Memorie audiovisive sul Poverello

Il programma “Vedere Francesco” mira alla creazione di un atlante digitale, composto da documenti di varia natura

Vedere Francesco. Il santo di Assisi e i media audiovisivi è un percorso triennale, che mappa e unisce un patrimonio di centinaia di fonti audiovisive e sonore dedicate al Patrono d’Italia. È promosso dalla Fondazione MAC (Memorie Audiovisive del Cattolicesimo), con il sostegno dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e dell’Università degli Studi di Perugia. Il progetto, che parte ad ottobre e durerà fino al 2029, è frutto di un lavoro interdisciplinare che incrocia cinema muto, televisione, fotografia, radio e digitale, il cui scopo è quello di narrare come le varie epoche hanno, di volta in volta, recepito l’immagine e la spiritualità dell’alter Christus, contribuendo a trasmetterne la rilevanza storica e teologica, tramite i disegni e i prodotti mediali da esse stesse creati e diffusi. Si tratta di un ecosistema che punta a colmare tanti vuoti conoscitivi, proponendo una ricostruzione scientifica e unitaria di qualità e un racconto veritiero e autorevole sul Poverello. È un tentativo ben ragionato e meditato di preservare quel concetto di “tradizione” che, nelle parole del teologo Henri de Lubac, non è una ripetizione del passato ma una “sorgente viva” in continuo sviluppo, che ha la sua origine nelle Sacre Scritture e nei Padri della Chiesa, esempi eccelsi di dottrina cattolica. Con “Vedere Francesco” svariate fonti della storia francescana saranno assemblate e il materiale prodotto confluirà in un “Atlante digitale”, che sarà reso disponibile ai ricercatori e a tutti gli interessati. Quest’Atlante sarà parte della biblioteca digitale del MAC e si presenterà come un vero e proprio ambiente online, nel quale contributi visivi, sonori, radiotelevisivi, elettronici, fotografici, musicali e teatrali saranno connessi fra loro, e di ognuno sarà indicata l’origine e l’autorialità. “L’Atlante metterà in relazione materiali custoditi in luoghi differenti senza accentrare i patrimoni. Costruirà una mappa condivisa della conoscenza, dalla quale potranno nascere nuove ricerche, nuovi racconti audiovisivi e nuove occasioni di valorizzazione“, ha riferito alla presentazione del progetto, tenutasi all’Isola di San Lorenzo a Perugia poco tempo fa, Gianluca Della Maggiore, docente all’Uninettuno e direttore del Centro internazionale di ricerca CAST, ideatore di “Vedere Francesco”. Collegare le fonti e gli archivi fra loro vuol dire approfondire la storia religiosa, mediante un lavoro di ricerca permanente che consentirà a storici, ad archivisti e ad esperti di digital humanities e di tecniche audiovisive di dialogare e confrontarsi. Saranno anche curati e divulgati dieci web-doc, una pubblicazione scientifica e altri mezzi per la formazione. Questa memoria mediale assume le sembianze di una “piazza aperta all’incontro” – ha riferito alla presentazione dell’iniziativa mons. Domenico Beneventi, Presidente della Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazione Sociali della Cei – nella quale il dialogo si fa mezzo di accoglienza. In occasione dell’ottavo centenario della morte del Serafico, “Vedere Francesco” è un utile supporto per immortalare l’eredità della conoscenza che il Santo ci ha lasciato, consegnandola ai posteri “in forma viva, accessibile e capace di continuare a crescere”, le parole di mons. Dario Edoardo Viganò, Presidente MAC. L’esecuzione di “Vedere Francesco” richiederà una rete di collaborazioni scientifiche, archivistiche ed economiche, a cui potranno aggiungersi soggetti pubblici e privati. Ai partner iniziali (MAC, Uninettuno, le Università di Milano e di Perugia, l’Archivio Luce e altri) si aggregheranno, tramite appositi accordi quadro, nuovi soggetti ed enti interessati, incluse istituzioni straniere. L’Umbria non sarà il centro del progetto, ma uno dei luoghi in cui la ricerca prenderà forma. Nel corso dei tre anni sarà valutata, infine, la possibilità di costruire un Centro nazionale di studi su san Francesco, il cinema e l’audiovisivo, con l’auspicio che la base operativa sia a Perugia.