Leone XIV, veglia con i giovani, “non basta evitare il male, bisogna scegliere il bene”

“La società in cui viviamo sembra essere indifferente a Dio. Ma il Signore non è indifferente verso di noi”. Lo ha detto il Papa, dialogando con i giovani durante la veglia di preghiera nello Stade de France a Saint-Denis, momento conclusivo della prima giornata del viaggio del Papa in Francia. “Che molti siano estranei alla questione di Dio è un problema; ma lo è altrettanto che molti siano estranei alla questione dell’uomo”, ha esclamato Leone XIV: “Quante persone purtroppo si disinteressano del prossimo, vivendo in modo egoistico, oppure offendono i poveri, sprecando beni in cose vane. Quanti scartano l’innocente e il malato, pensando che ciascuno valga per ciò che produce. È l’uomo che si perde, dicendo che Dio è morto: se Dio non è con lui, l’uomo non ha più salvezza e smarrisce il senso dell’esistenza, che si riduce a un vicolo cieco o al nulla”. “Noi sappiamo che Dio non è mai indifferente all’uomo”, ha sottolineato Leone: “Il Vangelo di Gesù non porta al conflitto, ma invita sempre al perdono: mentre illumina il dramma della storia, ci educa alla cura fraterna. L’incontro con Cristo apre al dialogo e prepara alla pace”. “Coltivare un legame fraterno con coloro che non condividono la nostra fede contribuisce alla costruzione della società”, ha osservato il Papa: “inoltre può diventare un esercizio di fede e di carità, perché è impossibile testimoniare Cristo senza amare coloro ai quali vogliamo annunciarlo”.

“Non esiste fallimento dal quale Dio non possa sollevarci: la sua misericordia è la nostra gioia”. Lo ha garantito il Papa, dialogando con i giovani durante la veglia di preghiera allo Stade de France di Saint-Denis. Ansia e incertezza, ha detto Leone XIV, sono “stati d’animo molto diffusi, a causa della precarietà dei progetti sul futuro, della provvisorietà degli affetti e della fragilità delle relazioni”: “A questi sentimenti se ne aggiungono altri, che gravano sulla vostra generazione, come ad esempio l’affaticamento da schermo e l’ansia di fronte ai cambiamenti climatici o alla situazione economica e internazionale”. “Bisogna prestare un orecchio attento a questi sentimenti”, l’invito di Leone XIV, che ha esortato i giovani “a mantenere il cuore aperto di fronte alle sofferenze dei vostri compagni”.

“Non basta evitare il male: bisogna scegliere il bene”. Lo ha detto il Papa, nel discorso che ha concluso la veglia con i giovani allo Stade de France di Saint-Denis. “Non si tratta di un principio astratto, né di un’affermazione ovvia”, ha spiegato Leone XIV: “scegliere il bene è l’azione propria della libertà, compiendo la quale essa stessa si avvera, si corregge e matura”. “Per fare la scelta buona, ricordate questo criterio”, il consiglio ai giovani: “il bene dà la vita, non la toglie mai; il bene si prende cura, non prende per sé. Il bene non è un bel concetto, ma il volto raggiante dell’amore: è Dio in persona! Le virtù che san Paolo ci indica come riflessi della sua bontà sono queste: la giustizia verso l’umanità; la pietà e la fede verso Dio; la carità con tutti; la pazienza verso chi ci fa soffrire; la mitezza che contraddistingue chi cerca la pace con animo puro”. “I principi di uguaglianza e fratellanza che ispirano la vostra società trovano qui il loro fondamento”, ha concluso il Papa: “più che semplici prescrizioni legali, sono le scelte radicali e coraggiose di un cuore libero. Fare nostre queste qualità non è solo un impegno etico: è la scelta di diventare uomini e donne autentici, liberi da compromessi”.