Attualità
Il Governo impugna la legge Zaia sul fine vita
“Rispetto pienamente la decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri di impugnare la legge veneta sul fine vita. È una prerogativa costituzionale del Governo, che ha il diritto di rivolgersi alla Consulta quando ritiene che una norma regionale presenti profili di incostituzionalità. Come d’altronde è pienamente legittimo che i rappresentanti della Lega in CDM non abbiamo partecipato al voto”. Comincia così il comunicato diffuso dal presidente del Consiglio regionale veneto, il leghista Luca Zaia, con cui si commenta la decisione del governo di impugnare la legge della Regione Veneto 8 settembre 2026, n. 17, sulle procedure per l’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito, approvata dall’Assemblea legislativa veneta lo scorso 2 settembre. Sul tema la stessa maggioranza si è divisa nel Consiglio dei ministri di oggi, con il ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, che non ha partecipato al voto, e il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, che ha votato contro. Zaia, dal canto suo, rivendica “con convinzione la scelta compiuta dal Consiglio regionale del Veneto, che ho personalmente sostenuto e votato. Una scelta di responsabilità, di rispetto delle sentenze della Corte costituzionale e, soprattutto, di attenzione ai cittadini e alla loro libertà”. Per lui, “l’impugnazione rappresenterà un’ulteriore occasione di approfondimento giuridico” e ricorda che “la Corte costituzionale si è già espressa sulle normative di Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna, chiarendo anche gli spazi entro i quali possono intervenire le Regioni. Ora avrà modo di pronunciarsi anche sulla legge veneta”. Tuttavia, per l’ex governatore veneto il problema è “un altro” e ha a che fare col fatto che “l’Italia trascina da troppi anni un vuoto legislativo sul fine vita che nessun Parlamento non è ancora riuscito a colmare”, scrive nella nota ricordando le vicende di Eluana Englaro e Dj Fabo. Zaia non considera questa “una battaglia tra destra e sinistra. Su questioni così profonde – spiega – le sensibilità attraversano tutti gli schieramenti, perché prima delle appartenenze politiche vengono le coscienze individuali”. L’augurio di Zaia è quindi che “il Parlamento trovi la forza e il coraggio di intervenire, approvando una legge che dia finalmente risposte concrete a queste persone malate, alle loro famiglie e a chi ogni giorno le accompagna in un percorso di sofferenza” e che “quando si parla di ‘fine vita’, prevalga un approccio liberale e non liberticida”. Dure le reazioni dell’opposizione alla decisione presa in Cdm, con Alessandro Zan, responsabile Diritti del Partito democratico, che definisce la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “crudele, ideologica e insensibile alle persone e alle loro famiglie”. E sulla maggioranza aggiunge: “Sul voto si sono pure spaccati perché Salvini è scappato per non votare contro al proprio governo”. “La nostra posizione, contenuta nei disegni di legge che abbiamo presentato, è stata espressa con chiarezza in questi mesi e resta la stessa: il perimetro entro il quale intendiamo muoverci è quello delineato dalla Corte costituzionale. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia si assumano le loro responsabilità”, afferma Mariolina Castellone, senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato. Per Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi-Sinistra, “questa destra oscurantista non si ferma di fronte a nulla, se la prende perfino con gli atti legislativi di civiltà sottoscritti dalle loro giunte regionali”. Secondo l’Associazione Luca Coscioni, “a meno che la Corte non decidesse di smentire la propria consolidata giurisprudenza, il ricorso del Governo non avrà dunque altro effetto che rendere ancora più evidente l’impotenza della stessa maggioranza di Governo, che insiste nel proporre come testo base in Parlamento la proposta ‘Zanettin- Zullo’, palesemente incostituzionale perché cancellerebbe proprio il ruolo del Servizio sanitario nazionale stabilito dalla Corte costituzionale. Così facendo, la maggioranza tiene in scacco da 16 mesi l’attività parlamentare sul tema”. A esprimersi sono anche esponenti di Forza Italia, a partire da Stefania Craxi, presidente del gruppo dei senatori: “Capisco che il governo voglia evitare che su un tema delicato come il fine vita si crei una legislazione a macchia di leopardo, con norme diverse tra regione e regione. Ma è altrettanto necessario che il Parlamento, con la maggioranza politica che lo guida, si assuma la responsabilità di dare al Paese una legge nazionale equilibrata, seria e rispettosa delle diverse sensibilità”. Anche per Enrico Costa, presidente dei deputati forzisti, è “necessario che il Parlamento si assuma la responsabilità di definire un quadro normativo chiaro e omogeneo, capace di garantire certezza del diritto, uniformità di trattamento e rispetto della dignità della persona”.
