Cresce l’industria del fiore, 38 mila imprese

Difesa del reddito delle imprese rispetto all’aumento dei costi legato alle guerre e agli effetti dei cambiamenti climatici, concorrenza leale sui mercati internazionali, riduzione della burocrazia, ricerca e innovazione al servizio dei produttori, impatto delle piante sulla salute dei cittadini. Sono i temi al centro del quarto Congresso Nazionale del Fiore di Coldiretti, in programma oggi e domani al Parco della Musica Giacomo Puccini di Torre del Lago-Viareggio, con diretta streaming su www.coldiretti.it. Una due giorni di confronto tra imprenditori florovivaistici, istituzioni, mondo della ricerca ed esperti per affrontare le sfide di un comparto strategico del Made in Italy, a partire dalla necessità di trasformare il nuovo quadro normativo in maggiore competitività, redditività e opportunità di investimento per le aziende. Al centro dei lavori anche internazionalizzazione e reciprocità delle regole, per garantire condizioni di concorrenza eque alle produzioni italiane, insieme a innovazione e ricerca applicata, dalle Tea ai nuovi substrati sostenibili, per aumentare resilienza e produttività e affrontare i cambiamenti climatici senza nuovi oneri per le imprese. Spazio inoltre ai principali nodi che incidono sui bilanci aziendali, dalla Tari sulle superfici produttive alla gestione dei rifiuti, dagli imballaggi alla normativa fitosanitaria al lavoro, con l’obiettivo di ottenere regole più semplici e coerenti con la realtà delle aziende. Durante il congresso sarà inoltre firmato un protocollo d’intesa tra Coldiretti, Filiera Agricola Italia Spa e Aicg (Associazione italiana centri giardinaggio) per la promozione della filiera florovivaistica italiana. Tra i temi del confronto anche il valore del verde per salute e benessere, nell’ambito dell’approccio One Health e della ricerca Cnr-Coldiretti, e la multifunzionalità, con il florovivaismo come leva per arricchire l’offerta dell’ospitalità rurale e creare nuove opportunità di reddito. Significativo il luogo dove si tiene l’appuntamento, Torre del Lago, nell’anno del centenario della Turandot, con un ideale incontro tra fiori, arte, cultura e identità dei territori.

Il comparto florovivaistico italiano nel 2025 contava circa 38 mila imprese e oltre 84 mila addetti. Nel biennio 2024-2025 il settore ha evidenziato una crescita significativa: +11,8% nel numero delle aziende e +13,6% degli occupati. Nel 2023 la superficie totale dedicata al florovivaismo in Italia si attestava a poco meno di 39mila ettari, distribuita su oltre 29 mila aziende agricole produttive attive. Dal 2010 al 2023 il settore ha registrato una riduzione delle superfici coltivate accompagnata da un aumento del numero delle imprese. Una dinamica che ha comportato una progressiva diminuzione della superficie media aziendale coltivata, passata da 1,6 ettari nel 2010 a 1,3 ettari nel 2023. I dati emergono da una analisi condotta da Myplant & Garden, il più importante salone internazionale per i professionisti del verde che terrà la sua 11ma edizione a FieraMilano Rho dal 17 al 19 febbraio 2027. La struttura produttiva del settore resta caratterizzata da una prevalenza di piccole imprese: la media nazionale si attesta intorno a 2,2 addetti per azienda. La produzione vivaistica presenta dimensioni più strutturate, con una media di 4,4 addetti per impresa. A livello di macro-comparti, la ripartizione del suolo vede i due terzi della superficie occupati dalle attività vivaistiche, mentre la quota restante è destinata a fiori e piante ornamentali, comparto che esprime il maggior numero di aziende produttrici. Tra il 2010 e il 2023 la superficie complessiva destinata al florovivaismo è passata da 40.301 a 38.870 ettari, dopo aver raggiunto il picco di 44.368 ettari nel 2020. Nello stesso periodo il numero delle aziende agricole produttive è cresciuto da 24.937 a 29.071 unità. La superficie destinata ai vivai è scesa da 31.857 ettari nel 2020 a 26.571 ettari nel 2023, mentre quella dedicata a fiori e piante ornamentali è rimasta sostanzialmente stabile, attestandosi intorno ai 12 mila ettari. In particolare nel 2025 il sistema florovivaistico censito dalle Camere di Commercio conta 37.811 aziende e 84.377 addetti complessivi: entrambe le categorie registrano una crescita in doppia cifra.  (segue)

