Territorio
Fuscaldo, «Voci dalla Rianimazione»: il racconto della malattia come parte della cura
Si è svolta qualche giorno fa, nel Salone di rappresentanza della Delegazione municipale di Fuscaldo Marina, la presentazione del libro Voci dalla Rianimazione. Botulismo e storie di fragilità, cura, rinascita di Barbara Modaffari, infermiera di Terapia intensiva dell’ospedale di Cosenza.
Dopo i saluti del sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, sono intervenuti don Sergio Locane, direttore della Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, e il professor Andrea Bruni, direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza dell’Azienda ospedaliera di Cosenza. All’incontro ha preso parte anche l’autrice, mentre a moderare è stato il giornalista Giovanni Folino.
La medicina narrativa come strumento di cura
Al centro della serata, il ruolo della medicina narrativa come strumento capace di riconoscere, accogliere e verbalizzare le emozioni legate alla malattia e all’esperienza del ricovero. Modaffari ha sottolineato come nella società contemporanea sia sempre più diffusa una forma di intorpidimento emotivo, in grado di generare disagio nei giovani ma anche negli adulti. Una sorta di ovattamento interiore che può ostacolare una corretta introspezione e che, troppo spesso, può contribuire anche a comportamenti violenti contro se stessi o contro gli altri.
«Il trauma di una malattia, se raccontato, può essere lenito nel suo dolore e superato e, anche se non completamente dimenticato, consente di collocare le emozioni al posto giusto», ha evidenziato Barbara Modaffari. La narrazione diventa così parte del percorso di cura: dare voce alla paura, alla sofferenza e alla fragilità permette di attribuire un significato all’esperienza vissuta e di trasformare il dolore in consapevolezza e possibilità di rinascita.
Il progetto della “Rianimazione aperta”
Nel corso dell’incontro si è parlato anche del progetto di umanizzazione delle cure avviato nel luglio 2025 dal professor Andrea Bruni. L’iniziativa ha portato a un ampliamento degli orari di visita per i familiari delle persone ricoverate nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cosenza. Il modello della “Rianimazione aperta”, già sperimentato in altre realtà sanitarie, ha prodotto benefici sul piano psicologico e relazionale, contribuendo a rafforzare il clima di fiducia tra pazienti, familiari e operatori sanitari. Un percorso ancora da definire e consolidare, ma che potrebbe essere esteso anche ad altri dipartimenti, nella prospettiva di una sanità sempre più attenta alla persona nella sua interezza.
Spiritualità e sostegno nel percorso di cura
Particolare attenzione è stata riservata anche alla spiritualità nel percorso di cura e alla necessità di garantire una presenza costante di guide spirituali capaci, nel rispetto di ogni credo religioso, di offrire sostegno ai pazienti, ai loro familiari e agli stessi operatori sanitari.
Tra il pubblico erano presenti anche due protagonisti delle storie raccontate nel libro: Riccardo Martino, giovane fuscaldese accompagnato da una rappresentanza del gruppo Scout Fuscaldo 1, del quale fa parte, e Mariangela Russo, moglie e madre di Paola. Le loro testimonianze, segnate dalla spiritualità e dal coraggio, hanno dato ulteriore forza ai temi affrontati nel volume.
La presentazione di Voci dalla Rianimazione ha offerto così un’occasione di confronto sul valore dell’ascolto, della vicinanza e della parola. Perché dietro ogni esperienza di malattia non c’è soltanto un caso clinico, ma una persona con le proprie paure, i propri affetti e una storia che merita di essere accolta e raccontata.
