Cultura
Parco Old Calabria sfida culturale
Lo scrittore inglese Norman Douglas amò il Sud Italia e ispirò la nascita dell’area naturalistica silana
Il Parco Old Calabria compie 25 anni. È una realtà nata per volontà della Fondazione “Napoli Novantanove”, allo scopo di promuovere la conoscenza della nostra regione e delle aree più interne, di valorizzare il patrimonio culturale e ambientale calabrese e di preservare usi, costumi e consuetudini locali. Il Parco, che si estende dal Massiccio del Pollino a Capo Colonna, offre uno spettacolo unico fatto di meravigliosi paesaggi, di montagne con una fitta vegetazione, di fiumi, di laghi e di centri storici. Il turista può anche visitare il museo “Nave della Sila” sull’emigrazione, può apprezzare tanti tesori d’arte, entrare nelle botteghe artigiane e degustare pietanze succulente. Il Centro Visitatori del Parco Old Calabria ha sede a Torre Camigliati, nel cuore della Sila Grande, un monumento risalente al Settecento che ha sede nella tenuta dei nobili Barraco, emblema dell’aristocrazia baronale silana. Il Parco ha raccolto l’eredità del Grand Tour, un’usanza in voga tra la metà del Seicento e l’Ottocento inoltrato, che consisteva in una serie di viaggi che artisti e nobili stranieri compivano, specialmente in Italia, per completare la loro educazione, recandosi in vari siti storici. Ammiravano monumenti, entravano nei circoli letterari e visitavano città limitrofe ai centri culturali. Tra le tante personalità che presero parte al Grand Tour c’è lo scrittore inglese Norman Douglas, grande estimatore del Sud Italia, che percorse in lungo e in largo, nonché ispiratore dell’iniziativa Parco Old Calabria. Nato a Thüringen, in Austria, nel 1868, Norman fu uno scrittore molto impegnato e un instancabile viaggiatore. Dopo una breve esperienza diplomatica, nel 1897 si trasferì a Capri, la località che fa da sfondo al suo capolavoro Vento del sud (1917). Lavorò per “The English Reviews” tra il 1912 e il 1914, quindi pubblicò nel 1915 a Londra “Old Calabria” (Vecchia Calabria), uno dei suoi testi migliori in cui esprime tutto il suo amore per la Calabria, che traspare anche in altre opere tra cui La terra delle sirene (1911). Di questa regione, dove si recò per la prima volta nel 1907, poi nel 1911 e infine nel 1937, adorava la natura selvaggia, i mari cristallini, la gente e i costumi. Old Calabria è un meraviglioso resoconto di viaggio, una vera e propria enciclopedia del mondo calabrese, un documento per far conoscere quel Sud che, con la penna, aveva attraversato muovendosi da Lucera a Crotone. Con uno stile attento e audace, fa un elenco dettagliato delle curiosità in cui si imbatte e cita ciò che più gli interessa: le chiese austere e antiche, i ruderi dei monasteri, le messe della tradizione albanese, la religione e le superstizioni, la vita profana e civile, i volti delle persone, i pastori, le scritte sui muri, le pubblicità di paese, i murales di protesta, la pulizia. La descrizione che fa della Sila è tanto viva e realistica, quanto in grado di comunicare ai lettori la bellezza di un paesaggio, che deve essere valorizzato. Scrive così dell’Altopiano silano: “L’acqua infatti, è una delle glorie della Sila, ovunque sgorga in freddi rivoli tra le pietre e gocciola lungo i fianchi delle alture per congiungersi ai flussi più grandi che si fanno strada verso le torride (…) lande costiere della Magna Grecia”. E ancora, ““…I nomi stessi di questi corsi d’acqua – Neto, Arvo, Lese, Ampollino – profumano di vita pastorale. Tutti sono popolati di trote; scorrono a meandri nei loro tratti superiori attraverso valli dove pascolano tintinnanti greggi di pecore, capre e bovini dal pelo grigio (…) e le loro sponde brillano di fiori”. L’opera di Douglas è articolata in quaranta capitoli con una grande attenzione rivolta, oltre che all’ambiente, anche al brigantaggio calabrese. L’intellettuale britannico era astuto, un vivace osservatore, conservatore, democratico, sessualmente eccentrico, sentimentale. Con la sua esperienza in Calabria ci ha lasciato una testimonianza letteraria di estremo valore, che ha anticipato i tempi e ha esaltato il nostro territorio come degno di considerazione. Douglas morì a Capri nel 1952.
