Chiesa
Papa in Uruguay, incontro con il mondo dell’educazione: “la vita va rispettata in tutte le sue fasi”
“Dobbiamo proclamare nuovamente che la vita umana va rispettata in tutte le sue fasi e in tutti i suoi stati”. È l’appello del Papa, durante l’incontro di ieri sera con il mondo dell’educazione nell’Università Cattolica dell’Uruguay. “Nessuno merita di essere respinto”, il monito di Leone XIV, secondo il quale “la nostra educazione cattolica non può essere confinata in un circuito chiuso”: “Deve piuttosto abituarsi ad ascoltare le famiglie, la società civile, le autorità politiche e amministrative, nonché i rappresentanti dei settori produttivi e delle categorie lavorative. Al giorno d’oggi i nostri bambini e i nostri giovani ascoltano quando partecipano a esperienze di volontariato, di missione o a progetti comunitari. Chi ascolta riconosce l’altro come un bene, non come una minaccia”. “Saggezza, prudenza e giustizia”: sono queste, per il Papa, le tre virtù che “devono adornare i nostri progetti educativi, tenendo conto che le generazioni cambiano molto più rapidamente di un tempo e che rimanere al passo con i tempi, senza abbandonare la sana tradizione, rappresenta una vera sfida”.
“Non possiamo dimenticare che, al giorno d’oggi, le dita umane stanno producendo la più terribile delle opere umane: la guerra”. Lo ha detto il Papa, incontrando ieri sera il mondo dell’educazione nell’Università Cattolica dell’Uruguay. “L’educazione cattolica che voi portate avanti è chiamata a far scoprire alla comunità educativa e educante l’importanza del tatto, delle mani, delle dita, per promuovere la pace”, il primo invito del Papa: “Chi si sente abbracciato dal Padre è, inevitabilmente, un costruttore di pace”. “È urgente, che la nostra istruzione scolastica e universitaria contribuisca all’uso saggio delle tecnologie e dell’IA, ponendo la persona prima dell’algoritmo e armonizzando le intelligenze tecnica, emotiva, sociale, spirituale ed ecologica”, l’invito di Leone XIV, partendo dalla consapevolezza che “il processo di disumanizzazione che stiamo vivendo rappresenta una sfida per le nostre istituzioni scolastiche e universitarie”.
