Diocesi
Azione Cattolica diocesana. Tana libera tutti, educatori che si lasciano trovare dalla Parola
Ci sono nascondigli comodi, nei quali anche il servizio rischia talvolta di rifugiarsi: un ruolo da ricoprire, un compito da svolgere, qualcosa da fare. “Tana libera tutti” è stato invece l’invito a uscire allo scoperto, lasciandosi coinvolgere con tutta la propria umanità.
È questo il filo che ha attraversato il weekend per educatori e responsabili dell’Azione Cattolica di Cosenza-Bisignano, curato dal Laboratorio diocesano per la formazione e vissuto il 19 e 20 settembre alla Colonia San Benedetto di Cetraro. Circa ottanta partecipanti, provenienti da quindici associazioni parrocchiali, hanno condiviso due giorni di formazione, preghiera e fraternità.
A “stanare” ciascuno è stata anzitutto la Parola. La vicenda di Anania e Saffira, narrata nel quinto capitolo degli Atti degli Apostoli, ha tracciato l’orizzonte spirituale del weekend, trovando nel momento di preghiera al tramonto sul mare uno dei suoi passaggi più intensi.
La tavola rotonda della domenica, con Martina Sardo, consigliera nazionale del Settore Giovani, e Claudia D’Angelo, vice responsabile nazionale dell’ACR, ha intrecciato la dimensione personale e comunitaria del servizio. Essere educatori non significa semplicemente “avere un ruolo”, ma lasciarsi chiamare, affidarsi gratuitamente, mettere la propria vita dentro una relazione con Gesù che diventa dono per gli altri.
Tra incontri, sorrisi e relazioni nate o ritrovate, Cetraro è diventata così anche il punto da cui ripartire insieme. Un primo passo condiviso nel cammino assembleare che nei prossimi mesi coinvolgerà tutte le associazioni parrocchiali: tempo di verifica, discernimento e nuovi obiettivi per il prossimo triennio. Perché, quando la Parola ci trova e ci chiama per nome, nessuno può continuare a giocare a nascondersi.
