L’omaggio del presidente Mattarella agli ‘angeli del fango’

“Accanto alle Forze Armate, il cui contributo fu essenziale sin dalle prime ore, si affiancavano giovani che spalavano il fango, liberavano le strade da macerie, salvavano i libri della Biblioteca nazionale, mettevano in sicurezza le opere d’arte degli Uffizi, della Basilica di Santa Croce, del Battistero di San Giovanni, del museo Archeologico e del Bargello”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso a Palazzo Vecchio, a Firenze, in occasione della cerimonia per il sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, omaggia il contributo degli “Angeli del fango”, i giovani che contribuirono ad affrontare l’emergenza. Per Mattarella, da quei ragazzi arriva “un insegnamento che non dobbiamo dimenticare”. Ma dall’alluvione del 1966 giunge anche un’altra lezione: “Una società fondata sul primato della persona – afferma Mattarella – non può non considerare come impegno comune la protezione dell’ambiente e la sicurezza delle comunità a fronte delle catastrofi. Una sfida, ma anche un dovere per le istituzioni”.