Dal sindaco di Lago una proposta per il ripopolamento

“Da anni parliamo di spopolamento dei piccoli Comuni.Da anni parliamo di Turismo delle Radici. Su questi temi abbiamo visto e partecipato a convegni, incontri, studi e iniziative. Senza soluzioni! Allora, perché non mettere insieme questi due temi e provare a trasformarli in opportunità?In sintesi, riaprire lo iure sanguinis per chi sceglie di vivere nei piccoli Comuni”. È la proposta di Enzo Scanga, sindaco di Lago, avanzata all’Anci.

“La recente normativa nazionale ha fortemente limitato il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis per molti discendenti di italiani nati all’estero.La proposta sottoscritta da tanti sindaci è quella di riaprire questa possibilità nei Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti, legandola a condizioni più rigide e precise:

– Residenza effettiva;

-Permanenza reale sul territorio almeno per 12 mesi;

– imparare o recuperare la conoscenza della lingua italiana.

Quindi, non un viaggio per acquisire un passaporto e andare via. Un viaggio per restare veramente in un piccolo Comune”.

Scanga prosegue: “Naturalmente siamo coscienti che questa non potrà essere la soluzione definitiva allo spopolamento. Ma può certamente essere un antidoto da sperimentare.Perché 200 o 300 persone in più, in una grande città, passano inosservate. In un paese di 2.000 o 3.000 abitanti, quelle stesse 200 o 300 persone possono cambiarne il volto”. “Tanti hanno già manifestato la volontà di aderire alla proposta. Successivamente lo porteremo all’attenzione dei rappresentanti istituzionali e delle forze politiche, affinché la proposta possa arrivare nelle sedi competenti”.

La realtà di Lago

Lago, paese situato tra il Tirreno e il Savuto, a 10 km circa da Amantea, è caratterizzato da un alto numero di emigrati. Nel Novecento migliaia di persone hanno lasciato il paese per le Americhe e l’Australia. Tutto ciò genera, ad oggi, un turismo delle radici. Soprattutto nei mesi estivi, ma non solo, centinaia di laghitani originari o discendenti ritornano per un certo tempo a Lago. La comunità si prende cura di tali presenze, che sono memoria del passato e legame con il presente e il futuro. Fra le realtà impegnate nell’accoglienza, c’è l’associazione Laghitani nel mondo, di Giuseppe Cino. Gli emigrati del secolo scorso e i loro figli e nipoti, arrivando a Lago, vivono l’esprrienza dell’accoglienza e si pongono sulle orme della storia della propria famiglia. L’approccio del turismo delle radici è a 360 gradi. Quest’estate proprio a Lago si è tenuto un incontro di approfondimento sul tema, cui hanno partecipato i sindaci del territorio. A Lago un dibattito sul turismo delle radici

Contestualmente, negli ultimi anni, decine di persone, di nazionalità argentina e brasiliana, hanno scelto Lago come luogo di residenza temporanea per compiere la pratica della cittadinanza italiana. Sono per lo più giovani che assumono di avere un antenato italiano. La loro presenza ha in qualche modo incrementato la popolazione dimorante a Lago, sia pure per periodi intorno ai 3-4 mesi.