tappezziere che tramanda la storia gioachimita, mescolando arte e tessitura. L’antica tradizione artigianale florense prosegue oggi, con la produzione di gilet e sneakers, ispirati alle tavole del Liber Figurarum. Ciò a dimostrazione del fatto che i simboli del filosofo medievale ora si possono anche vestire e penetrano nella realtà contemporanea, lasciando impresso il loro segno distintivo nella società dei consumi, facendo sopravvivere il passato nel e con il presente.
