Chiesa
Il Papa a Lourdes “pellegrino tra i pellegrini”. Attese almeno 150mila persone
Questa sera la veglia alla grotta di Massabielle, domenica la messa nella Prateria davanti ad almeno 150mila fedeli, poi l’incontro con i malati.
“Aspettiamo con gioia l’arrivo del Papa, perché il Santo Padre era atteso da anni, e quindi siamo davvero contenti che arrivi oggi. Verrà qui come pellegrino tra i pellegrini per incontrare il cuore vivo di Lourdes: non è una visita di protocollo, è un gesto profondamente evangelico. Il Santo Padre vuole mettersi accanto a chi soffre e far sentire che la Chiesa cammina con loro, e Lourdes è questo luogo baciato dal cielo dove il mondo arriva per incontrare la Vergine Maria”. Racconta così p. Nicola Ventriglia, coordinatore dei pellegrini italiani a Lourdes. “Tutti sentiamo e sappiamo che il Santo Padre si rivolgerà a chi è qui, ma non solo: quando parla, anche se da un piccolo santuario o da una grande città, non parla solo alle persone che sono lì presenti, ma si rivolge al mondo e alla Chiesa intera. Quindi siamo tutti disponibili ad accoglierlo e a vivere con il Santo Padre questo importante momento di grazia”, continua p. Ventriglia. “Arriverà questa sera e il primo gesto che farà sarà andare alla grotta di Massabielle a salutare la Madonna come un buon pellegrino. Sicuramente affiderà a Maria le sue intenzioni personali, le intenzioni di tutta la Chiesa e quello che porta nel cuore”. Pellegrino, ma anche pastore. Domenica il Papa presiederà la grande celebrazione nella Prateria del santuario, uno spazio immenso, capace di accogliere folle: si prevedono almeno 150mila persone. Dopo la messa ci saranno l’Angelus, l’incontro con i malati e, se riusciranno ad arrivare, anche gli ultimi tre o quattro miracolati riconosciuti. “Sappiamo che farà anche un discorso sulla vita e parlerà della vita come di un dono fragile e prezioso, da accogliere e custodire in ogni fase, soprattutto quando è segnata dalla sofferenza e dalla vulnerabilità. A Lourdes questo messaggio trova il suo luogo naturale: la vita ferita non viene nascosta, ma messa al centro, non per esporre la propria malattia e le proprie difficoltà. I malati, i disabili, i più fragili ricordano alla Chiesa che ogni esistenza, anche la più provata, è degna di amore, e questo il Papa sicuramente lo metterà in evidenza”, sottolinea p. Ventriglia. “Ci inviterà a guardare la vita non come prestazione, ma come relazione, non come possesso, ma come responsabilità reciproca. Lo farà da pellegrino accanto ai malati e ai volontari, per dire al mondo che la vita va difesa e accompagnata sempre. Ci auguriamo che in questi due giorni ogni pellegrino, ogni malato, ogni volontario possa sentire che il Papa è venuto per loro, per ciascuno di noi. E che Lourdes, con la visita del Papa, possa mostrare al mondo il suo volto più vero, un luogo di accoglienza, di tenerezza, di fede semplice e luminosa, e che questa visita sia davvero per tutti un dono di pace, di consolazione e di speranza”.
. fonte: AgenSIR
