Chiese di Calabria
Mons. Savino, “Cassano non è la ‘ndrangheta”
Assemblea pubblica nel teatro comunale dopo i fatti di sangue dei giorni scorsi. Il presule invoca un nuovo movimento culturale
“Cassano allo Jonio non è la ‘ndrangheta. Non merita l’identificazione con il potere mafioso, che pure c’é, che purtroppo si è cristallizzato, ma che può essere sconfitto e debellato”. Lo ha detto oggi mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, nel teatro comunale, in occasione dell’assemblea pubblica successiva agli attentati dei giorni scorsi “per discutere della situazione dell’ordine pubblico e delle iniziative da assumere. “Cassano è un paese per bene, la stragrande maggioranza dei cassanesi è gente onesta, laboriosa, giusta”, ha detto mons. Savino. “In questo momento sono tre i rischi: l’impotenza, l’indifferenza”, la retorica”. Per mons. Savino “Non deve abitarci un sentimento di impotenza rispetto al drago della ‘ndrangheta o di ogni altro potere mafioso”. E ancora, rispetto al secondo rischio, il presule ha evidenziato che “nessuno può assolversi rispetto a quanto sta accadendo nel nostro territorio”. Considerando il terzo aspetto, il vescovo di Cassano “molto spesso ci esercitiamo nell’arte della retorica rispetto a fatti che meritano invece una denuncia senza se e senza ma”. Mons. Savino ha sottolineato che “sono convinto che da stasera deve partire un movimento culturale che deve opporsi a chi si serve del nostro territorio, a chi è organico al potere malavitoso, a ogni forma di contiguità e di consociativismo, perché ‘é tutto un brodo di cultura entro cui le mafie si ingrandiscono e diventano metastatici”. “C’è tanta paura – ha concluso – che dobbiamo sconfiggere con la coscienza collettiva”.
