Chiesa
Papa in Francia: all’Accueil Notre Dame, “togliere la vita non è normale né morale”
“Qui la fragilità non viene nascosta, ma diventa luogo di un incontro sacro. Qui Maria guarda ciascuno di noi come una persona unica, come testimonia santa Bernadette durante le apparizioni nella grotta”. E’ il saluto del Papa agli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre Dame, struttura sanitaria che accoglie anziani e malati, incontrati questo pomeriggio a Lourdes. “Nessuno è invisibile agli occhi di Dio”, ha assicurato Leone XIV, secondo il quale “in un’epoca in cui alcune società tendono a distogliere lo sguardo o a chiudere gli occhi di fronte alla dignità della vita umana, urge anzitutto coltivare, in noi e negli altri, uno sguardo contemplativo”, quello di chi “non pretende d’impossessarsi della realtà, ma la accoglie come un dono, scoprendo in ogni cosa il riflesso del Creatore e in ogni persona la sua immagine vivente”, affinché il mondo abbia la vita, come recita il motto del viaggio in Francia.
“È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. Anche da Lourdes, come aveva fatto a Parigi, il Papa ha usato parole ferme e chiare per riaffermare che “la persona umana è degna per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità”: “La sua dignità non si misura e non si discute”. “So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita”, ha detto Leone XIV incontrando gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre Dame: “Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”. Al contrario, per il Papa, “è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”.
“Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana! La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata!”. Lo ha ribadito il Papa, incontrando a Lourdes gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre Dame. La vocazione degli operatori sanitari, ha ricordato il Papa, è “prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla”. “Siate servitori appassionati della vita”, l’invito ai presenti, esortati, da un latro, “a sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca; dall’altro ad accompagnare con tenerezza i malati, come avviene qui a Lourdes, dove medici, infermieri, barellieri, cappellani, équipe pastorali dei malati e tanti altri ancora esercitano la loro vocazione al servizio della dignità della persona umana, affinché il mondo abbia la vita”. “Curando i corpi, voi curate anche le anime”, l’omaggio del Papa. “Non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa”, le parole indirizzate ai malati: “Accompagno con la preghiera le prove che state attraversando. Il mio pensiero va a tutti coloro che non possono essere qui e che, dalle loro case o dalle loro camere d’ospedale, sono uniti al nostro incontro”.
