Spettacoli
La vita di Biagio Conte, l’angelo degli ultimi, raccontata in un film tv
Il frate laico fondò la Missione di Speranza e Carità per condividere la sua esistenza con i diseredati
Sul cammino di Francesco. La vita di Biagio Conte è la fiction andata recentemente in onda su Rai 1, incentrata sulla vita del missionario laico Biagio Conte, uomo generoso e caritatevole. Il film inizia negli anni novanta con un giovane Biagio (interpretato da Alessio Vassallo), che ricerca un nuovo significato per la sua vita, abbandonando i suoi averi. Nacque a Palermo nel 1963, in mezzo alle comodità e al benessere di una famiglia di imprenditori edili. A causa di una crisi spirituale, Biagio si allontanò dall’ambiente domestico e scelse di andare a vivere a Firenze. Nel maggio del 1990 iniziò a vivere da eremita, ritirandosi sulla montagne siciliane. Senza farne parola con nessuno, intraprese in gran segreto un viaggio ad Assisi gettando nello sconforto la sua famiglia, la quale si rivolse alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto” per mettersi sulle sue tracce. Quando si fece vivo, Biagio comunicò il vero motivo del suo pellegrinaggio ad Assisi: voleva abbandonare tutto e dedicarsi completamente ai poveri, seguendo l’insegnamento del Poverello. Tornato a Palermo, trovò la sua città natale in preda al degrado più totale, il che lo convinse a non trasferirsi più in Africa per proseguire la sua azione missionaria. Fu questo l’inizio di una vita spesa a fianco dei senzatetto e dei diseredati, a fianco di coloro che non avevano niente e per i quali si batté per migliorarne la sorte, organizzando addirittura delle proteste accompagnate da atti di digiuno. Questo suo apostolato di strada lo portò a conoscere esponenti importanti del mondo cattolico, tra cui don Pino Puglisi che fu ucciso in seguito dalla mafia. Nel 1993 fondò la “Missione di Speranza e Carità” accogliendo, in un ex disinfettatoio comunale palermitano, persone senza una fissa dimora e in condizioni di estrema precarietà, a cui assicurò cibo e assistenza medica. Biagio spese tutte le sue forze in un’opera di evangelizzazione concreta, diffondendo tra gli emarginati il messaggio di Dio, in linea con le direttive della Chiesa cattolica. Aprì una missione femminile nell’ex convento di Santa Caterina, prodigandosi per gli altri, anche per gli stranieri o per chi era nel bisogno. Mantenne sempre la sua condizione di laicato e un buon rapporto con la diocesi palermitana, che gli affiancò un suo sacerdote, don Pino Vitrano. La morte di alcuni senzatetto nel 2018 spinse il fraticello ad una decisione estrema: dormire per strada e iniziare lo sciopero della fame, fino a quando la regione Sicilia non avesse provveduto a migliorare la situazione dei poveri. Nel 2018 papa Francesco visitò la “Missione di Speranza e Carità” che, dopo un po’, venne portata a Castellammare del Golfo nel Trapanese, dove sorse la “Casa del soccorso e della speranza”, un rifugio per gli indigenti. Biagio Conte morì per malattia a 59 anni, il 12 gennaio 2023. È noto un presunto miracolo: costretto su una sedia a rotelle per via di alcune vertebre schiacciate, l’“Angelo degli ultimi” riprese a camminare dopo un’immersione nelle acque di Lourdes. Il film ripercorre la vita di questo figlio di Dio, che non prese mai i voti ma che visse la sua vita come san Francesco d’Assisi: rifiutò un’esistenza comoda e prosperosa per darsi a chi non aveva niente. La pellicola presenta le sofferenze di un uomo che fece dell’accoglienza il suo biglietto da vita, insieme alle gioie, alle speranze e alle proteste per rendere migliore il domani di molti. Un’anima nobile che ha testimoniato con la sua vita la Parola di Dio, facendosi missionario di speranza e di carità. Raccontare Biagio, il “piccolo servo inutile”, come si definiva, vuol dire raccontare l’umanità che vede Dio nel fratello bisognoso e gli elargisce il suo amorevole aiuto. Il cast è composto anche da Donatella Finocchiaro, Antonio Catania e Alessandra Fazzino, la sceneggiatura è a cura di Quatriglio e Stefano Rulli, mentre la regia è di Costanza Quatriglio.
