Cop 31: 81 organizzazioni cristiane chiedono all’Ue una leadership sul clima in vista della Conferenza di Antalya, in Turchia

“Accelerare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili” e “dare l’esempio nella protezione dei più vulnerabili e della nostra Casa Comune”. È quanto chiede una coalizione di 81 organizzazioni cristiane ai leader dell’Unione europea in un appello congiunto lanciato in vista della Cop31 di Antalya, in Turchia, a seguito delle violente ondate di calore e degli incendi che hanno causato decine di migliaia di vittime e lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone in tutta Europa.
Nella lettera indirizzata a presidente e vicepresidente della Commissione Ue, al Commissario per il clima e alla delegazione del Parlamento europeo alla Cop31, la coalizione richiama l’avvertimento lanciato da Papa Leone XIV prima della Cop30: “Il creato grida attraverso inondazioni, siccità, tempeste e un caldo implacabile… Una persona su tre vive in condizioni di grande vulnerabilità a causa di questi cambiamenti climatici. Per loro, il cambiamento climatico non è una minaccia lontana, ignorare queste persone significa negare la nostra comune umanità”.
Promosso dagli otto membri della European Laudato si’ Alliance – tra cui Laudato si’ Movement, Cidse, Caritas Europa, Jesc e Pax Christi International — l’appello è sostenuto da decine di organizzazioni cristiane aderenti alla campagna “Europa, sii fedele alla nostra Casa comune” (Europe Be Faithful for Our Common Home); fra loro anche diverse Province gesuite, Agesci e Acli.
Per ottenere progressi concreti alla Cop31, la coalizione esorta l’Ue a farsi promotrice di priorità fondamentali: una tabella di marcia vincolante per l’abbandono dei combustibili fossili chiara e vincolante – che preveda l’eliminazione del carbone entro il 2030, del gas entro il 2035 e del petrolio entro il 2040 – ponendo al contempo fine ai sussidi per i combustibili fossili e bloccando il rilascio di nuove autorizzazioni per l’esplorazione; ridurre la domanda energetica complessiva anziché alimentare consumi insostenibili; introdurre un solido “Meccanismo per una transizione giusta” e dare priorità ai finanziamenti per una transizione socialmente giusta nel prossimo bilancio dell’Ue; triplicare i finanziamenti per l’adattamento climatico entro il 2035 e rifinanziare urgentemente il Fondo per le Perdite e i danni.