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Caro carburante, l’appello dei sindaci metropolitani Anci: “sui territori sale la tensione”
“Nelle nostre città e lungo le reti viarie da Nord a Sud, con un’intensità particolarmente acuta che dalle regioni meridionali si sta estendendo al resto del Paese, stiamo toccando con mano la sofferenza del tessuto sociale ed economico: autotrasportatori, agricoltori, pescatori e operatori della logistica sono allo stremo per via di un caro-carburante ormai insostenibile, con il gasolio che tocca cifre fuori mercato”. Lo affermano in una nota i sindaci metropolitani del Coordinamento Anci.“Come sindaci e amministratori locali siamo i primi a raccogliere l’allarme che arriva dalle nostre comunità, con le file ai distributori, gli approvvigionamenti incerti per la grande distribuzione, i cantieri a rilento e gli snodi strategici messi sotto pressione. Di fronte alla prospettiva di un Paese che rischia di fermarsi, le appartenenze politiche passano in secondo piano: siamo tutti, indistintamente, dalla parte dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese che mandano avanti l’economia quotidiana”.Per i sindaci “in questo quadro, l’iniziativa ministeriale di aprire un tavolo di confronto è un passaggio doveroso. Ciò che tuttavia desta un’evidente perplessità è la tempistica: fissare l’incontro al 27 ottobre significa pretendere che la realtà si adegui a calendari che non tengono conto dell’emergenza. Purtroppo undici giorni di attesa, per chi deve fare rifornimento ogni mattina per lavorare e garantire i servizi essenziali alle città, rappresentano – aggiunge la nota – un tempo siderale che non si piega ai rituali della burocrazia.“Governare la complessità richiede tempismo e senso pratico, qualità che chi amministra i comuni esercita ogni giorno. Non servono prove di forza né atteggiamenti d’attesa, ma la consapevolezza che le crisi si gestiscono prima che i loro costi si scarichino interamente sui cittadini”, proseguono i sindaci metropolitani.“Per queste ragioni chiediamo che il tavolo di confronto venga anticipato a queste ore e che si valuti subito un intervento straordinario di riduzione temporanea delle accise, unico strumento in grado di dare una boccata d’ossigeno immediata a chi lavora e a tutto il sistema produttivo e dei servizi. Nessuno chiede miracoli dall’oggi al domani, ma il minimo che si possa pretendere da chi ha la responsabilità di governo è l’ascolto tempestivo di chi manda avanti il Paese. Prendere tempo significa scegliere di non decidere, in un momento in cui i territori, i lavoratori e le nostre comunità meriterebbero rispetto”, conclude la nota.
