Ritratto di Papa Leone XIV nel Santuario di Genazzano

La galleria dei ritratti papali, dentro il Santuario della Madre del Buon Consiglio di Genazzano, si è arricchita di un nuovo prezioso pezzo: un affresco di Leone XIV. Inaugurato da papa Prevost la vigilia della festa della Natività di Maria, il dipinto è opera di Marco Innocenzi, già restauratore dei Musei Vaticani. L’artista ha elaborato tre bozzetti preparatori a matita a grafite, con tre diverse posizioni del Pontefice, che ha sottoposto alla committenza vaticana, prima di scegliere quello definitivo. Dal disegno finale sono stati tratti altri 3 o 4 bozzetti a colori, successivamente ricopiati per dar vita all’affresco. L’opera ha richiesto dodici giornate di lavoro, nel corso delle quali sono state lavorate dodici porzioni di intonaco (una al giorno), mediante l’applicazione della malta. Con rigore e risolutezza e nel pieno rispetto del luogo sacro, l’esperto ha ricercato, giorno per giorno, le pennellate migliori per ottenere un’immagine sempre più vicina a quella del Santo Padre. Il ritratto presenta dettagli importanti: spicca sull’inginocchiatoio lo stemma di Leone XIII, mentre sulla fascia della veste talare bianca quello di Leone XIV. La figura di Prevost, dipinto di profilo in atteggiamento reverenziale nei confronti di Maria, si staglia su un cielo di colore azzurro, mentre in basso è riportato il suo nome con la data che ricorda la sua prima visita, presso il Santuario laziale, subito dopo la sua elezione. Il nuovo ritratto, posizionato a circa 5 metri dal pavimento della cappella, vuole ricordare che la Basilica è, per gli agostiniani, una casa di preghiera e di affidamento a Colei che guida i passi dell’umanità intera. Ricorda, inoltre, l’attaccamento dei Pontefici all’immagine miracolosa di Genazzano: da Urbano VIII, che affidò a Maria l’Italia colpita dalla peste nel ‘600, a Pio IX che si fece pellegrino nella città laziale nel 1858; da Leone XIII, che elevò il Santuario a Basilica romana minore e introdusse il titolo di “Madre del Buon Consiglio” tra le litanie lauretane, a Giovanni XXIII che visitò il luogo di culto nel 1959; da san Giovanni Paolo II, che si recò nel luogo di culto il 22 aprile 1993, prima di partire per l’Albania, fino all’attuale Successore di Pietro che nutrì la sua devozione per l’immagine mariana, sin da quando entrò nell’Ordine agostiniano in America. L’affresco porta la firma dell’autore insieme a quello di Fabiola Mercandetti, che ha assistito Innocenzi nell’esecuzione dell’opera.