Cosenza ha aderito a ‘Viva!Una vita nelle tue mani’

L’evento, ospitato in piazza dei Bruti, è pensato per diffondere la cultura del trattamento dell’arresto cardiocircolatorio

Valutare la sicurezza del posto, stimolare verbalmente la persona e scuoterla delicatamente. Se incosciente chiamare il 112; contestualmente accertare che ci siano movimenti toracici, ascoltare i rumori respiratori e avvicinarsi per sentire sulla guancia l’aria respirata. Se non si rileva alcuno di questi segni, la persona è in arresto cardiocircolatorio, occorre iniziare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare. Ogni anno nel nostro Paese si registrano migliaia di arresti cardiaci, “in quei momenti il cuore per motivi svariati smette di battere come dovrebbe, il paziente avverte un malore e quindi va in fibrillazione ventricolare. Di fronte ad un arresto cardiaco è importante attivare immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare, perché questo può fare la differenza fra la vita e la morte. Ormai è dimostrato che anche i cittadini, se eseguono in maniera corretta le manovre di rianimazione cardiopolmonare, possono salvare una vita”. A spiegarlo a PdV è il professore Andrea Bruni, direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza dell’ospedale Annunziata di Cosenza. Cosenza mercoledì ha ospitato “VIVA!Una vita nelle tue mani”, l’iniziativa dedicata alla rianimazione cardiopolmonare e pensata per diffondere la cultura del trattamento dell’arresto cardiocircolatorio. L’obiettivo è sensibilizzare e insegnare ai cittadini a svolgere correttamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare e ad utilizzare in modo corretto il defibrillatore automatico, un dispositivo ormai presente all’interno delle scuole, delle palestre, delle farmacie e nelle piazze, che consente di salvare una vita quando c’è un arresto cardiocircolatorio. Il fattore tempo è fondamentale: “Se non si interviene nei primissimi minuti, il cuore smette di battere, quindi se non arriva più ossigeno al cervello, il cervello muore, perché senza ossigeno non riesce a sopravvivere. È importante che le manovre di rianimazione vengano svolte nel più breve tempo possibile. Molti studi dimostrano come un massaggio cardiaco effettuato subito, anche da personale non sanitario, possa effettivamente salvare una vita”, ha spiegato. Una persona che si accascia, smette di respirare e non risponde più agli stimoli, questi i ‘campanelli d’allarme’ che ci fanno capire di trovarci di fronte ad un arresto cardiaco: “Oggi ai ragazzi delle scuole spiegheremo i segnali che ci consentono di identificare un potenziale arresto cardiocircolatorio, segnali che devono spingerci ad attivare immediatamente i soccorsi e a iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare”, ha concluso Bruni. Il primo anello della catena della sopravvivenza sono proprio i cittadini, i primi protagonisti sono stati gli studenti del Convitto Nazionale ‘Bernardino Telesio’ che in Piazza dei Bruti hanno partecipato attivamente alla sessione pratica sul campo per appendere la tecnica del massaggio cardiaco, l’uso del defibrillatore e il modo in cui gestire il primo soccorso.