Terra Santa: Patriarchi e Capi Chiese Gerusalemme, “attacco vile a Taybeh”. Appello a Israele e comunità internazionale per fermare le violenze

“Condanniamo questo vile e violento attacco contro il villaggio cristiano di Taybeh e la sua popolazione pacifica. Questo attacco non è un episodio isolato”. Così i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno condannato l’aggressione compiuta sabato 17 ottobre da “coloni mascherati” ai danni degli abitanti di Taybeh, l’ultimo villaggio interamente cristiano rimasto in Cisgiordania, e di alcuni ospiti stranieri, tra cui diplomatici e funzionari europei in visita di solidarietà, durante la raccolta delle olive. In una dichiarazione congiunta, i responsabili delle Chiese denunciano che “nelle ultime settimane i villaggi palestinesi della Cisgiordania sono stati esposti a un diffuso clima di terrore da parte dei coloni”, una situazione che, sottolineano, raggiunge il punto più critico proprio “nel periodo della raccolta delle olive, quando le famiglie si recano nei propri terreni per raccogliere ciò di cui hanno bisogno per vivere e per rinnovare il legame con la propria terra, tramandato da generazioni”. Per le Chiese di Gerusalemme, l’attacco si inserisce in un contesto più ampio di violenze e intimidazioni contro le comunità rurali palestinesi. Particolare preoccupazione viene espressa per una recente decisione religiosa rabbinica che consentirebbe agli ebrei di appropriarsi delle olive dei palestinesi. I patriarchi la definiscono “infondata, molto preoccupante, pericolosa e del tutto inaccettabile”, pur apprezzando il fatto che “diversi rabbini e voci del mondo ebraico l’abbiano pubblicamente respinta”. Nel documento si ringrazia il presidente israeliano Isaac Herzog per le sue parole di condanna, ma si osserva che “i fatti dimostrano che questi attacchi continuano a causa dell’impunità di cui godono i loro autori”. Pur riconoscendo l’intervento della polizia israeliana e gli arresti effettuati dopo l’aggressione, i leader cristiani auspicano che l’azione delle autorità “continui in modo serio e coerente e non rimanga una misura isolata”. Da qui l’appello alle autorità competenti affinché assicurino i responsabili alla giustizia e alla comunità internazionale perché “intensifichi gli sforzi per garantire la protezione della popolazione di Taybeh e della Cisgiordania”. Le Chiese rinnovano inoltre il loro “pieno sostegno alla comunità di Taybeh e alle sue Chiese”, impegnandosi a fare “tutto il possibile per preservare la presenza cristiana” nel villaggio. Il messaggio si conclude con una preghiera per “il popolo di Taybeh e per tutti gli abitanti della Terra Santa, affinché possano vivere nella sicurezza, nella giustizia e nella pace”.