Presentato al Seminario eparchiale il volume di Achiropita Tina Morello sul Codex Purpureus

Domenica 18 ottobre, al Seminario eparchiale di Cosenza, è stato presentato il volume “Codex Purpureus Rossanensis. La sua datazione”, di Achiropita Tina Morello, vicedirettrice della Biblioteca diocesana di Rossano – Cariati.

L’incontro è stato voluto e organizzato da papas Pietro Lanza, parroco della parrocchia Santissimo Salvatore di Cosenza, che per l’occasione ha coinvolto illustri personalità accademiche, per offrire un approfondimento e un dibattito sul tema.

Il libro di Morello, con la prefazione di mons. Giuseppe Satriano (arcivescovo emerito di Rossano – Cariati) è il frutto di una approfondita ricerca, attraverso le note miniature dell’antico Evangeliario, per rendere un’ipotesi di datazione. L’autrice ha scavato tra le fonti, in maniera interdisciplinare, offrendo un’analisi storica, e analizzando la numismatica. Le miniature e le monete sono state decisive per i fini della ricerca. All’iniziativa hanno presenziato gli insegnanti di religione dell’eparchia di Lungro.

L’incontro, moderato da Fabio Mandato, ha visto l’intervento di Loredana Giannicola, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, che ha offerto agli astanti tre stimoli. Il primo, l’importanza della memoria, la quale “si ricostruisce e si genera nelle relazioni sociali”. “La scuola è dentro il territorio, la Calabria è ricca di storia e di cultura da riconoscere”. In seconda istanza Giannicola ha richiamato il tema della bellezza, così evidente nel Codex Purpureus. “La bellezza non si costruisce per caso, ma attraverso l’educazione estetica che passa per la conoscenza delle diverse discipline”. La direttrice ha ricordato che “il docente fa mediazione educativa”. Come terzo riferimento, Loredana Giannicola ha sottolineato la “contaminazione tra culture”, affermando che “il Codex è frutto di una serie di contaminazioni”.

La presentazione della ricerca di Achiropita Tina Morello rientra nelle attività culturali e di incontro proposte da papàs Lanza, e che valorizzano personalità e opere del territorio. Nel salone del Seminario, peraltro, sono visitabili le opere del maestro Vincenzo Squillacioti, peraltro presente.

Sulla ricerca di Morello si sono intestate tutta una serie di approfondimenti, sia pure in breve, che hanno alimentato la riflessione sulla storia, la cultura e la religiosità della Calabria. Sono stati gli interventi dei docenti Antonio Gattabrìa (uso liturgico del Codex), Maria Intrieri (la Calabria magnogreca), Attilio Vaccaro (i codici miniati d’Albania), Cristina Torre (la Calabria bizantina), Enzo Bova (cosa dice il Codex oggi) e Maria Francesca Solano (San Nilo da Rossano a San Demetrio Corone). Il pomeriggio è stato arricchito da esibizioni musicali in arbereshe.