La produzione vivaistica si conferma il comparto con la maggiore intensità occupazionale, con una media di 4,4 addetti per impresa, in crescita rispetto ai 4,1 del 2021 (+3,9%). Anche la floricoltura registra un incremento della dimensione media aziendale, passando da 2,4 a 2,6 addetti per impresa (+12,0%). Più contenuta la struttura occupazionale del commercio, con una media di 2,0 addetti nell’ingrosso, stabile, e di 1,3 nel dettaglio, in calo rispetto al 2024 (-2,7%).  Il segmento della produzione di piante (rilevamenti camerali) conta 5.770 aziende e 25.387 addetti e continua a rafforzarsi sia in termini imprenditoriali sia occupazionali. Toscana, Lombardia, Sicilia, Veneto ed Emilia-Romagna guidano la classifica regionale per numero di aziende, mentre Emilia-Romagna e Toscana si distinguono per numero complessivo di addetti. Il Centro Italia detiene il primato numerico delle imprese (1.834) trainato dalla Toscana, che da sola conta oltre 1.300 aziende vivaistiche. Il Nord Est, pur con meno aziende (1.150), esprime invece la maggiore forza industriale in termini occupazionali (8.493), trainato dall’Emilia-Romagna, dove si registra una media di 12,4 addetti per impresa. La dimensione occupazionale media aziendale del comparto (+3,9%) consolida la natura di settore a più alta densità di lavoratori per singola impresa (4,4 addetti medi nel 2025). La floricoltura è il comparto che registra la crescita più intensa, con un incremento del 7,3% del numero di aziende e del 20,2% degli addetti nell’ultimo anno. La Liguria si conferma leader nazionale con 2.499 aziende e quasi 4.500 addetti, seguita, per numero di imprese, da Lombardia (1.258 aziende), Campania (1.224) e Toscana (1.072), mentre la Sicilia completa la top five con meno di mille aziende. Per numero di addetti, dopo la Liguria si collocano la Lombardia (3.600 addetti) e la Toscana (2.559), seguite da Veneto, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia, tutte con oltre 2.000 addetti. Sul fronte della dinamica occupazionale spiccano gli incrementi registrati in Calabria (+120%), Puglia (+55,7%), Veneto (+44,2%) e Trentino (+24,4%).  (24.409 addetti, +17,6%). In termini di distribuzione geografica, Sud e Isole registrano il maggior numero di punti vendita (7.450, +18,4%), mentre la Lombardia guida la graduatoria regionale con 2.579 esercizi commerciali, seguita dalla Campania (2.205), con Lazio e Sicilia a seguire. La Lombardia è anche la regione con più addetti (oltre 4.000), davanti a Campania (2.376), Lazio (2.346) e Veneto (2.222) che completano il gruppo delle regioni con la più elevata concentrazione commerciale (tutte le altre regioni sono distanti da queste numeriche). Il commercio all’ingrosso è l’unico segmento a mostrare segnali di sofferenza nel 2025, con una contrazione del 3,2% del numero di aziende e dell’1,7% degli addetti rispetto all’anno precedente. Con 2.638 imprese e 5.403 addetti complessivi, il settore vede la maggiore concentrazione numerica nel Mezzogiorno (1.216 aziende), guidata dalla Campania (618 aziende), seguita da Lombardia e Liguria. Quest’ultima registra sia il numero più alto di addetti impiegati nel segmento (oltre 900) sia la media più rilevante di addetti per impresa (4), seguita dal Veneto.

Lombardia, Campania e Toscana sono le regioni che concentrano il maggior numero di imprese della filiera florovivaistica italiana, considerando l’intero comparto censito dalle Camere di Commercio, che comprende produzione, commercio all’ingrosso e vendita al dettaglio. La Lombardia guida la classifica nazionale con quasi 4.900 imprese e 10.775 addetti, confermandosi il principale hub commerciale e logistico del settore grazie a una rete capillare di strutture logistiche, mercati all’ingrosso e punti vendita. Seguono la Campania, con 4.329 imprese, e la Toscana, con 3.603. Per numero di addetti, dopo la Lombardia si collocano la Toscana (8.515) e il Veneto (7.806). Le variazioni percentuali dell’occupazione del comparto evidenziano come la crescita dei posti di lavoro non sia legata solo ai mercati storici. Il Friuli-Venezia Giulia (+26,5%) e la Calabria (+25,3%) – non in tabella – guidano l’incremento relativo di addetti nel biennio (2025 vs 2024), assecondando un forte dinamismo dei comparti locali rispettivamente del vivaismo e della floricoltura.  Entrando nel dettaglio delle specializzazioni produttive, la Toscana è la prima regione italiana nella produzione vivaistica con 1.311 imprese e concentra oltre il 28% delle aziende nazionali del comparto. La Liguria mantiene invece la leadership nella floricoltura, con 2.499 aziende e 4.474 addetti, valori nettamente superiori rispetto alle altre regioni. La Lombardia occupa una posizione di rilievo in entrambe le specializzazioni, risultando seconda sia nella floricoltura sia nella produzione di piante. La Campania, oltre a essere tra le principali regioni floricole, emerge come snodo strategico del commercio all’ingrosso, registrando il 23,4% delle imprese italiane del segmento, mentre il Lazio, tallonato dalla Sicilia, segue Lombardia e Campania per numero di punti vendita al dettaglio. Analizzando le superfici coltivate (Istat 2023), la Toscana si conferma la prima regione italiana con quasi 9 mila ettari destinati al florovivaismo, di cui oltre 7.300 dedicati ai vivai, pari a più di un quarto (27%) dell’intera superficie vivaistica nazionale. Seguono Lombardia con 4.566 ettari e Friuli-Venezia Giulia con 4.546 ettari, regione che si distingue per la maggiore dimensione media dei vivai (quasi 8 ettari per azienda) e per una produzione in costante crescita. Per quanto riguarda fiori e piante ornamentali, la leadership spetta alla Liguria con oltre 3.200 ettari coltivati, davanti a Toscana (1.687 ettari) e Lazio (1.293 ettari), con la Lombardia ai piedi del podio.