A Roma l’incontro della Sezione per le Questioni Sociali del CCEE

Al centro dei lavori l’economia, la dignità umana, la giustizia sociale e la solidarietà tra le nazioni

Dal 22 al 24 settembre 2026 si è svolto a Roma l’incontro della Sezione per le Questioni Sociali della Commissione per la Pastorale Sociale del CCEE, dedicato al tema «Economia, giustizia sociale e solidarietà tra le nazioni». I delegati delle Conferenze Episcopali d’Europa si sono confrontati sulle attuali sfide economiche e sociali alla luce della Dottrina sociale della Chiesa.

Aprendo i lavori, S.E. Mons. Bohdan DZYURAKH, Presidente della Commissione per la Pastorale Sociale del CCEE, ha richiamato le principali sfide che attraversano oggi l’Europa: le crescenti disuguaglianze, il futuro del lavoro, le migrazioni, la protezione sociale, la transizione ecologica, le trasformazioni tecnologiche e la frammentazione politica e sociale. Di fronte alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze umane, sociali ed economiche, ha ricordato che l’economia non può essere considerata un fine in sé, ma deve rimanere al servizio della pace, dell’unità e della fraternità tra i popoli. «Il nostro compito non è solo quello di analizzare le crisi. Consiste anche nell’aiutare l’Europa a ritrovare l’orizzonte della speranza», ha affermato.

S.E. Mons. János SZÉKELY, Responsabile della Sezione per le Questioni Sociali, ha richiamato il principio della destinazione universale dei beni, sottolineando le gravi conseguenze della crescente concentrazione della ricchezza e del potere economico nelle mani di pochi. Ha inoltre evidenziato la necessità di conciliare il valore delle diverse nazioni, lingue e culture con l’appartenenza a un’unica famiglia umana. In questo contesto, ha auspicato una voce più profetica e concreta della Dottrina sociale della Chiesa, capace di contribuire alla pace e alla costruzione di un’economia mondiale più giusta e sostenibile.

Durante la prima sessione dei lavori, dedicata al tema «Economia e dignità della persona umana», Suor Alessandra SMERILLI, FMA, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, è intervenuta con una relazione intitolata «Economia e dignità umana: l’insegnamento di Magnifica Humanitas». Partendo dalle immagini bibliche di Babele e Neemia, ha sottolineato la necessità di costruire un’economia fondata sulla responsabilità condivisa, sulle relazioni e sul contributo di ciascuno al bene comune.

Al centro del suo intervento vi è stata la dignità della persona, che precede il lavoro svolto, il reddito, le competenze e la produttività. Una particolare attenzione è stata dedicata all’intelligenza artificiale e al suo impatto sul lavoro: le nuove tecnologie devono essere governate in modo da tutelare l’occupazione, favorire la riqualificazione professionale e garantire la partecipazione dei lavoratori. Suor Smerilli ha invitato le pastorali sociali europee a tradurre i principi della Dottrina sociale della Chiesa in pratiche concrete e ad applicarli anzitutto nelle istituzioni ecclesiali.

Don Marco PAGNIELLO, Direttore di Caritas Italiana, è intervenuto sul tema «Sviluppo economico, povertà e promozione umana». Ha spiegato che la crescita economica non porta sempre a una diminuzione della povertà, ma può accompagnarsi all’esclusione, al lavoro sottopagato e a nuove forme di emarginazione. La promozione umana, ha sottolineato, non significa soltanto offrire assistenza, ma anche aiutare le persone a diventare autonome, a far valere i propri diritti e a partecipare attivamente alla società. Di fronte alle guerre, alla crisi climatica, alle migrazioni e ai cambiamenti tecnologici, la dignità della persona deve rimanere il criterio principale di ogni politica economica e sociale.

Sul tema «Solidarietà tra le nazioni» è intervenuto il Prof. Paolo GARONNA, Presidente della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice. Ha presentato la solidarietà non soltanto come virtù e cura dell’altro, ma anche come fondamento etico da tradurre in norme, diritti, doveri e istituzioni internazionali capaci di favorire il dialogo e la cooperazione tra gli Stati. Ha inoltre sottolineato il valore della nazione come comunità di persone, culture e tradizioni, mettendo in guardia dal ritorno dei nazionalismi. In questo contesto, la Dottrina sociale della Chiesa può offrire un contributo importante alla pace e a una rinnovata visione del futuro dell’Europa.

L’ultima sessione, dedicata al tema «Giustizia sociale e rinnovamento dell’economia moderna», ha raccolto gli interventi dei delegati delle Conferenze Episcopali, che hanno condiviso esperienze, sfide e prospettive provenienti dai rispettivi Paesi.

Il programma dell’incontro ha incluso anche celebrazioni liturgiche e momenti di preghiera comune. I lavori hanno offerto uno spazio di confronto e discernimento per promuovere un’economia realmente al servizio della persona, capace di tutelare i più fragili, rafforzare la solidarietà tra i popoli e contribuire alla costruzione della pace.