Editoriali
Halloween non ha bisogno di risposte teologiche, ma ci appella a una scelta
Halloween non ha bisogno di una risposta teologica. E neppure di crociate. E noi non abbiamo bisogno di coltivare, come moderni inquisitori, né demonizzazioni né semplificazioni. Halloween va compreso per quello che è. Ma anche per quello che gli manca.
Halloween non è una rilettura ideologica della maga Magot, nemica di Merlino, né è un fratellastro della bacchetta ‘serpeverde’ della saga di Harry Potter. Non è, dunque, fantasy, né distopia, ma realtà ormai diffusa in tutti e cinque i continenti. Una realtà che, almeno nell’Europa continentale, è d’importazione, ma che coinvolge milioni di giovani. Riguarda la società, quindi non merita di essere scartata e bollata superficialmente, pena un nocivo distacco dall’attualità. Halloween, però, va ricanalizzato.
Stigmatizzare Halloween come ‘festa del demonio’ è ingeneroso verso quei tanti giovani che, la sera del 31 ottobre, vivono la gioia dello stare insieme (che poi è in piena regola ad-orazione, bacio ‘amicale’) in una festa senza ledere niente e nessuno, ovvero senza alcuna intenzione e anelito morale a fare del male. L’intenzione assolve, perché il valore da preservare è sempre e comunque la persona. Hanno bisogno di condanne quei gesti che davvero invocano, alimentano e adorano il male, in qualsiasi momento, circostanza e festa si vivano. Halloween in sé è inanimato, cioè non ha anima, se non quella delle persone che lo vivono.
Però Halloween, nell’Europa continentale, non è una tradizione, non ha cioè il crisma della tra-ditio, della consegna, non ha basi culturali, al contrario dell’esperienza religiosa ebraica e cristiana, in particolar modo di quest’ultima, che ha scelto di svolgersi diversamente, guardando al modello originale della santità.
La scelta cristiana e quella di Halloween hanno, di fondo, aneliti diversi.
Halloween è nella notte – Il cristianesimo celebra il giorno e la luce
Halloween si volge ai ‘monstra’ – Il cristianesimo guarda ai santi e alla bellezza della persona, che Gesù cristo ha abbracciato dando la vita non per la morte ma per la vita.
Halloween chiede il contraccambio, sia pur sorridente, tra il dolcetto e lo scherzetto – Il cristianesimo è l’amore. E l’amore, per definizione, non cerca risposte a convenienza.
La scelta, allora, è tra queste realtà. Tra la notte, che s’associa spesso al male di vivere e a uno stato d’angoscia, e la luce (del giorno), la luminosità, lo sguardo gioioso; tra i volti nascosti (e spesso si nasconde ciò che non è vero, ciò di cui ci si vergogna) e la bellezza e la verità (a-letheia, proprio ciò che non è nascosto), quindi il de-siderio del più grande bene sognato, cercato e vissuto; tra il limite e la pienezza di felicità e, appunto, di amore. Come quella dei santi, evidentemente: nella luce, nella bellezza, nell’amore.
Dove si volge l’attesa più bella?
