Chiese di Calabria
I frati Minimi di Paola solidali con chi sta manifestando per strada. Appello alle Istituzioni
Riceviamo e pubblichiamo dai frati Minimi di Paola
In queste ore in cui l’Italia, e in particolare la Calabria, è attraversata dalle proteste per il caro-vita e per il caro-carburante, con i blocchi stradali, i disagi per i trasporti e la paura che cresce nelle famiglie e nelle imprese, la Comunità del Santuario di San Francesco di Paola vuole esprimere la sua vicinanza umana e spirituale a quanti stanno soffrendo le conseguenze di questa crisi. Siamo vicini ai lavoratori, agli agricoltori, ai pescatori, agli autotrasportatori, ai piccoli imprenditori, ai disoccupati e ai giovani che non trovano prospettive, e alle famiglie che faticano a far quadrare i conti a fine mese. Condividiamo la preoccupazione di chi vede il lavoro, che è dignità, ridotto a una variabile economica. In sintonia con il Magistero dei Vescovi calabresi, che in questi giorni hanno ricordato come «il lavoro non è una semplice variabile economica: riguarda la dignità della persona, la possibilità di sostenere una famiglia, progettare il futuro», facciamo nostra la loro vicinanza a chi lavora e la loro preoccupazione per una Calabria che rischia di diventare più fragile. In questo momento di tensione, sentiamo il dovere di richiamare l’esempio di San Francesco di Paola, nostro Patrono, che i Vescovi calabresi, nel Messaggio per il VI Centenario della nascita del Santo nel 2016, hanno indicato come profeta nel mondo del lavoro e della giustizia sociale. San Francesco non è stato solo un eremita penitente. Come ha ricordato San Giovanni Paolo II a Paola nel 1984, fu «un uomo semplice, schietto, che avvicinava i poveri, che lavorava e dava lavoro nel suo convento agli altri» e «coraggioso difensore della giustizia, accanto a coloro che erano senza diritti ed oppressi dai gravami che superavano le loro possibilità». La sua “minimezza” non era fuga dal mondo, ma scelta di stare dalla parte degli ultimi contro i soprusi dei potenti, per ricordare che l’economia non può essere pensata senza la persona. Per questo, dalla casa di San Francesco, rivolgiamo un appello: 1. Alle Istituzioni, a ogni livello, perché ascoltino, con rapidità e concretezza, il grido di chi lavora e produce. Occorrono soluzioni strutturali, non solo emergenziali, sul costo dell’energia, sui trasporti, sul sostegno alle imprese agricole e artigianali, e contro la speculazione. 2. A chi manifesta, perché la legittima protesta resti sempre dentro i binari della non-violenza, del rispetto delle persone e dei servizi essenziali, e non diventi un blocco che penalizza altri lavoratori, malati, studenti e famiglie. La protesta, per essere profetica come quella di Francesco, deve continuare a cercare il dialogo e non chiudersi per non rischiate lo scontro. 3. A tutta la Comunità, perché non si lasci sola nessuna famiglia in difficoltà. Il Santuario è e resta luogo di accoglienza, di ascolto e di preghiera, dove tutti, credenti e non credenti, possono trovare una parola di sollievo e una mano concreta. Riconoscendoci tutti fratelli, invochiamo San Francesco di Paola, patrono della Calabria e della gente di mare, perché interceda per la pace sociale, per il lavoro dignitoso e per una Calabria che ritrovi fiducia e speranza. «Amatevi l’un l’altro e fate tutte le vostre cose in carità» – San Francesco di Paola
