Ieri a Lamezia il primo incontro di Calabria Teologica. Don Oliva, “riconoscere Dio nei passaggi epocali della storia”

Ieri sera, nella parrocchia San Domenico a Lamezia Terme, ha preso avvio la quinta edizione di Calabria Teologica, organizzata dall’Associazione Teologica Calabra con il patrocinio della Conferenza Episcopale Calabra.

L’edizione di quest’anno vede lo svolgimento di 12 incontri, uno per ogni diocesi calabrese.

Per il primo momento il dibattito è stato animato a partire dal volume “Chiesa plurale. Una prospettiva escatologica”, di don Roberto Oliva, presidente dell’Associazione Teologica Calabra, il quale ha discusso con lo studioso Salvatore Diodato e con i presenti. “Occorre riconoscere Dio nei passaggi epocali della storia”, ha detto don Oliva commentando alcuni passaggi della sua ricerca. “Egli ci spiazza anche attraverso le cose belle che gli altri fanno, anche se non sono del nostro gruppo”, la certezza del sacerdote della diocesi di San Marco Argentano – Scalea.

Don Oliva, sollecitato dagli interventi, ha invitato a “recuperare la comprensione di come Dio ci stupisce proprio dentro questa umanità, che è plurale”.

Infatti, “le culture con cui uomini e donne esprimono la loro interiorità sono diverse, le strade che conducono a Dio sono tante. Lasciamoci stupire dai vari cammini per imparare qualcosa di più su Dio”.

Ricordando come la sinodalità sia patrimonio antico della Chiesa e come ad essa papa Francesco abbia dato “un nuovo impulso”, don Oliva ha evidenziato che “dire che siamo Chiesa e dire che dobbiamo camminare insieme, in stile sinodale, è la stessa cosa”. “La diversità, nella Chiesa – ha detto ancora – nasce dal sepolcro vuoto e dal modo in cui questo è stato interpretato. Dal sepolcro vuoto, infatti, nascono modi diversi di annunciare la buona notizia, che pure è unica”.

Il secondo incontro di Calabria Teologica si terrà il prossimo 16 novembre nella diocesi di Cassano all’Jonio.