Cultura
Nasce “Preserving Assisi”, il gemello digitale della Basilica francescana
Scopo del progetto è produrre una memoria elettronica dell’architettura e delle pitture, che supporti la conservazione del sito religioso
A 800 anni dalla morte di san Francesco, la Basilica di Assisi rivive in forma digitale grazie alla realizzazione di una piattaforma tecnologica, presentata qualche settimana fa a Roma, che riproduce un gemello, completo e accurato, del famoso edificio di culto. L’iniziativa è stata curata da Haltadefinizione, tech company di Gruppo Panini Cultura, in collaborazione con la Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco dei Frati Conventuali e con l’Università degli Studi di Firenze. È stata patrocinata, inoltre, dal Comitato Nazionale per le celebrazioni di San Francesco e dalla Regione Umbria. Il progetto è frutto dell’integrazione tra fotografie gigapixel ad altissima risoluzione, rilievi tridimensionali, nuvole di punti, metadati per i virtual tour immersivi, raccolte di testi e un archivio digitale. Consente a tutti di esplorare online, gratuitamente, tutte le superfici della Basilica in 3D e in gigapixel, di ammirare le sue storiche architetture e i suoi beni culturali, e di osservare dettagli non visibili ad occhio umano. Lo scopo è rende disponibile nel tempo un patrimonio documentale ricco e affidabile, che mostri le bellezze e la storia di uno dei luoghi di culto principali della cristianità, parte del sito UNESCO di Assisi, un fondamentale punto di riferimento dell’arte medievale, nonché il cuore pulsante della spiritualità francescana. La digitalizzazione integrale della Basilica di Assisi è stata una scelta necessaria e obbligatoria, allo scopo di garantire la custodia dei dati elettronici che ricostruiscono la Chiesa, con i suoi meravigliosi ma fragili dipinti medioevali, tra cui quelli curati da Giotto, che hanno rischiato il deterioramento in seguito al terremoto del 1997. “Preserving Assisi” porta avanti la stessa logica adottata, tanti anni fa, da Franco Cosimo Panini Editore (Gruppo Panini Cultura) che avviò tempestivamente, subito dopo il sisma, una campagna fotografica, rendendo disponibile una ricca documentazione, a partire dalla quale furono realizzati gli interventi di restauro, architettonico e artistico. La nuova piattaforma è un sistema di conservazione preventiva strutturata, che supporta, inevitabilmente, il monitoraggio e la manutenzione dell’infrastruttura fisica della Basilica. La memoria digitale dell’edificio di culto assisiate è qualcosa destinata a crescere nel tempo, senza mai fermarsi. Alle acquisizioni in gigapixel di migliaia di foto della Chiesa superiore e inferiore (incluse aree come le cappelle di San Martino, Santa Maria Maddalena e San Nicola, il transetto e la volta del presbiterio), seguiranno ulteriori campagne di digitalizzazione nel 2027, finalizzate ad integrare altri dati e modelli 3D di altri luoghi e di opere d’arte. Tra i risultati più significativi c’è l’acquisizione dell’immagine in gigapixel della “Crocifissione” di Lorenzetti nel transetto meridionale, realizzata a luglio 2026, contenente quasi 8 miliardi di pixel. Si tratta di una delle foto più grandi, realizzate finora nell’ambito del progetto. Con “Preserving Assisi” si avvia “un vero processo di democratizzazione della fruizione di questi beni o, per dirlo in termini più francescani, un cammino di condivisione fraterna sul piano culturale”, ha riferito fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento.
