Alla scoperta di madre Elisa Miceli, il racconto di chi l’ha incontrata

A Fiumefreddo, lo scrigno dei ricordi aperto al piazzale delle Suore Catechiste rurali

Alcune sedie in cerchio, un piccolo ma interessato e devoto numero di fedeli, una dolce brezza e, sullo sfondo, il quadro di Madre Elisa Miceli: questa è l’immagine della serata di giorno 11 nel piazzale delle Suore Catechiste Rurali del Sacro Cuore. Nel cinquantenario della sua nascita al cielo, le suore hanno tenuto un incontro con chi ha la grazia di averne il ricordo e con chi, al contempo, non ha avuto modo di incontrarla, ma aveva dentro sé il desiderio di scoprire qualcosa su una donna che non si conosce mai abbastanza.

Si è parlato in modo informale e fraterno delle sue opere: dai racconti delle recite che teneva periodicamente con copioni scritti interamente da lei in dialetto calabrese sino al carnevale cristiano, tempo di festa per i ragazzi, entrambe occasioni che utilizzava per portare avanti la sua missione evangelizzatrice. Si è raccontato, inoltre, della causa di beatificazione, con gli emozionanti racconti delle grazie e del presunto miracolo ricevuti. Infine, chi era presente, ha avuto l’onore di visitare la camera da letto della Venerabile, rimasta esattamente così come l’ha lasciata lei prima della sua dipartita: aver visto i suoi lavori di cucito, di pittura e non solo, ha permesso ancor di più di comprendere la straordinarietà della sua persona.

Madre Elisa era, però, anche una donna dalla profonda spiritualità. Dai racconti delle suore è venuto fuori il suo completo abbandono alla volontà divina. Quando nella malattia un gruppo di carismatici pregava Dio per la sua guarigione, lei ringraziava ma confermava la sua fedeltà al suo “programma di vita”, quello di compiere la volontà di Dio. È stato sorprendente per i partecipanti scoprire che il messaggio di Madre Elisa Miceli, a distanza di tempo, conserva una straordinaria attualità: il suo richiamo alla dignità, al valore e al ruolo della donna nella famiglia e nella società parla ancora con forza al nostro presente, segnato da troppe violenze e femminicidi. La sua testimonianza ci ricorda che valorizzare e rispettare la donna significa costruire una società più giusta, fondata sull’amore, sulla dignità e sul rispetto della persona. È stato un incontro ricco di stupore ed emozioni che chi ha partecipato conserverà nel proprio cuore.

Questa mattina alcuni bambini di Fiimefreddo si sono cimentati in un laboratorio artistico sulla venerabile Elisa Miceli.

Riceviamo e pubblichiamo da Angela Spina