Chiese di Calabria
Vescovi Calabria: “vicinanza” ai lavoratori che stanno manifestando, “nessuno dovrebbe essere lasciato solo davanti alla paura di perdere il proprio lavoro”
“Nessuno dovrebbe essere lasciato solo davanti alla paura di perdere il proprio lavoro, la propria attività o la possibilità di garantire serenità alla propria famiglia. È questa la responsabilità che oggi ci interpella tutti: custodire il lavoro significa custodire la persona, la dignità, la coesione delle comunità e la possibilità di costruire futuro”. È quanto scrivono oggi i vescovi della Calabria, in un messaggio diffuso insieme alla Commissione regionale per i Problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale calabra, per esprimere “vicinanza alle lavoratrici, ai lavoratori, agli imprenditori e alle famiglie che stanno affrontando una fase di particolare difficoltà”. Da giorni le proteste attraversano la Calabria, con presìdi e mobilitazioni che coinvolgono agricoltori, allevatori, autotrasportatori, pescatori, forestali e operatori di altri comparti produttivi. Le mobilitazioni esprimono difficoltà generate dall’aumento dei costi di carburanti, energia e materie prime, insieme ad altre problematiche che interessano i diversi settori. Le iniziative hanno interessato numerosi territori della Regione: dal Cosentino e dalla Sibaritide al Crotonese, dal Catanzarese e dal Lametino al Vibonese, fino alla Piana di Gioia Tauro e a Rosarno, nel Reggino.
“L’aumento dei costi, la difficoltà di programmare il futuro delle attività, l’incertezza sul lavoro e sul reddito incidono direttamente sulla vita delle persone e delle famiglie. Dietro ogni impresa che fatica, ogni attività che rischia di fermarsi, ogni lavoratore che guarda con preoccupazione ai mesi che verranno, vi sono storie, responsabilità, investimenti, sacrifici e comunità che rischiano di diventare più fragili”, scrivono i vescovi. Secondo quanto afferma il Magistero sociale della Chiesa “il lavoro non è una semplice variabile economica: riguarda la dignità della persona, la possibilità di sostenere una famiglia, progettare il futuro e partecipare pienamente alla vita della comunità”. Per questo i vescovi fanno appello alle istituzioni, a ogni livello, perché “continuino e accelerino la ricerca di risposte efficaci, capaci di raggiungere concretamente chi sta sostenendo il peso maggiore di questa fase. La complessità dei problemi richiede ascolto, confronto e rapidità, ma anche la capacità di costruire soluzioni che non si limitino all’emergenza e sappiano restituire prospettiva e fiducia”. La Chiesa calabrese offre pertanto “il proprio contributo attraverso la disponibilità all’ascolto, la vicinanza alle persone e la promozione di spazi di confronto nei quali istituzioni, rappresentanze del mondo del lavoro e della produzione, comunità e territori possano cercare insieme proposte e percorsi possibili”.
